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Richetti (Azione): “Basta giochini, Iv sia coerente e si sciolga”

Matteo Richetti 
Il deputato: "Io credo che il punto sia molto semplice e dipende dalla volontà di tutti: vogliamo fare un partito unico o no? Occorre far saltare i ponti dietro di sé"
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ROMA - "Italia Viva si sciolga e dimostri così di credere nel partito unico. Adesso basta giochetti". Matteo Richetti, ex renziano oggi braccio destro di Carlo Calenda in Azione, non usa giri di parole.


Allora onorevole Richetti davvero il Terzo Polo è al capolinea? Cosa sta accadendo in queste ore tra voi di Azione e Italia Viva di Matteo Renzi?
"Io credo che il punto sia molto semplice e dipende dalla volontà di tutti: vogliamo fare un partito unico o no? Fare un partito nuovo insieme significa superare i due attuali, mi pare chiaro. E non è solo un problema formale ma anche sostanziale. Inoltre quando si fanno queste operazioni occorre fare saltare i ponti dietro di sé".


Secondo lei in Italia Viva non c’è più questa volontà?
"Diciamo che quello che non è chiaro è la disponibilità a sciogliere Italia Viva e se sì da quando. Hanno attaccato per una settimana Calenda …

ROMA - "Italia Viva si sciolga e dimostri così di credere nel partito unico. Adesso basta giochetti". Matteo Richetti, ex renziano oggi braccio destro di Carlo Calenda in Azione, non usa giri di parole.


Allora onorevole Richetti davvero il Terzo Polo è al capolinea? Cosa sta accadendo in queste ore tra voi di Azione e Italia Viva di Matteo Renzi?
"Io credo che il punto sia molto semplice e dipende dalla volontà di tutti: vogliamo fare un partito unico o no? Fare un partito nuovo insieme significa superare i due attuali, mi pare chiaro. E non è solo un problema formale ma anche sostanziale. Inoltre quando si fanno queste operazioni occorre fare saltare i ponti dietro di sé".


Secondo lei in Italia Viva non c’è più questa volontà?
"Diciamo che quello che non è chiaro è la disponibilità a sciogliere Italia Viva e se sì da quando. Hanno attaccato per una settimana Calenda per le frasi mai dette su Berlusconi, il tutto in maniera poco spiegabile. Ora stanno facendo la stessa cosa con me perché mi sono permesso di fare notare che politica e informazione sono due cose diverse, vista la scelta di Renzi di diventare direttore del Riformista. Se ogni pretesto è buono per fare polemiche allora qualcosa non va. Italia Viva deve dirci che si scioglie e da quando: l’equivoco sta tutto qui".


Ma che segnali avete avuto concreti da parte di Italia Viva sullo stop alla fusione con Azione?
"Da una settimana sto ad esempio provando a convocare il gruppo politico che ha l’incarico di darsi le regole per andare al congresso. Ogni volta rimandano sempre e le persone sono sempre indisponibili, adesso mi dicono almeno fino alla prossima settimana. Non è chiaro se questo percorso sia solo in carico a Calenda o no allora".


Teme un boicottaggio del progetto di partito unico per prendere tempo insomma.
"Guardi, io sono amico di Renzi: ha annunciato che farà il direttore del Riformista e che avrebbe lasciato la responsabilità di partito a Calenda. Poi si è ripreso la presidenza di Italia Viva facendo il contrario. E anche qui lo dico con chiarezza: dobbiamo capire cosa vuole fare il nostro compagno di strada. Io ricordo che noi abbiamo eletto trenta parlamentari con un simbolo che aveva il nome di Calenda bene in vista: va bene il giochino, ma adesso basta. Dicano cosa vogliono fare e lo facciano: non penso sia un problema di contenuti comunque".


Pensa che lo sfaldarsi di Forza Italia stia accelerando altri processi, come quello di Renzi leader di un fronte moderato nel centrodestra?
"Su Forza Italia non lo so, andrebbe chiesto a Renzi. Comunque è noto che lui sia scettico per una accelerazione del partito unico, questo è ormai evidente a tutti, e forse pensava di andare dopo le Europee alla fusione. Noi la pensiamo in maniera diversa. Poi se Renzi ha altri progetti in vista di Forza Italia davvero non lo so. Penso che sia necessario un colloquio definitivo e chiaro tra Renzi e Calenda: Renzi è l’unico interlocutore di Italia Viva. Si vedano quindi e chiudano su un percorso per arrivare a congressi e fusione entro l’anno. Noi non abbiamo alcun ripensamento. Lui dice “si lo vogliamo fare”, ma poi non si fa nulla".


C’è anche un problema di chi gestirà i soldi e il due per mille?
"Di sicuro non penso che per Iv sia un tema di due per mille e di gestione dei soldi e dei finanziamenti. I partiti non nascono in base al due per mille".