L'opposizione (per la prima volta unita) sfida La Russa in Senato: "25 aprile nel rispetto della verità storica"
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleROMA - Sono rimasti spiazzati, i partiti di maggioranza. Nella prima riunione dei capigruppo a Palazzo Madama dopo la bufera scatenata dal revisionismo di Ignazio La Russa su Via Rasella, tutto si aspettavano tranne che dover fronteggiare le opposizioni unite: decise a chiedere, per una volta con una voce sola, la discussione immediata della mozione che - in vista del 25 Aprile - vincola le istituzioni a rinnegare il Ventennio e a riconoscere il valore della lotta di Liberazione. Proprio nel giorno in cui anche il ministro forzista degli Esteri, Antonio Tajani, si esibisce in una gaffe giustificazionista: "Il fascismo è roba passata, ha fatto più danni che cose utili".
Il testo, sottoscritto da tutte le forze di minoranza, impegna il Senato ad adottare "le iniziative necessarie affinché le commemorazioni delle date fondative della nostra storia antifascista si svolgano nel rispetto della verità storica condivisa".
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ROMA - Sono rimasti spiazzati, i partiti di maggioranza. Nella prima riunione dei capigruppo a Palazzo Madama dopo la bufera scatenata dal revisionismo di Ignazio La Russa su Via Rasella, tutto si aspettavano tranne che dover fronteggiare le opposizioni unite: decise a chiedere, per una volta con una voce sola, la discussione immediata della mozione che - in vista del 25 Aprile - vincola le istituzioni a rinnegare il Ventennio e a riconoscere il valore della lotta di Liberazione. Proprio nel giorno in cui anche il ministro forzista degli Esteri, Antonio Tajani, si esibisce in una gaffe giustificazionista: "Il fascismo è roba passata, ha fatto più danni che cose utili".
Il testo, sottoscritto da tutte le forze di minoranza, impegna il Senato ad adottare "le iniziative necessarie affinché le commemorazioni delle date fondative della nostra storia antifascista si svolgano nel rispetto della verità storica condivisa".
Per le dimissioni di La Russa raccolte 52mila firme
Una sfida neppure troppo implicita al cofondatore di FdI che quella storia aveva provato a riscrivere: l'unico "terreno fertile - scrivono Pd, M5S, Azione-IV, Autonomie e Si-Verdi - per il mantenimento di un'identità collettiva e il senso di appartenenza a una comunità". Amplificata dalla raccolta firme promossa da Rifondazione per sollecitarne le dimissioni, già arrivata a 52mila adesioni (fra cui quella di Fausto Bertinotti). Nel tentativo, anche, di stanare le più alte cariche dello Stato che con ogni probabilità diserteranno le celebrazioni.
Meloni il 25 aprile all'Altare della Patria
A iniziare dalla premier Meloni che affiancherà Mattarella all'Altare della Patria, ma non scenderà in piazza con l'Anpi. D'altronde, come potrebbe? chiede Pier Luigi Bersani a Metropolis: "Dovrebbe prendere atto che la Costituzione su cui ha giurato è antifascista, ma non l'ha mai detto. Qui siamo al restyling dell'Msi".
25 aprile e la memoria: le parole di Liliana Segre
Sono le parole pronunciata da Liliana Segre in apertura di legislatura a fare da filo conduttore alla mozione congiunta: "Le grandi nazioni - affermò il 13 ottobre la senatrice a vita - dimostrano di essere tali anche riconoscendosi coralmente nelle festività civili, ritrovandosi affratellate attorno alle ricorrenze scolpite nel grande libro della storia patria. Perché non dovrebbe essere così per il popolo italiano? Perché mai dovrebbero essere vissute come date divisive, anziché con autentico spirito repubblicano, il 25 aprile, il 1 maggio, il 2 giugno? Anche su questo tema della piena condivisione delle date che scandiscono un patto tra le generazioni, tra memoria e futuro, grande potrebbe essere il valore dell'esempio, di gesti nuovi e magari inattesi".
La strategia di Elly Schlein sulle opposizioni
Ecco perché, insistono le opposizioni, pronte a replicare l'iniziativa a Montecitorio, "è necessario che le istituzioni in primis si adoperino per la trasmissione della conoscenza della Storia, frutto del rigore di una ricostruzione unitaria e condivisa". Mossa che ha messo in grande imbarazzo il centrodestra: prima ha impedito che il testo fosse discusso oggi in Aula - si farà il 12 aprile - e ora medita di presentarne uno proprio con argomenti assai più sfumati.
Votare contro quello depositata è infatti impossibile, a favore non se ne parla. Contraddizioni nelle quali il centrosinistra ha saputo infilarsi: "Mi auguro che tutti i senatori all'unanimità vogliano ribadire che le fondamenta della Repubblica sono antifasciste", il guanto lanciato dal capogruppo dem Francesco Boccia.
Una strategia studiata dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha dato indicazioni precise ai suoi parlamentari per individuare intese e temi su cui far convergere tutte le opposizioni. Com'è successo ieri pure sull'elezione dei vertici della Vigilanza Rai che, dopo un lungo stallo, si è potuta finalmente insediare.