Bonino sulla fine del Terzo polo: "Non possono esserci due galli in un pollaio. Calenda è l'uomo dei voltafaccia: di lui non mi fido più"
di Giovanna Casadio , di Giovanna Casadio"Calenda è l'uomo dei voltafaccia, perciò ho detto che 'lui è fatto così', dopo la rottura nel Terzo Polo". Emma Bonino, leader di +Europa, ex ministra degli Esteri ed ex commissaria Ue, cita i proverbi "chi la fa, l'aspetti" oppure "chi troppo vuole, nulla stringe", per fotografare il naufragio del progetto politico liberal riformista di Renzi e Calenda.
Bonino, lei ha twittato che non è stata affatto sorpresa dalla fine del Terzo Polo con la rottura decisa da Carlo Calenda, perché "lui è fatto così". Come è fatto Calenda?
"È l'uomo dei voltafaccia. Io ho in mente quello del 7 agosto dell'anno scorso, quando ruppe il patto con il Pd di Letta e con noi di +Europa. Eppure aveva baciato solo qualche giorno prima in conferenza stampa Enrico Letta e, se ci fosse stato Nicola Fratoianni, avrebbe abbracciato pure lui, per suggellare l'accordo…
"Calenda è l'uomo dei voltafaccia, perciò ho detto che 'lui è fatto così', dopo la rottura nel Terzo Polo". Emma Bonino, leader di +Europa, ex ministra degli Esteri ed ex commissaria Ue, cita i proverbi "chi la fa, l'aspetti" oppure "chi troppo vuole, nulla stringe", per fotografare il naufragio del progetto politico liberal riformista di Renzi e Calenda.
Bonino, lei ha twittato che non è stata affatto sorpresa dalla fine del Terzo Polo con la rottura decisa da Carlo Calenda, perché "lui è fatto così". Come è fatto Calenda?
"È l'uomo dei voltafaccia. Io ho in mente quello del 7 agosto dell'anno scorso, quando ruppe il patto con il Pd di Letta e con noi di +Europa. Eppure aveva baciato solo qualche giorno prima in conferenza stampa Enrico Letta e, se ci fosse stato Nicola Fratoianni, avrebbe abbracciato pure lui, per suggellare l'accordo".
E quindi?
"E quindi si potrebbe dare sfogo alla cultura popolare e ai suoi proverbi, del tipo 'chi di spada ferisce, di spada perisce' o 'chi la fa, l'aspetti' o 'chi troppo vuole, nulla stringe'. È forse una analisi politica un po' grossolana, ma qualche germe di verità ce l'ha".
Un po' lei si sta vendicando?
"Non mi vendico perché non è nella mia cultura, ma non dimentico quel giorno in cui Calenda, dopo avere preso l'impegno con il centrosinistra, annuncia che tutto è cambiato. È stata una data spartiacque".
+Europa pensava di aggregarsi al partito unico terzopolista?
"Se vado indietro nel tempo, al 2017, ricordo quando vennero a trovarmi Calenda e Matteo Richetti e io ero con Benedetto Della Vedova. Calenda mi disse: sciogli +Europa e vieni con me. Rimasi esterrefatta. Ammesso che se avessi avuto intenzione di sciogliere il nostro partito, per farne uno nuovo ci vuole un congresso, secondo le regole della democrazia. A meno che non si pensi a uno solo al comando, che quindi può fare ciò che vuole. Gli proponemmo una federazione, perché non essendoci tante discrepanze politiche, sarebbe stata una strada percorribile. Ma non se ne fece nulla".
Lo spazio per una federazione liberale, riformista e democratica c'è ancora?
"Dopo quel 7 di agosto con Calenda non ho mai più parlato. Il voltafaccia è stato un punto di non ritorno, io con i voltafaccia non mi intendo. Però a Richetti avevo già provato a dire che i partiti non si improvvisano, che bisogna fare un percorso. E avevo insistito sulla federazione. Mi pareva di essere stata convincente, ma non era così. Nei confronti di Calenda ho perso qualsiasi tipo di fiducia, non mi fido più. Quando hanno deciso di fare questo Terzo Polo fritto e mangiato, non mi hanno chiamata affatto. Diciamo che sono virtuosa per mancanza di tentazioni".
Ma nel fallimento di questo progetto politico c'è una responsabilità anche di Renzi?
"Renzi non lo conosco molto, ma ci sarà pure una sua responsabilità certo. Il fatto che si sia messo a dirigere il Riformista e faccia il conferenziere, essendo contemporaneamente senatore, dà l'impressione che intenda le istituzioni come una sinecura. In questa vicenda c'è un dato personale molto forte. Come si dice? Non possono esserci due galli in un pollaio, meno male che noi ne siamo rimasti fuori".
Ma ora non ci sarà più una casa dei lib-dem?
"Era una sciocchezza il tentativo del partito unico, perché, ripeto, non si fa un partito dall'alto, dalla sera alla mattina. Non si dice: sappiate che vi ho sciolto. Una casa dei liberali, europeisti, riformisti e democratici c'è: è +Europa".
Se Calenda la richiama, come ha annunciato a Repubblica, lei cosa fa?
"Sono ben educata, e rispondo. Ma tutto qui".
Letta, l'ex segretario del Pd, ha messo un like al suo tweet. Lo ha sentito?
"Per gli auguri di Pasqua. Immagino che il 7 agosto lo ricordi anche lui benissimo: il bacio in fronte Calenda l'ha dato a lui".