"Sono all’estero”, “Vado solo se invitato”. Le scuse pronte di FdI per il 25 aprile
di Antonio Fraschilla , di Antonio FraschillaROMA - Diciamolo, è un po’ una rottura di scatole. Ma questa volta ci saremo perché il 25 Aprile non è solo della sinistra. Anche se noi festeggiamo la liberazione dal nazismo eh? Mica dal fascismo". Domenico Gramazio, missino, amico dell’esponente dei Nar Massimo Carminati ed ex senatore di Alleanza nazionale ai tempi di Gianfranco Fini leader, si aggira tra le colonne del tempio di Adriano con in mano un libro che narra la storia di Giorgia Meloni dall’Msi alla presa di Palazzo Chigi.
Gramazio è in prima fila all’evento organizzato da Fratelli d’Italia sulla sanità. E alla domanda se Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e i rappresentanti di FdI devono partecipare o meno alle manifestazione per il prossimo 25 Aprile, risponde dicendo quello che in fondo in molti dentro il partito fanno trasparire: "Festeggeremo, ma se gli altri ci vorranno". E il fascismo? Non penserà come il presid…
ROMA - Diciamolo, è un po’ una rottura di scatole. Ma questa volta ci saremo perché il 25 Aprile non è solo della sinistra. Anche se noi festeggiamo la liberazione dal nazismo eh? Mica dal fascismo". Domenico Gramazio, missino, amico dell’esponente dei Nar Massimo Carminati ed ex senatore di Alleanza nazionale ai tempi di Gianfranco Fini leader, si aggira tra le colonne del tempio di Adriano con in mano un libro che narra la storia di Giorgia Meloni dall’Msi alla presa di Palazzo Chigi.
Gramazio è in prima fila all’evento organizzato da Fratelli d’Italia sulla sanità. E alla domanda se Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e i rappresentanti di FdI devono partecipare o meno alle manifestazione per il prossimo 25 Aprile, risponde dicendo quello che in fondo in molti dentro il partito fanno trasparire: "Festeggeremo, ma se gli altri ci vorranno". E il fascismo? Non penserà come il presidente La Russa che erano tutti una banda di musicanti attaccati dai partigiani? "La Russa ha ragione: in via Rasella hanno ucciso degli italiani altoatesini innocui".
Ecco in sintesi spiegato perché sarà "una gran rottura di scatole". Ma per la prima volta al governo del Paese, in casa FdI non si potrà però fare finta di niente. Forse La Russa non sarà proprio in prima fila, dopo la pessima uscita sull’attentato di via Rasella. E Meloni? Da Palazzo Chigi al momento ci si limita ad assicurare che "Meloni sarà presente all’Altare della Patria insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella": "Per il resto l’agenda di quel giorno non è stata fissata, perché voi già sapete cosa farete a fine mese?", dicono dal suo staff.
E gli altri esponenti di FdI, i ministri, i senatori, i deputati, ci saranno? Alcuni, come il ministro dello Sviluppo economico Adolfo Urso, non hanno ancora deciso. Altri, come il ministro dell’Agricoltura e cognato di Meloni, Francesco Lollobrigida, fanno sapere che in quei giorni saranno impegnati "tra il Giappone e Barcellona e se riuscirà il ministro andrà anche l’Agrifish in Lussemburgo, non a caso si sta coordinando con i sottosegretari per cercare di garantire la presenza italiana in tutti gli eventi". Insomma, il 25 Aprile Lollobrigida sarà ovunque, ma di sicuro non in Italia.
Un po’ di imbarazzo traspare comunque da tutti i dirigenti di FdI: "Il 25 Aprile? E il giorno dopo il 24 no?", scherza, ma non troppo, il capogruppo in Senato Lucio Malan. "Guardi, se mi invitano da qualche parte andrò — continua— ma bisogna vedere se ci vogliono gli altri. Non sarebbe gradevole essere contestati". Il problema sono gli altri, quelli che hanno sempre organizzato e partecipato alle celebrazioni per la liberazione dell’Italia dal nazismo e dal fascismo. Il capogruppo alla Camera Tommaso Foti teme ad esempio le contestazioni della "brigata ebraica": "Speriamo di non essere accolti come Letizia Moratti da parte della brigata ebraica a Milano. I nostri rappresentanti al governo comunque faranno le loro riflessioni, ma sono certo che parteciperanno in rappresentanza di tutto il Paese".
Tra i volti di FdI sul 25 Aprile sono pochi quelli che vogliono parlare. Il vice capogruppo alla Camera, Manlio Messina, assicura che non ci sono indicazioni di partito in merito, il collega Salvatore Caiata preferisce invece non intervenire sull’argomento. Mentre il deputato meloniano Mauro Malaguti, eletto in Emilia Romagna, una regione dove il tema della liberazione è particolarmente sentito, dice che se invitato andrà tranquillamente: "Io a Ferrara ho cacciato i gruppetti di estrema destra che volevano fare casino nel partito e organizzare contestazioni il 25 Aprile, figuriamoci".
Uno dei pochi in casa FdI che parla di liberazione dal fascismo è il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli: "Fratelli d’Italia ha già messo alle spalle certe posizioni –– aggiunge— e le vere nostre battaglie sono altre: a partire dalla difesa della nostra lingua". Ecco, Rampelli guarda avanti: ma, in fondo, non troppo.