Silvio Berlusconi ancora non ha pubblicato la sua dichiarazione dei redditi: è in ritardo e La Russa lo può diffidare
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniTra i big dei partiti è rimasto solo lui: Silvio Berlusconi, unico leader a non avere ancora reso pubblica la propria dichiarazione dei redditi. Non una prassi facoltativa, ma un obbligo di trasparenza previsto dalla legge. La numero 441 del 1982, per l'esattezza. Secondo cui tutti i parlamentari, entro tre mesi dalla proclamazione, devono pubblicare le proprie dichiarazioni patrimoniali, quelle dei redditi e le spese sostenute durante la campagna elettorale.
Il ritardo
Peccato che di mesi, ad oggi, ne siano passati ben 6, visto che la proclamazione del leader forzista è avvenuta il 4 ottobre del 2022. Berlusconi, dunque, avrebbe dovuto consegnare tutti i documenti entro la metà di gennaio. Niente da fare: al 5 aprile la sua dichiarazione non è stata ancora caricata. Lo si evince dall'assenza dell'apposita sezione presente sulla scheda di ciascun parlamentare, consultabile sui siti di Camera e Senato. Scorrendo tra gli eletti si nota come Berl…
Tra i big dei partiti è rimasto solo lui: Silvio Berlusconi, unico leader a non avere ancora reso pubblica la propria dichiarazione dei redditi. Non una prassi facoltativa, ma un obbligo di trasparenza previsto dalla legge. La numero 441 del 1982, per l'esattezza. Secondo cui tutti i parlamentari, entro tre mesi dalla proclamazione, devono pubblicare le proprie dichiarazioni patrimoniali, quelle dei redditi e le spese sostenute durante la campagna elettorale.
Il ritardo
Peccato che di mesi, ad oggi, ne siano passati ben 6, visto che la proclamazione del leader forzista è avvenuta il 4 ottobre del 2022. Berlusconi, dunque, avrebbe dovuto consegnare tutti i documenti entro la metà di gennaio. Niente da fare: al 5 aprile la sua dichiarazione non è stata ancora caricata. Lo si evince dall'assenza dell'apposita sezione presente sulla scheda di ciascun parlamentare, consultabile sui siti di Camera e Senato. Scorrendo tra gli eletti si nota come Berlusconi sia tra i pochi parlamentari a non aver presentato la dichiarazione.
Mancano i redditi anche di Cosenza e Pera di FdI
Oltre all'ex premier, all'appello mancano ancora un paio di parlamentari. Si tratta della senatrice di FdI Giulia Cosenza e del senatore meloniano Marcello Pera. Un gruppo abbastanza ristretto, certo. Anche se va detto che la maggior parte dei parlamentari, a tre mesi dalla proclamazione, non aveva ancora rispettato la scadenza. I primi documenti, infatti, sono iniziati a spuntare all'inizio di gennaio, ma l'elenco degli assenti ha iniziato a ridursi più drasticamente solo verso febbraio inoltrato, quando la deadline era già scaduta da più di un mese.
I parlamentari 'Paperoni'
Ad oggi i big del parlamento hanno tutti presentato la loro documentazione: Tra i capi di partito - la dichiarazione è riferita al 2021 - il reddito più alto è quello della premier Giorgia Meloni, 160mila euro. Matteo Salvini è al secondo posto con 115mila euro, al terzo c'è Elly Schlein con 88mila euro e, infine, il leader del M5S Giuseppe Conte con 35mila euro. Tra i 'paperoni' della politica figura anche Giulio Tremonti, circa un milione e mezzo di euro, e il ministro delle Difesa Guido Crosetto, 935mila euro.
Se partecipasse anche Berlusconi, stando all'ultima dichiarazione presentata, non ci sarebbe storia. Nel 2013 il Cavaliere, pochi mesi prima della decadenza da senatore, dichiarò un reddito pari a 4 milioni e mezzo di euro. E ancora: la proprietà di otto beni immobili, due auto, tre imbarcazioni e varie partecipazioni societarie, tra cui Fininvest, Veneto Banca e Banca popolare di Sondrio. Ciliegina sulla torta: la presidenza onoraria del Milan. Difficile capire perché Berlusconi non abbia ancora presentato la documentazione richiesta dalla legge. Quel che è certo è che il testo del 1982, accanto all'obbligo, non prevede alcuna forma di sanzione. Il testo parla solo di una diffida decisa dal presidente della Camera di appartenenza, il quale, in caso di inadempienza da parte del parlamentare, si limita darne notizia all'Assemblea.