Partito e azienda: l’impero di Berlusconi trema. In Forza Italia è guerra sullo statuto per bloccare Tajani
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaL'apprensione dei familiari che sono andati a trovarlo in ospedale si mischia all'ansia di una comunità politica che, attraverso comunicati e messaggi social gli hanno manifestato vicinanza nei toni più disparati: si distinguono, more solito, Vittorio Sgarbi, che definisce Silvio Berlusconi "eroe della resistenza contro la malattia" e Gianfranco Rotondi che si dice sicuro che "il vecchio leone ruggirà ancora una volta". Per tutti, adesso, è il momento della speranza, di un ottimismo che è anzitutto un dovere: "Il suo umore? Il nostro è buono", taglia corto il fratello del Cavaliere, Paolo. Sullo sfondo, però, c'è la consapevolezza che l'ex premier stia vivendo la sfida più difficile della sua vita. E, per quanto si parli di un uomo di 86 anni, la sola idea dell'evento peggiore provoca uno choc generale. Anche perché, pur con tutti i suoi acciacchi, Berlusconi nelle u…
L'apprensione dei familiari che sono andati a trovarlo in ospedale si mischia all'ansia di una comunità politica che, attraverso comunicati e messaggi social gli hanno manifestato vicinanza nei toni più disparati: si distinguono, more solito, Vittorio Sgarbi, che definisce Silvio Berlusconi "eroe della resistenza contro la malattia" e Gianfranco Rotondi che si dice sicuro che "il vecchio leone ruggirà ancora una volta". Per tutti, adesso, è il momento della speranza, di un ottimismo che è anzitutto un dovere: "Il suo umore? Il nostro è buono", taglia corto il fratello del Cavaliere, Paolo. Sullo sfondo, però, c'è la consapevolezza che l'ex premier stia vivendo la sfida più difficile della sua vita. E, per quanto si parli di un uomo di 86 anni, la sola idea dell'evento peggiore provoca uno choc generale. Anche perché, pur con tutti i suoi acciacchi, Berlusconi nelle ultime settimane fa ha messo la firma su una rivoluzione degli assetti di Forza Italia, difendendone la paternità in un'intervista al Corriere ("Nel partito decido ancora io") e addirittura collegandosi telefonicamente dal San Raffaele (dove prima di ieri era già stato ricoverato per una serie di controlli) con l'assemblea provinciale di Bergamo retta dalla nuova stella forzista Alessandro Sorte, amico di Marta Fascina. Ora, il peggioramento delle condizioni dell'ex premier mette d'improvviso l'impero del tycoon di Arcore davanti a un futuro incerto.
In realtà, le ultime mosse politiche avrebbero avuto come ratio anche la messa in sicurezza delle aziende. E questo scopo, in particolare, avrebbe animato la scelta di far sposare a Forza Italia una linea meno aggressiva nei confronti del governo, ridimensionando le ambizioni di dirigenti come Alessandro Cattaneo e Licia Ronzulli considerati "falchi". Una decisione fortemente voluta da Marta Fascina ma benedetta da Marina Berlusconi. Rivela un esponente azzurro che è nel partito dal '94: "Da tempo la famiglia non vede più il partito fra gli asset principali, diciamo così, del gruppo. Meglio diventare nei fatti una costola di Fratelli d'Italia: si tutelano maggiormente gli interessi imprenditoriali". Mediaset, ora denominata MediaforEurope, sta reagendo a una flessione determinata, negli anni scorsi, dalla concorrenza delle piattaforme on-demand: nel 2021 ha registrato ricavi netti consolidati per 2.914 milioni, in crescita dell'11 per cento rispetto al 2020, con un utile netto di 374 milioni, in aumento del 169 per cento rispetto all'anno precedente e circa il doppio del 2019 pre-Covid. E la raccolta pubblicitaria in Italia, in particolare, è cresciuta sia rispetto al 2020 (+14,4 per cento) sia al 2019, nei confronti del quale fa segnare un aumento del 2,4 per cento. Ma i vertici del gruppo hanno deciso, per consolidare i conti, di vendere una testata storica come "Il Giornale": Silvio era contrario, e inizialmente si era pensato di cedere solo il 30 per cento delle quote. Ma poi si è deciso comunque di vendere ad Angelucci il pacchetto di maggioranza, con un'operazione che si sta perfezionando in queste ore.
Ma la rilevanza di una figura come quella del Cavaliere non può che provocare incertezza, oggi, fra i quasi 5 mila dipendenti del gruppo - che ha spostato la sede legale in Olanda - e soprattutto nell'esercito di eletti a tutti i livelli in Forza Italia: tutti, ai piani alti del partito, sono concordi nell'affermare che la presenza di Berlusconi nelle campagne elettorali - anche indirittamente - vale i due terzi dei consensi di Fi. E i sondaggisti sono unanimi nell'asserire che alle ultime Politiche l'insperato 8 per cento sia frutto quasi esclusivo del ritorno in campo dell'ex premier. A tutto vantaggio dei parlamentari eletti in liste bloccate: ci sono 63 fra senatori e deputati, per non parlare dei cinque ministri, che tutto devono all'anziano patriarca di Arcore. Il futuro è davvero un'incognita: il partito dovrebbe passare nelle mani di Antonio Tajani e di Marta Fascina, che nell'ultima tornata di nomine hanno fatto il pieno di fedelissimi. Ma l'opposizione interna potrebbe far valere lo statuto del partito, che all'articolo 23 definisce la composizione del comitato di presidenza: e questo organismo non contempla il coordinatore, che oggi è appunto Tajani. L'opposizione interna è già pronta a fare battaglia contro una eventuale successione automatica del vicepremier e ministro degli Esteri a Silvio Berlusconi. Tajani, si fa notare, non ha neppure la rappresentanza legale del partito, dunque la disponibilità del simbolo, per anni affidata all'ex senatore Alfredo Messina. All'orizzonte, se venisse meno l'effetto Cavaliere, potrebbe profilarsi un esodo di massa. Verso il partito della Meloni, appunto, la Lega o formazioni centriste. E poi c'è la questione finanziaria, non irrilevante: Forza Italia ha un indebitamento di circa 90 milioni, coperto da due fideiussioni personali di Berlusconi. Gli eredi continuerebbero a garantirle? Uno dei tanti interrogativi che l'ultima battaglia di Berlusconi, su un letto della terapia intensiva, lascia sul campo.