Il liceo secondo Meloni: "Sarà del made in Italy. E quello vero è l’agrario"
dal nostro inviato Emanuele Lauria , dal nostro inviato Emanuele LauriaVERONA - Li accoglie a uno a uno, i ragazzi che per lei devono riscattarsi, non sentirsi più figli di un'istruzione di serie B. Sul palco dell'auditorium della Fiera di Verona, Giorgia Meloni premia gli allievi degli istituti agrari che hanno vinto un concorso nazionale e li invita a sfoderare orgoglio e spirito di appartenenza: "È il vostro il vero liceo, quello più profondamente legato alla cultura italiana". La premier rafforza il concetto e attacca chi ritiene il Classico o lo Scientifico scuole più utili per costruirsi un futuro. "Sorrido quanto sento che con la scelta del liceo - afferma - c'è uno sbocco professionale. Negli istituti tecnici ci sono opportunità professionali molto più alte rispetto ad altri percorsi".
Nel pieno della sua caotica giornata al Vinitaly, nel mezzo di una affollata gimcana fra gli stand regionali (con la precedenza assegnata a Marche e Abruzzo governate da…
VERONA - Li accoglie a uno a uno, i ragazzi che per lei devono riscattarsi, non sentirsi più figli di un'istruzione di serie B. Sul palco dell'auditorium della Fiera di Verona, Giorgia Meloni premia gli allievi degli istituti agrari che hanno vinto un concorso nazionale e li invita a sfoderare orgoglio e spirito di appartenenza: "È il vostro il vero liceo, quello più profondamente legato alla cultura italiana". La premier rafforza il concetto e attacca chi ritiene il Classico o lo Scientifico scuole più utili per costruirsi un futuro. "Sorrido quanto sento che con la scelta del liceo - afferma - c'è uno sbocco professionale. Negli istituti tecnici ci sono opportunità professionali molto più alte rispetto ad altri percorsi".
Nel pieno della sua caotica giornata al Vinitaly, nel mezzo di una affollata gimcana fra gli stand regionali (con la precedenza assegnata a Marche e Abruzzo governate da esponenti di Fratelli d'Italia), Meloni rilancia con forza un cavallo di battaglia della campagna elettorale: il liceo made in Italy, ovvero uno dei marchi della sua politica da patriota. "Vogliamo valorizzare il legame che esiste tra la nostra cultura, i territori e la nostra identità", insiste la presidente del Consiglio. In cantiere c'è già un disegno di legge: la firma, ovviamente, è dei parlamentari di Fratelli d'Italia.
E l'idea di fondo è quella che esprime un'altra autorevole esponente del partito, la ministra del Turismo Daniela Santanché, anche lei presente a una manifestazione "invasa" da esponenti di governo (nove nei primi due giorni del Vinitaly). "In questi anni abbiamo avuto una sinistra che ha invogliato i giovani a fare il liceo - sostiene Santanché - ed è stato un po' distrutto quello che era l'istituto tecnico, che invece è molto importante, anche per il turismo".
A spalancarsi, in una Verona paralizzata da una manifestazione dei grandi numeri (quattromila espositori, +43% di presenze nel confronto con il 2022), è un dibattito più culturale che economico, con il vino come simbolo dell'eccellenza italiana, uno dei valori della Nazione cari alla destra. "Noi siamo i primi produttori e i secondi consumatori, e anch'io faccio la mia parte...", scherza Meloni. Ma il tema è terribilmente serio. Ruota attorno alla scuola, è imperniato su una tesi - quella di una crisi degli istituti tecnici determinata dal Pd e dai suoi alleati - che in realtà è smentita dai numeri. E soprattutto non tiene conto delle responsabilità dei governi dello stesso segno di quello attuale: nel 2003 l'allora ministra dell'Istruzione Letizia Moratti "inventò" cinque nuovi licei (l'Economico, il Musicale, il Tecnologico, il liceo delle Scienze umane e il Coreutico). Il numero fu compresso dalla riforma di Mariastella Gelmini, ministro dell'ultimo governo Berlusconi, che dispose però un taglio delle ore, negli istituti tecnici e professionali, degli insegnamenti "di indirizzo". E se le scuole professionali hanno visto in effetti dimezzarsi negli ultimi 15 anni il numero di iscritti, le scuole tecniche continuano ad accogliere un terzo degli studenti del Paese.
Il baricentro della discussione rimane politico, è la lotta alla sinistra snob, poco attenta ai ceti popolari. E in quest'ambito rientra anche la campagna dell'assessore all'Agricoltura, anzi alla Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, per riportare i giovani nei campi: "C'è chi preferisce percepire il reddito di cittadinanza e stare sul divano? Sono scelte - commenta Lollobrigida - Io so che le associazioni di categoria lamentano mancanza di manodopera. L'importante è che non mi si venga a dire che dedicarsi all'agricoltura è roba da sfigati. Perché così altrimenti definiremmo gli immigrati che fanno invece questo lavoro...". E la premier, per inciso, dice di essere "d'accordissimo".
È il tentativo di dare un chiaro imprinting al primo governo guidato dalla destra, è quello che lo scrittore Andrea Palladino definisce "ossessione della contro-egemonia culturale". Mentre infuriano ancora le polemiche sulla lettura dell'eccidio di via Rasella da parte di Ignazio La Russa ("È stata una sgrammaticatura istituzionale ma si è corretto e ha chiesto scusa", dice Meloni), è alle porte un 25 aprile da ricordare senza enfasi: "Se chiederò ai miei ministri di partecipare alle celebrazioni? Non devo chiederlo io. Sono valutazioni un po' curiose - afferma la premier davanti ai giornalisti - che fate voi"