ROMA - Nelle scorse settimane una telefonata l’ha fatta Renato Schifani, prima di dire a Libero che "Matteo va recuperato nel progetto di partito unico di centrodestra che sogna Berlusconi". Ma in questi giorni sono tanti i centristi e moderati che lo stanno pressando per tornare davvero in campo e diventare lui il frontman che manca per far rinascere l’araba fenice, la nuova Dc che risorge. Lui, Matteo Renzi, dal canto suo lancia messaggi di grande apertura. Ma non è il solo ad essere compulsato in questi giorni: altri centristi, dentro la Lega e nel fronte di Noi con l’Italia pensano che il frontman ideale sia invece il ministro della Difesa Guido Crosetto. I due, Renzi e Crosetto, hanno comunque una cosa in comune oggi: un filo diretto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che vuole puntellare il centrodestra approfittando del fatto che di moderati in casa Pd non se ne parla molto.
La leader di Fratelli d’Italia teme una sl…
ROMA - Nelle scorse settimane una telefonata l’ha fatta Renato Schifani, prima di dire a Libero che "Matteo va recuperato nel progetto di partito unico di centrodestra che sogna Berlusconi". Ma in questi giorni sono tanti i centristi e moderati che lo stanno pressando per tornare davvero in campo e diventare lui il frontman che manca per far rinascere l’araba fenice, la nuova Dc che risorge. Lui, Matteo Renzi, dal canto suo lancia messaggi di grande apertura. Ma non è il solo ad essere compulsato in questi giorni: altri centristi, dentro la Lega e nel fronte di Noi con l’Italia pensano che il frontman ideale sia invece il ministro della Difesa Guido Crosetto. I due, Renzi e Crosetto, hanno comunque una cosa in comune oggi: un filo diretto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che vuole puntellare il centrodestra approfittando del fatto che di moderati in casa Pd non se ne parla molto.
La leader di Fratelli d’Italia teme una slavina al centro per lo sfaldarsi sempre più evidente di Forza Italia (al di là dello stato di salute di Berlusconi) e vuole governare eventuali cantieri moderati: innanzitutto in Parlamento ma anche in vista delle prossime elezioni europee. Non a caso qualche giorno fa Bruno Tabacci, uno che di centrismi se ne intende, ragionava: "Vedo grande agitazione, soprattutto a destra purtroppo, ma al momento nessun leader. Anche se sono convinto che senza una nuova legge elettorale proporzionale un centro non ha futuro". Ma fuori da Montecitorio Giuseppe Fioroni, appena uscito dal Pd, sussurrava: "Dobbiamo sbrigarci, deve nascere una casa dei moderati anche nel centrosinistra se no se ne vanno tutti verso la destra perché lì le cose sono in movimento".
Meloni in questo quadro è in vantaggio e i sarti centristi a destra sono al lavoro. Lunedì scorso alla Fondazione De Gasperi erano seduti insieme a ragionare sulla figura di Maria Romana De Gasperi l’ex pluriministro Angelino Alfano e Gianni Letta: il gran sacerdote del berlusconismo tornato in prima fila per volere dei figli del fondatore di Forza Italia, Marina e Pier Silvio. Letta siede al tavolo delle nomine insieme a Tajani ed entrambi stimano molto Renzi e lo sentono spesso. Non è un caso. Alfano di Renzi è stato ministro e il legame non si è mai spento.
Il mondo centrista però non guarda solo a Renzi ma anche a Crosetto. Alcuni moderati entrati recentemente nella Lega sono molto delusi dalla fine del progetto del partito della nazione che aveva lanciato Salvini un paio di anni fa. E cercano nuovi approdi affidabili, vedendo però in Crosetto l’unico riferimento possibile. Sulla stessa lunghezza d’onda vecchie calamite del voto nel Mezzogiorno, come Raffaele Lombardo che proprio via Crosetto, e via La Russa, ha chiuso un accordo con Fratelli d’Italia per le prossime europee. E anche in Campania Clemente Mastella è pronto a siglare una intesa elettorale identica con FdI.
In queste ore i telefoni di Renzi e Crosetto sono molto caldi. Perché in Parlamento c’è una truppa di una quarantina di deputati e senatori che guardano al futuro. Anche dentro il Terzo Polo, da Mara Carfagna a Mariastella Gelmini. Ma soprattutto in Forza Italia e nella Lega.