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Dagli affari a Forza Italia, tutto è in mano a Marina Berlusconi. Che non scende in campo

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Dalla primogenita ora passa ogni decisione. Ha stretto un rapporto diretto con Meloni: a lei potrebbe dare le chiavi di FI o farsi kingmaker di uno dei fratelli
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Tutto adesso è nelle sue mani. Tutto, più di quanto non sia avvenuto fino a pochi giorni fa. Gli affari, la famiglia e ora anche il partito: il pallino lo tiene Marina Berlusconi. Così, nell’Italia che ha visto Giorgia Meloni varcare il portone di Palazzo Chigi ed Elly Schlein scalare per prima la segreteria del Partito democratico, nel volgere di pochi mesi è una signora di potere a governare anche le sorti del partito centrista Forza Italia. O di quel che ne resta. Di certo, quelle dell’impero del Cavaliere.


Lei, presidente Fininvest e del gruppo Mondadori, alla regia delle grandi manovre. A lei l’ultima parola sulla gestione quotidiana, perfino ospedaliera. Marina decide chi può entrare in terapia intensiva e chi no, Fedele Confalonieri e Marcello Dell’Utri sì, Licia Ronzulli e altri dirigenti del partito no, bollettino medico sì, bollettino no, rivelazione della leucemia forse, ma alla fine sì. La &l…

Tutto adesso è nelle sue mani. Tutto, più di quanto non sia avvenuto fino a pochi giorni fa. Gli affari, la famiglia e ora anche il partito: il pallino lo tiene Marina Berlusconi. Così, nell’Italia che ha visto Giorgia Meloni varcare il portone di Palazzo Chigi ed Elly Schlein scalare per prima la segreteria del Partito democratico, nel volgere di pochi mesi è una signora di potere a governare anche le sorti del partito centrista Forza Italia. O di quel che ne resta. Di certo, quelle dell’impero del Cavaliere.


Lei, presidente Fininvest e del gruppo Mondadori, alla regia delle grandi manovre. A lei l’ultima parola sulla gestione quotidiana, perfino ospedaliera. Marina decide chi può entrare in terapia intensiva e chi no, Fedele Confalonieri e Marcello Dell’Utri sì, Licia Ronzulli e altri dirigenti del partito no, bollettino medico sì, bollettino no, rivelazione della leucemia forse, ma alla fine sì. La “moglie” Marta Fascina lì ad eseguire le disposizioni della real casa.


Del resto - ma questo ormai da anni - nulla si è mosso nell’impero di famiglia senza che la figlia (e Confalonieri e in parte Piersilvio) lo volesse, lo decidesse. La novità adesso è tutta politica: sta nel partito. L’operazione di brutale restyling che ha portato due settimane fa all’avvicendamento delle presidenze dei gruppi di FI (Barelli per Cattaneo), dei coordinamenti regionali, all’assegnazione di nuovi incarichi e al ridimensionamento della senatrice Ronzulli, porta proprio il marchio “M” (e non più “S”) sulla bolla berlusconiana. È come se le seconde file si fossero dileguate. Figurarsi nei prossimi giorni, in una situazione di fragilità e - chissà per quanto - di degenza del padre.


E allora c’è Marina a prendere le decisioni, prime e ultime. Lei che da mesi - per necessità più che per simpatia, forse - ha stretto un rapporto diretto e personale con Giorgia Meloni. Tutt’altro che politico, raccontano. È Marina che la premier avrebbe chiamato due giorni fa dopo aver saputo del ricovero d’urgenza al San Raffaele. Per soppesare la gravità della situazione, per chiedere se il padre fosse cosciente, se sia possibile andarlo a trovare, come la leader di FdI vorrebbe fare magari nelle prossime ore. Perché al di là dei ruoli, tra donne ci si capisce meglio, si va dritte al sodo, senza le farraginosità della mediazione maschile.


E non è detto che le due non continuino a intendersi anche in futuro. E in politica. No, "Marina non pensa minimamente a prendere le redini del partito, scordatevelo", ha ripetuto, anzi intimato in queste ore il grande vecchio di famiglia rimasto su piazza, Fedele Confalonieri, rivolto a dirigenti e mezze figure forziste che lo interrogavano su quel che accadrà.

Scordatevi, come dire, che la first daughter possa mettersi lì a gestire le beghe interne, i ddl da presentare, i rapporti con Barelli e Ronzulli, chi sarà candidato alle prossime amministrative di primavera. "Marina, caschi il mondo, il fine settimana non sente ragioni e stacca la spina", racconta un ministro che conosce bene le cose di famiglia. La manager raggiunge la residenza di Chateauneuf-de-Grasse, a Valbonne, a 35 km da Nizza, per dedicarsi ai figli, agli affetti, staccando con gli affari. Figurarsi con la politica.


E se questa è l’indole - non si ha memoria di una sua intervista televisiva per una innata ritrosia all’esposizione, quasi un ossimoro se si pensa al padre - allora si comprende perché due interrogativi arrovellino in queste ore tutti nel partito. Marina consegnerà davvero le chiavi di Forza Italia alla neo-amica Giorgia per farne un’appendice moderata della destra di governo, inizialmente magari federata? Una tentazione, al momento. Che consentirebbe alla primogenita e ai fratelli e sorelle di liberarsi di pensieri gravosi e costosi (a voler scorrere la lista dei debiti del partito) e al contempo di maturare un credito politico non da poco con chi oggi siede alla presidenza del Consiglio.


Ma c’è un’altra ipotesi che si sta facendo strada in queste ore tra i pochi che frequentano la “casa”. Ovvero che Marina, nella lunga e prolungata assenza del padre, possa ritagliare per sé il ruolo di king o queen maker. Per affidare a un più giovane fratello (o sorella) il brand e la guida del partito. Il riservato Luigi o l’intraprendente Barbara, i nomi in campo. Per non disperdere un patrimonio di consensi che proprio sul marchio di famiglia ha costruito il successo politico e che giusto l’anno prossimo taglierà il traguardo dei trent’anni.


Ecco, il 2024. È l’unica cosa certa in questa storia: la scadenza. Lunga vita all’anziano Silvio, ma alle Europee del prossimo anno Forza Italia dovrà presentarsi con una leadership riconoscibile agli occhi degli elettori. Oppure non presentarsi affatto, ammainare la bandiera, cederla alla destra meloniana, magari per facilitare l’avvicinamento della premier al Ppe.


Il tempo delle decisioni scorre per tutti, a “corte”. Anche per donna Marina, rimasta sola al comando.