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Forza Italia in subbuglio. Ipotesi congresso per la successione di Berlusconi

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Ansia tra i dirigenti azzurri. Col Cavaliere fuori gioco la resa dei conti si avvicina. Scontro sullo Statuto con l’ala vicina a Ronzulli. “Se la situazione precipita, pronto l’esodo”
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ROMA - Una convention che, visti i tempi, è un’assicurazione sulla vita. Del partito, se non del Capo. Con Berlusconi ancora in terapia intensiva, Antonio Tajani e i vertici di Forza Italia si incontreranno stamattina via chat per definire il programma di una manifestazione nazionale di Forza Italia in programma il 5 e il 6 maggio a Milano. L’anno scorso, nello stesso periodo e in un’occasione analoga, il Cavaliere a Roma annunciava il suo ritorno in campo. Stavolta, con ogni probabilità, lui non ci sarà ma la decisione dei “fedelissimi” di confermare l’appuntamento è un segnale che si vuole inviare per far sapere che FI, in ogni caso, va avanti nel suo cammino. Anche se alcuni appuntamenti sono giocoforza saltati: ieri i coordinatori regionali hanno ricevuto un messaggio che comunicava l’annullamento di un pranzo che era previsto oggi ad Arcore. Il padrone di casa è, evidentemente, impedito.


Tutti, f…

ROMA - Una convention che, visti i tempi, è un’assicurazione sulla vita. Del partito, se non del Capo. Con Berlusconi ancora in terapia intensiva, Antonio Tajani e i vertici di Forza Italia si incontreranno stamattina via chat per definire il programma di una manifestazione nazionale di Forza Italia in programma il 5 e il 6 maggio a Milano. L’anno scorso, nello stesso periodo e in un’occasione analoga, il Cavaliere a Roma annunciava il suo ritorno in campo. Stavolta, con ogni probabilità, lui non ci sarà ma la decisione dei “fedelissimi” di confermare l’appuntamento è un segnale che si vuole inviare per far sapere che FI, in ogni caso, va avanti nel suo cammino. Anche se alcuni appuntamenti sono giocoforza saltati: ieri i coordinatori regionali hanno ricevuto un messaggio che comunicava l’annullamento di un pranzo che era previsto oggi ad Arcore. Il padrone di casa è, evidentemente, impedito.


Tutti, fra i dirigenti di una Forza Italia in ansia, si affrettano a sottolineare il lieve ma significativo miglioramento delle condizioni del Cavaliere, quasi a scacciare l’incubo di un "dopo di lui" che significherebbe per tanti parlamentari, finora beneficiati dall’appeal elettorale di Silvio, un ritorno a casa. Però, nel frattempo, in silenzio, ci si prepara al peggio. Le tre telefonate che Berlusconi ha fatto in mattinata vengono lette come investiture: Tajani, Paolo Barelli e Maurizio Gasparri sarebbero i depositari della continuità, lungo una linea governista. Secondo i dettami di Marina Berlusconi e di Marta Fascina.

Ma, con un Cavaliere nella migliore delle ipotesi temporaneamente fuori causa, la resa dei conti è dietro l’angolo. Basti pensare che, nell’ala dei cosiddetti “ronzulliani”, si pone - come scritto ieri da Repubblica - il tema di uno Statuto del partito che non prevede la figura del coordinatore, ruolo rivestito da Tajani su diretta investitura del presidente. In caso di impedimento di Berlusconi, si fa notare che la gestione di FI passerebbe a un comitato di presidenza di cui fanno parte una quarantina di membri. Nessuna eredità già assegnata, insomma.


Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè cita Il Gattopardo per ricordare che "oggi Forza Italia è Berlusconi e tale rimarrà" e per sgombrare il campo di una lotta per la successione: "Chi oggi rende omaggio al capezzale del Cavaliere e pensa a un dopo di lui ricorda quella frase del capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: 'Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene...'". Però non si esime dall’aggiungere che "non ci sono automatismi, e chi si pone oggi il problema non fa l’interesse di Forza italia". "Le dichiarazioni di Mulé sono sempre originali", commenta laconico Barelli, scudiero di Tajani.


Intanto, però, nella maggioranza del partito che fa capo al vicepremier si ragiona sulle contromosse: come un congresso di FI per sancire la supremazia di Tajani. Ma servirebbe un tesseramento sostanzialmente fermo da prima del Covid. E sarebbe il primo congresso, si badi, dal 1998. In realtà, con tutti i riflettori puntati sul San Raffaele, la partita interna è congelata. Prima del ricovero di Berlusconi, d’altronde, era già avvenuta la “rivoluzione” che aveva ridimensionato Alessandro Cattaneo e Licia Ronzulli, considerati rei di una posizione antagonista a Giorgia Meloni.

Lei, Ronzulli, è andata a trovare Berlusconi in ospedale, dove ha rivisto e scambiato gesti di affetto con i figli del presidente di FI, ma non ha parlato con la compagna Marta. Se ci sarà un redde rationem, non potrà che rimettere in discussione il ruolo di capogruppo in Senato dell’ex regina della corte di Arcore. Tema che in realtà si era affacciato già la scorsa settimana. Ma ora, nell’incertezza sul futuro del Capo, tutto è congelato: "Io al posto di Ronzulli? Sono appagato dal mio incarico di vicepresidente del Senato - dice Maurizio Gasparri - e mi sembra che i nuovi assetti siano già definiti".

Frase che fotografa lo stato di sospensione delle ostilità. Chi voleva proseguire nella lotta interna si è fermato come chi meditava l’addio: in questo momento qualsiasi mossa di questo tipo, si dice nei conciliaboli di ortodossi e ribelli, sarebbe considerato un tradimento morale. E ancora una volta, in quel che rimane dell’ex corazzata azzurra, l’unica formula politica su cui si punta è l’ennesima “rinascita” del presidente. "La verità è che la figura di Berlusconi tiene in piedi tutto - afferma un big di Fi esponente della vecchia guardia - se ci fosse un impedimento nessuno potrebbe raccoglierne il testimone. E a quel punto lo scenario più probabile sarebbe l’esodo".