Nei Cda la carica dei riciclati. La destra piazza “ex” e non eletti al vertice delle grandi aziende
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaUna non esaltante avventura politica, prima all'ombra di Raffaele Fitto poi di Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. Due volte in corsa per la Camera, con il vecchio Pdl e con la Lega. Ma mai eletto: a Montecitorio entrò nel 2014, solo da subentrato, e in tre anni e mezzo cambiò tre gruppi parlamentari. Nel suo curriculum pure una quasi candidatura alla presidenza della Regione Puglia: il nome venne ritirato in extremis. Ma per Trifone "Nuccio" Altieri, fiero leghista di Conversano, un posto c'è sempre: il Carroccio lo mise nel 2020 alla guida di Invimit, la società del ministero dell'Economia che si occupa del patrimonio immobiliare. Ora, nell'ultima tornata di nomine del governo Meloni, ecco la designazione per il Cda di Leonardo: Altieri passa dal patrimonio alla difesa, ma poco importa. Il sottogoverno è il suo regno. Come di altri riciclati della politica.
"Abbiamo valutato le competenze e non le appartenenze", dice la premier Giorgia Meloni. Al di là dei vertici, nel leggere i componenti dei consigli dei principali enti di Stato, viene qualche dubbio.
Partiamo dall'Enel, l'ammiraglia: nel consiglio di amministrazione c'è Alessandro Zehenter, figlio di istriani emigrati a Merano, e due volte candidato invano nella circoscrizione Estero. Nel 2018 sotto le insegne di Forza Italia, nel 2022 per Fratelli d'Italia.
Nel Cda di Eni troviamo invece Federica Seganti, docente universitaria che è stata assessora regionale in Friuli Venezia Giulia fino al 2013, quota Lega. Quando non fu rieletta dichiarò al Piccolo: "Nessun problema, torno al mio lavoro e alla militanza nel partito. E non festeggio neanche il 25 aprile". In questi anni, con la giunta Fedriga, ha fatto la presidente di Friulia, finanziaria della Regione.
Volti vicini alla politica anche in Leonardo. Uno dei consiglieri è Francesco Macrì, 48 anni, ex capogruppo di FdI al consiglio comunale di Arezzo: era in corsa per la Camera, poi il centrodestra gli preferì nel collegio la leghista Tiziana Nisini. "Avrò un incarico nazionale", disse. Appunto. Quindi ci sono, come detto, Trifone "Nuccio" Altieri ed Enrica Giorgetti, direttrice generale di Farmindustria e moglie dell'ex ministro forzista Maurizio Sacconi.
È lunga la lista dei riciclati. E comprende anche consiglieri di Poste Italiane: il neo-nominato Paolo Marchioni, avvocato e fino alla scorsa estate sindaco di Omegna. Sostenuto dal centrodestra (quota Lega) per il bis nel Comune piemontese, ha perso la sfida. Nel frattempo si è candidato al Csm: anche lì non eletto. C'è da dire che Marchioni ha almeno un'esperienza, in passato, in una società partecipata dello Stato: era l'Eni e oggi va a sedere nel Cda di Poste. Ma non erano le nomine della competenza?