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Stallo del governo sul decreto Cutro, la Lega chiede più tempo: non c'è accordo sugli emendamenti della maggioranza

(ansa)
Doveva essere pronto il parere sulle modifiche al testo che riscrivono le norme sui migranti, ma la richiesta è stata di spostare l'esame più in là. Il Pd attacca: "Esecutivo in difficoltà. Il dl va cambiato"
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ROMA - Stallo del governo anche sul decreto Cutro. In commissione al Senato il sottosegretario all'Interno, il leghista Nicola Molteni ha chiesto tempo. Doveva essere pronto il parere sui 126 emendamenti al testo che riscrive le norme sui migranti, ma la richiesta è stata di spostare l'esame più in là. È stata sconvocata anche la riunione di domattina.

È il leader leghista Matteo Salvini a commentare sui migranti: "È un dossier che richiede più tempo. Ma sono ottimista e fiducioso". Esclude insomma frizioni, e dice in un incontro alla stampa estera: "Abbiamo condiviso passo passo questi primi mesi. In Giorgia e Silvio vedo due amici oltre che alleati, abbiamo 5 anni e sono certo che faremo fare un passo avanti all'Italia".

 

Ma al centro del ring della maggioranza a Palazzo Madama ci sono i 21 emendamenti della Lega, che punta a inasprire le misure con una stretta sui richiedenti asilo rifor…

ROMA - Stallo del governo anche sul decreto Cutro. In commissione al Senato il sottosegretario all'Interno, il leghista Nicola Molteni ha chiesto tempo. Doveva essere pronto il parere sui 126 emendamenti al testo che riscrive le norme sui migranti, ma la richiesta è stata di spostare l'esame più in là. È stata sconvocata anche la riunione di domattina.

È il leader leghista Matteo Salvini a commentare sui migranti: "È un dossier che richiede più tempo. Ma sono ottimista e fiducioso". Esclude insomma frizioni, e dice in un incontro alla stampa estera: "Abbiamo condiviso passo passo questi primi mesi. In Giorgia e Silvio vedo due amici oltre che alleati, abbiamo 5 anni e sono certo che faremo fare un passo avanti all'Italia".

 

Ma al centro del ring della maggioranza a Palazzo Madama ci sono i 21 emendamenti della Lega, che punta a inasprire le misure con una stretta sui richiedenti asilo riformulando la protezione speciale. Non la sola "bandiera" leghista che mira a riportare le politiche migratorie sulla linea dei Decreti sicurezza di Salvini. Attacca il Pd con Andrea Giorgis: "Il governo è in difficoltà. Spero che la difficoltà origini dalla consapevolezza che il decreto va cambiato, perché non scongiura affatto il rischio che si ripetano nuove tragedie e non dà alcuna risposta alla domanda sui flussi migratori".

Il cuore della fuga in avanti leghista porta la firma della senatrice Daisy Pirovano e fa saltare la protezione speciale. Ma gli inasprimenti vanno oltre quanto era stato concordato nella maggioranza di centrodestra, e varato a Cutro, dopo il terribile naufragio.

Quindi per i salviniani si tratta di votare lo stop ai permessi speciali, inoltre di ridurre i permessi di soggiorno. Sono previsti inoltre tempi più lunghi nei centri di permanenza per il rimpatrio (cpr) fino a 180 giorni (con Salvini che ritiene che uno in ogni regione sarebbe utile). La richiesta della Lega è poi quella di riduzione da due a un anno del permesso di soggiorno. È inoltre proposta la perdita del diritto alla tutela per i rifugiati che tornano nel Paese d'origine e la revoca dell'accoglienza per chi abbia violato le norme. Si tratta di emendamenti che erano già stati presentati al decreto sulle Ong, ma erano stati bocciati in quanto disomogenei per materia. Costituiscono la trama del testo di legge presentato da Igor Iezzi alla Camera, che lo stesso Iezzi aveva dichiarato di stoppare essendoci il decreto Cutro del governo. Ecco ora quei criteri di nuovo in campo, sempre che Forza Italia e Fratelli d'Italia siano d'accordo. Per Salvini si tratta di una bandiera identitaria.

Il presidente della commissione Affari costituzionali, Alberto Balboni di Fratelli d'Italia, ha preso atto della impasse del governo. Gli emendamenti al Decreto Cutro sono 21 della Lega, 5 di Forza Italia, 4 di FdI, 39 del Pd, 25 di Sinistra-Verdi, 23 dei 5Stelle e 5 del Terzo Polo. Il provvedimento va convertito in legge entro il 9 maggio.