Covid, nasce la commissione d'inchiesta ma è un atto d'accusa al governo Conte (e ai vaccini). Pd, M5S e Sinistra non la votano
di Antonio Fraschilla , di Antonio FraschillaIl Parlamento istituisce una commissione bicamerale di inchiesta sul Covid, con un testo che è non solo un atto di accusa nei confronti del governo giallorosso, e che mette sul banco degli imputati l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, il supercommissario Domenico Arcuri e i componenti del comitato scientifico su diversi fronti: dall’acquisto delle mascherine a quello dei banchi per la scuola con le rotelle, a tutti i decreti emanati in urgenza per limitare spostamenti dei cittadini in piena pandemia. Ma è anche un documento che solleva dubbi sull’efficacia dei vaccini e sulle zone rosse e i divieti che avrebbero “limitato le libertà costituzionali”: come se non bastasse la prova scientifica dell’efficacia dei vaccini e la decisione della Corte costituzionale che ha rigettato il ricorso dei No Vax contro l’obbligo vaccinale.
Adesso il Parlamento rimette tutto in d…
Il Parlamento istituisce una commissione bicamerale di inchiesta sul Covid, con un testo che è non solo un atto di accusa nei confronti del governo giallorosso, e che mette sul banco degli imputati l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, il supercommissario Domenico Arcuri e i componenti del comitato scientifico su diversi fronti: dall’acquisto delle mascherine a quello dei banchi per la scuola con le rotelle, a tutti i decreti emanati in urgenza per limitare spostamenti dei cittadini in piena pandemia. Ma è anche un documento che solleva dubbi sull’efficacia dei vaccini e sulle zone rosse e i divieti che avrebbero “limitato le libertà costituzionali”: come se non bastasse la prova scientifica dell’efficacia dei vaccini e la decisione della Corte costituzionale che ha rigettato il ricorso dei No Vax contro l’obbligo vaccinale.
Adesso il Parlamento rimette tutto in discussione. Per la precisione un pezzo del Parlamento: solo la maggioranza, con in più il Terzo Polo, ha votato il testo per l’istituzione della commissione di inchiesta sul Covid. L’opposizione ha disertato il voto in commissione Affari sociali alla Camera, dal Pd al Movimento 5 stelle passando per Alleanza verdi e sinistra. Un testo, quello voluto fortemente da Fratelli d’Italia, che esclude dal campo delle indagini gli enti locali, Regioni e Comuni, come chiesto dalla Lega che non voleva finire sul banco degli imputati con i suoi governatori: a partire da Attilio Fontana in Lombardia. Un testo che strizza l’occhio alle battaglie portate avanti dai No Vax.
Le polemiche
Giuseppe Conte aveva aperto all’approvazione della commissione di indagini: "Non abbiamo nulla da nascondere, ben venga se guarda anche al futuro per migliorare il sistema in caso di nuova pandemia", aveva detto ai suoi e anche all’ex ministro Roberto Speranza che gli chiedeva di non votare alcun testo. Ma alla fine anche i 5 stelle non hanno accolto una proposta di legge "per nulla condivisa e che esclude gli enti locali". Aggiunge Conte: "Se la maggioranza intende dare finalmente un segno di responsabilità sull'emergenza Covid, dopo le urla e le accuse scomposte che abbiamo ascoltato in piena pandemia, e far partire una commissione d'inchiesta sul Covid che faccia approfondimenti seri e responsabili, allora il Movimento 5 Stelle c'è e non farà mancare il proprio contributo. Ma se invece intendono fare una commissione d'inchiesta farsa, con un finale già scritto che esclude l'analisi dell'operato delle Regioni - e che se mai mette in discussione l’utilità dei vaccini, allora se la faranno da soli senza il Movimento 5 Stelle. Abbiamo dimostrato serietà, responsabilità e senso delle istituzioni durante quei giorni bui e intendiamo continuare a farlo oggi. Il Paese chiede rispetto per le sofferenze provate e per le vittime del Covid. Non merita che una tragedia finisca preda di strumentalizzazioni politiche”. "Non solo non abbiamo nulla da temere, ma eravamo contenti che si potesse indagare su cosa non ha funzionato, invece hanno dimostrato di non conoscere la Costituzione - dice l'ex sindaca di Torino Chiara Appendino - la Commissione fatta in questo modo è un insulto ai cittadini e a tutti coloro che hanno vissuto la pandemia in modo drammatico. Noi volevamo chiarezza ma non coinvolgendo gli attori principali, come le Regioni, è una presa in giro". Dello stesso avviso il Pd: "Le forzature di queste ore della maggioranza sono inaccettabili e dimostrano che l'unico obiettivo è quello di usare vicende gravi e drammatiche per fare propaganda sulla pelle di chi ha sofferto e combattuto il Covid, dicono Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari Sociali, e i componenti dem Paolo Ciani, Gianni Girelli, Ilenia Malavasi, Nico Stumpo. Soddisfatti invece FdI e Lega: “Fratelli d'Italia non intende sostituirsi alla magistratura, ma vuole che sia fatta chiarezza su molte vicende che suscitano legittime perplessità e dubbi sulle modalità con cui è stata affrontata la pandemia. Vogliamo che sia fatta luce anzitutto per rispetto al personale sanitario e parasanitario ha fatto l'impossibile per salvare vite umane, ma anche per le vittime e i loro familiari”, dice il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Tommaso Foti.
