Consulta, il bilancio dell'anno. La presidente Sciarra: "Le parole chiave della Costituzione sono persona, parità, salute e ambiente"
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - Che cos'è oggi la Corte costituzionale italiana? Eccola nelle parole della presidente Silvana Sciarra che fa il bilancio di un anno di Consulta davanti al presidente Sergio Mattarella e alle massime autorità dello Stato. "La Corte assicura il rispetto della Costituzione, è costantemente aperta al confronto con il Parlamento, è chiamato a dare sviluppo concreto ai diritti". Nei richiami al legislatore, dice Sciarra, la Corte "sviluppa un vaglio abbinato di ragionevolezza e proporzionalità, consolida la coerenza dei suoi argomenti, fondati sull'indipendenza e sul pluralismo dei suoi componenti".
Parte da questa fotografia il racconto di Sciarra sulla Consulta oggi. Innanzitutto una Corte in sintonia con l'Europa e con il mondo, "un'apertura resa urgente dall'incalzare delle guerre e dall'aspirazione alla pace". Una Corte che garantisce "l'indipendenza dei sistemi giudiziari a tutti …
ROMA - Che cos'è oggi la Corte costituzionale italiana? Eccola nelle parole della presidente Silvana Sciarra che fa il bilancio di un anno di Consulta davanti al presidente Sergio Mattarella e alle massime autorità dello Stato. "La Corte assicura il rispetto della Costituzione, è costantemente aperta al confronto con il Parlamento, è chiamato a dare sviluppo concreto ai diritti". Nei richiami al legislatore, dice Sciarra, la Corte "sviluppa un vaglio abbinato di ragionevolezza e proporzionalità, consolida la coerenza dei suoi argomenti, fondati sull'indipendenza e sul pluralismo dei suoi componenti".
Parte da questa fotografia il racconto di Sciarra sulla Consulta oggi. Innanzitutto una Corte in sintonia con l'Europa e con il mondo, "un'apertura resa urgente dall'incalzare delle guerre e dall'aspirazione alla pace". Una Corte che garantisce "l'indipendenza dei sistemi giudiziari a tutti i livelli e la trasparenza del loro agire". La Consulta rappresenta oggi "un'istituzione di garanzia che mantiene la sua funzione di custode della Costituzione anche quando sviluppa una coerenza sempre più solida nel valorizzare i parametri europei e convenzionali, integrandoli con quelli nazionali".
E ancora una Corte "vigile e al tempo stesso permeabile, dinamica, proiettata in universi ordinamentali più ampi, sulla scorta delle clausole di apertura all'Europa e al mondo previste dalla nostra Costituzione". E dal rapporto con le Corti europee, da quella del Lussemburgo a quella di Strasburgo, derivano anche tante decisioni assunte dalla nostra Consulta sugli stranieri, sui detenuti, sui minori, sull'occupazione, sul divieto di ingerenza del potere legislativo nell'amministrazione della giustizia.
Attraverso alcune parole chiave - la famiglia e i minori, la parità di genere, il Covid e la salute, l'ambiente e il paesaggio, la solidarietà, il rapporto tra le persone e lo Stato, il lavoro, i referendum dell'anno scorso - Sciarra racconta un anno di Corte attraverso una minuziosa rievocazione delle sentenze.
Il doppio cognome ai figli
A partire da quelle sulla famiglia e sui minori, perché proprio "la parola famiglia funziona da raccordo di alcune decisioni". Sciarra cita la sentenza che l'anno scorso ha fatto storia, quella sul doppio cognome del figlio riconosciuto, nato nel matrimonio o adottato, perché "in forza dell'eguaglianza fra i genitori, si ritiene incostituzionale la sola attribuzione del cognome paterno e, salvo l'accordo per un solo cognome, si prevede l'attribuzione del cognome materno in aggiunta a quello del padre". L'obiettivo della Corte è sempre quello di "ribadire la necessaria equiparazione tra figli nati fuori dal matrimonio e figli nati in costanza di matrimonio". Allo stesso modo va garantito il principio della parità di genere, come dimostra una sentenza sui Comuni con meno di 5mila abitanti, che comunque devono garantire "liste inidonee ad assicurare la rappresentanza di entrambi i sessi".
Il Covid e la tutela della salute
Un'altra parola "chiave" delle sentenze è "salute". E il diritto alla salute. La Corte, dice Sciarra, ha affrontato "decisioni complesse" sulle misure anti Covid assunte dai governi Conte e Draghi "volte a sindacare il bilanciamento effettuato dal legislatore e accertare il rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione". Nel via libera costituzionale la Corte ha chiarito che "le misure restrittive di carattere generale, come la quarantena obbligatoria, devono essere ricondotte nell'alveo della disciplina costituzionale relativa alle limitazioni della libertà di circolazione e non alle restrizioni della libertà personale". Misure "giustificate dall'urgenza di proteggere la salute nell'interesse della collettività, nel rispetto dei criteri di proporzionalità e di adeguatezza, nelle circostanze del caso concreto".
L'equilibrio delle pene
Sciarra ripercorre le sentenze sulla "tutela dell'ambiente e delle persone" che garantiscono il bene ambiente come un'"entità organica", il cui valore costituzionale è primario. Cita il principio di "leale collaborazione tra Stato e Regioni", da intendersi quale equivalente, in chiave istituzionale, della solidarietà tra i cittadini. Si sofferma sui diritti inviolabili delle persone nel rapporto con le autorità pubbliche. E poi sull'immigrazione clandestina, ricordando la sentenza che ha per protagonista una donna, imputata per aver accompagnato in Italia la figlia e la nipote minorenni e costretta a versare somme ingenti per varcare le frontiere, utilizzando servizi internazionali di trasporto e documenti contraffatti. La Consulta, "dopo aver accertato la sproporzione della sanzione irrogata se non vi è coinvolgimento con un'organizzazione criminale", con una sua sentenza ha rimosso il vulnus accertato, "riducendo l'entità della pena per chi aiuti altri a entrare illegalmente in Italia". In base al principio che "la severità della pena non può essere manifestamente sproporzionata rispetto alla gravità oggettiva e soggettiva del reato".