25 aprile, una rosa sui luoghi del martirio delle partigiane: il pellegrinaggio antifascista dell'Anpi
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioA Bologna il luogo dove portare una rosa il 25 aprile sarà la strada che parte dall'Arco del Meloncello dove Irma Bandiera fu trucidata. C'è una lapide che la ricorda: "Eroina nazionale, il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte". E furono terribili le torture delle SS, durate nove giorni, accecata e poi uccisa, lasciando per strada il corpo. Mentre la più giovane delle partigiane, a cui è stata poi conferita la medaglia d'oro al valore militare, è Ancilla Marighetto. Aveva 18 anni, trentina, in montagna era conosciuta con il nome di "Ora" e, ai nazisti che le proponevano salva la vita purché parlasse, sputò in faccia. La seviziarono e poi la freddarono. Una rosa per lei dovrebbe essere deposta a Castel Tesino, e un'altra per Clorinda Menguzzato, fatta aggredire dai cani e violentata, anche lei uccisa in quello stesso luogo. A Gabriella Degli Esposti, staffetta partigiana e tenente, emiliana, …
A Bologna il luogo dove portare una rosa il 25 aprile sarà la strada che parte dall'Arco del Meloncello dove Irma Bandiera fu trucidata. C'è una lapide che la ricorda: "Eroina nazionale, il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte". E furono terribili le torture delle SS, durate nove giorni, accecata e poi uccisa, lasciando per strada il corpo. Mentre la più giovane delle partigiane, a cui è stata poi conferita la medaglia d'oro al valore militare, è Ancilla Marighetto. Aveva 18 anni, trentina, in montagna era conosciuta con il nome di "Ora" e, ai nazisti che le proponevano salva la vita purché parlasse, sputò in faccia. La seviziarono e poi la freddarono. Una rosa per lei dovrebbe essere deposta a Castel Tesino, e un'altra per Clorinda Menguzzato, fatta aggredire dai cani e violentata, anche lei uccisa in quello stesso luogo. A Gabriella Degli Esposti, staffetta partigiana e tenente, emiliana, presa durante un rastrellamento dopo avere messo in salvo le figlie, furono strappati i seni. Il plotone d'esecuzione la uccise a San Cesario sul Panàro nel modenese, dove sarà portata la rosa.
L'elenco è lungo e i luoghi del martirio tanti. In questo 25 aprile in cui la Resistenza e la storia del Paese sono stravolte dal revisionismo della destra, dalle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa su via Rasella e della premier Giorgia Meloni sui martiri delle Fosse Ardeatine, l'Anpi ha lanciato il "pellegrinaggio antifascista". "Sono rose e fioriranno" è l'appuntamento alle 17 del giorno della Liberazione nei posti che raccontano quello che è successo alle partigiane, sia alle 19 insignite della medaglia d'oro al valore militare alla memoria, sia a quelle che hanno perso la vita combattendo. Albertina Soliani, vice presidente dell'Anpi e presidente dell'Istituto Cervi, ricorda una frase di Piero Calamandei: "Andate nei luoghi dove caddero i partigiani perché è lì che è nata la Costituzione". E aggiunge: "Questo è il 25 aprile. Questo dicono i luoghi verso i quali spontaneamente si dirigono i passi di quanti si sentono eredi di quella generazione e di quella stagione che ha cambiato il destino del mondo. Luoghi sconosciuti a Giorgia Meloni e a Ignazio La Russa, ed è un problema serio". Lo snodo storico è tutto qui, osserva Soliani: "Se non si rispetta la volontà di un popolo sovrano che con la Resistenza ha riscattato la propria dignità, non si è adatti a governarlo, tanto meno a rappresentarlo. Si possono anche vincere le elezioni, ma si resta perdenti per sempre nella storia. Riconoscerlo è verità, il resto è menzogna".
E quindi in questo 25 aprile i racconti valgono più di qualsiasi ricostruzione storiografica. Sono incise nella memoria popolare e familiare. Savina Reverberi - la figlia che Gabriella degli Esposti, riuscì a salvare - per la capacità che ha avuto di mantenere vivo il ricordo della madre e della Resistenza è stata appena insignita dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica. E poi una rosa sarà deposta per Ines Bedeschi, la staffetta partigiana Bruna, che fu trucidata e il corpo gettato nel Po a Mezzano Rondani a fine marzo del 1945. A Conselice c'è la lapide a lei dedicata e un cippo commemorativo in prossimità del fiume. Rose a Massa Marittima dove fu trovato il corpo straziato dell'antifascista cattolica Norma Pratelli Parenti, presa dalle truppe tedesche in ritirata. A cima di Porlezza nel comasco contro il muro di cinta del cimitero fu portata e uccisa con altri prigionieri Livia Bianchi, che fece parte del gruppo partigiano che operava sulle montagne della zona del Lario. A Trieste una rosa per Cecilia Deganutti. A Firenze per Anna Maria Enriquez Agnoletti. Virginia Tonelli è la partigiana friulana bruciata viva alla Risiera di San Sabba, il campo di concentramento nazista a Trieste.
Sulla locandina l'immagine simbolo è quella di Irma Bandiera. Mentre il manifesto dei partigiani per questo 25 aprile, disegnato da Alberto Pagliaro, ha come slogan: "Liberiamoci dalla guerra, dai fascismi, dalla disumanità con la Costituzione". E le parole d'ordine sono Lavoro, uguaglianza, accoglienza, soliarietà, no razzismo, diritti civili, pace, ambiente".