Le materie di indagine
La commissione, che avrà gli stessi poteri delle procure ordinarie, dovrà verificare una serie di elementi messi nero su bianco nel testo approvato. Non solo indagare sulla mancata predisposizione del piano pandemia e i rapporti redatti e poi scomparsi dal sito dell’Organizzazione mondiale della sanità, ma anche "valutare la tempestività e l’adeguatezza delle indicazioni e degli strumenti che il governo e le sue strutture di supporto hanno fornito alle Regioni e agli enti locali nel corso di ciascuna fase dell’emergenza pandemica". Nel mirino, tra le altre cose, tutte le scelte di Conte e Speranza, ma anche del commissario Domenico Arcuri. La commissione dovrà verificare a esempio "l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale prodotti in Cina, quali a titolo di esempio 800 milioni di dispositivi individuali e la relativa spesa pari a 1,25 miliardi di euro, la corrispondenza di tali dispositivi ai requisiti minimi necessari per la loro utilizzazione e gli importi delle commissioni e provvigioni versate per le relative operazioni, individuando laddove possibile i soggetti attuatori delle stesse".
Ci sono poi passaggi che davvero strizzano l’occhio ai No Vax. La commissione dovrà verificare "gli atti della rolling review (valutazione clinica, ndr) sui vaccini anti SARS CoV-2, le decisioni in merito della Commissione europea e dell’Ema precedenti alla autorizzazione all’uso del vaccino anti SARS CoV-2" e "stimare e valutare l’incidenza, anche eventualmente attraverso la istituzione di un osservatorio in collaborazione con l’Istituto superiore della sanità, che i fatti e i comportamenti accertati nel corso dell’inchiesta possono avere avuto sulla diffusione dei contagi, sui tassi di ricovero e di mortalità per COVID-19 nonché sugli eventi avversi e sindromi post vacciniche denunciate".
La commissione dovrà verificare anche il rispetto delle norme costituzionali. Si legge nel testo della commissione: “Verificare e valutare le misure di contenimento adottate dal Governo nelle fasi iniziali e successive della pandemia individuando eventuali obblighi e restrizioni carenti di giustificazione in base ai criteri della ragionevolezza, della proporzionalità e dell’efficacia, contraddittori, contrastanti con i principi costituzionali o valutando se forniti di adeguato fondamento scientifico, anche eventualmente attraverso la valutazione comparativa con la condotta seguita da altri Stati europei e con i risultati da essi conseguiti". E, ancora, verificare la quantità, la qualità e il prezzo dei dispositivi di protezione individuale, dei dispositivi medici, dei materiali per gli esami di laboratorio e degli altri beni sanitari presenti immediatamente prima dell’emergenza pandemica e poi acquistati dal Governo e dalle sue strutture di supporto e distribuiti alle Regioni nel corso dell’emergenza pandemica; verificare l’esistenza di eventuali ritardi, carenze e criticità nella catena degli approvvigionamenti dei beni, individuandone le cause e le eventuali responsabilità; indagare su eventuali donazioni ed esportazioni di quantità di dispositivi di protezione individuale e altri beni utili per il contenimento dei contagi, autorizzate o comunque verificatesi nella fase iniziale della pandemia, individuandone le cause e eventuali responsabilità; indagare su eventuali abusi, sprechi, irregolarità, comportamenti illeciti e fenomeni speculativi che abbiano interessato l’attività, le procedure di acquisto e la gestione delle risorse destinate al contenimento della diffusione e alla cura della malattia da SARS-CoV-2 da parte del Governo, delle sue strutture di supporto e del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18 marzo 2020".