Pnrr, Malan: "Non siamo lo sfacelo e Draghi non era perfezione. Puntiamo a obiettivi realizzabili"
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - "Fra Fratelli d'Italia e Lega non c'è alcuna lite. Semplicemente abbiamo espresso lo stesso concetto in modo diverso. Nessuno vuole spendere i soldi del Pnrr tanto per spenderli. Servono obiettivi concreti e realizzabili. Ma sono certo che ce la faremo". Lucio Malan, capogruppo di FdI in Senato, ridimensiona lo scontro nella maggioranza sul piano europeo da 209 miliardi. Dice che "la commissione non può non concedere una rimodulazione del programma", non tralasciando di ricordare, come aveva fatto la premier Giorgia Meloni, che "le obiezioni dell'Ue riguardano obiettivi messi a punto dal governo precedente". Draghi, afferma Malan, "non era la perfezione cui è seguito lo sfacelo".
Senatore, lei dice che non c'è stata alcuna contrapposizione fra i due principali partiti che sostengono il governo. Eppure fonti dell'esecutivo lunedì hanno dovuto smentire il capogruppo della Lega Mo…
ROMA - "Fra Fratelli d'Italia e Lega non c'è alcuna lite. Semplicemente abbiamo espresso lo stesso concetto in modo diverso. Nessuno vuole spendere i soldi del Pnrr tanto per spenderli. Servono obiettivi concreti e realizzabili. Ma sono certo che ce la faremo". Lucio Malan, capogruppo di FdI in Senato, ridimensiona lo scontro nella maggioranza sul piano europeo da 209 miliardi. Dice che "la commissione non può non concedere una rimodulazione del programma", non tralasciando di ricordare, come aveva fatto la premier Giorgia Meloni, che "le obiezioni dell'Ue riguardano obiettivi messi a punto dal governo precedente". Draghi, afferma Malan, "non era la perfezione cui è seguito lo sfacelo".
Senatore, lei dice che non c'è stata alcuna contrapposizione fra i due principali partiti che sostengono il governo. Eppure fonti dell'esecutivo lunedì hanno dovuto smentire il capogruppo della Lega Molinari.
"Credo che lo stesso Molinari abbia chiarito che bisogna anzitutto lavorare con l'obiettivo di spendere tutto e bene. E per fare questo deve pensare a una rivisitazione degli obiettivi. Avevamo questa posizione quando eravamo all'opposizione, la manteniamo oggi".
Sia Borghi che Bagnai, esponenti della Lega, hanno manifestato forti perplessità sullo strumento del Pnrr.
"Può esserci una pluralità di voci nel dibattito interno alla maggioranza. Ma la posizione del governo, che comprende anche la Lega, non è in discussione".
La richiesta di modificare il piano non può essere interpretata, secondo lei, come sintomo di debolezza?
"Guardi, alcune spese inserite non possono essere realizzate per varie ragioni, la prima delle quali è molto semplice: quando è stato approvato il Pnrr la questione energetica era certamente meno rilevante di oggi. E poi è aumentato il costo delle materie prime, mettendo a rischio la celebrazione dei bandi di gara".
Come fate a essere certi che la commissione accoglierà questa tesi?
"Altri Stati membri dell'Unione hanno ottenuto una rimodulazione dei loro piani. Ritengo superata l'idea che il Pnrr non possa essere cambiato neppure di una virgola. Poi, è ovvio, dobbiamo concordare con Bruxelles le modifiche".
Intanto il governo deve superare entro meno di un mese i rilievi sugli obiettivi dichiarati raggiunti a dicembre.
"Verrà fatto il possibile per integrare la documentazione. Va ricordato che i rilievi riguardano progetti portati a termine dal governo precedente. Sono relativi ad alcuni dei 25 obiettivi che l'esecutivo Draghi ci aveva consegnato a metà ottobre. Il governo Meloni, nei 70 giorni successivi, ha completato gli altri trenta".
Sembra uno scarico di responsabilità.
"No, sono dati di fatto: nessuno rappresenta la perfezione, neppure Draghi che pure ha sempre goduto di buona stampa. Il piano, d'altronde, è molto complesso. In passato anche la spesa dei fondi strutturali ha avuto degli intoppi. E parliamo di importi dieci volte inferiori a quello del Pnrr".