“Cingolani incompatibile”. E il Pd attacca: è buono per tutte le stagioni
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaL'ultimo giro di valzer porta il fisico stimatissimo da Mario Draghi e "adottato" da Giorgia Meloni sulla poltrona più alta di Leonardo, la società partecipata dallo Stato che si occupa di difesa e sicurezza. Ma su Roberto Cingolani, stavolta, si scatena la bufera. E si solleva l'ombra dell'incompatibilità. Può un ex ministro, che ha lasciato l'incarico solo il 21 ottobre scorso, assumere già una funzione di nomina pubblica?
C'è una norma del 2004 sulla risoluzione dei conflitti di interessi, la cosiddetta legge Frattini, secondo cui chi è stato al governo non può ricoprire incarichi in enti di diritto pubblico e società a scopo di lucro, nei 12 mesi successivi dalla fine del mandato. Cingolani, almeno sulla carta, non potrebbe essere nominato. Dovrebbe aspettare perlomeno il prossimo autunno per farlo. "Leonardo inoltre opera anche nei settori ambientali e Cingolani era proprio il minis…
L'ultimo giro di valzer porta il fisico stimatissimo da Mario Draghi e "adottato" da Giorgia Meloni sulla poltrona più alta di Leonardo, la società partecipata dallo Stato che si occupa di difesa e sicurezza. Ma su Roberto Cingolani, stavolta, si scatena la bufera. E si solleva l'ombra dell'incompatibilità. Può un ex ministro, che ha lasciato l'incarico solo il 21 ottobre scorso, assumere già una funzione di nomina pubblica?
C'è una norma del 2004 sulla risoluzione dei conflitti di interessi, la cosiddetta legge Frattini, secondo cui chi è stato al governo non può ricoprire incarichi in enti di diritto pubblico e società a scopo di lucro, nei 12 mesi successivi dalla fine del mandato. Cingolani, almeno sulla carta, non potrebbe essere nominato. Dovrebbe aspettare perlomeno il prossimo autunno per farlo. "Leonardo inoltre opera anche nei settori ambientali e Cingolani era proprio il ministro della Transizione ecologica", denuncia il co-portavoce dei Verdi e deputato di Avs Angelo Bonelli, che ha denunciato il caso e chiesto un parere al Garante della concorrenza. Una questione giuridica che però, in passato, non si è posta per altri esponenti di governo, come Giuseppe Vegas e Paolo Savona, che senza soluzione di continuità sono approdati alla Consob, l'autorità di controllo della Borsa. Forse perché la legge non prevede sanzioni specifiche.
Cingolani, su questo aspetto, non si pronuncia. Evita di commentare anche Palazzo Chigi. Ma in ambienti di governo si sottolinea che in base alla legge l'incompatibilità riguarda le "attività prevalenti". Dunque, secondo questa tesi e al contrario di quello che sostiene Bonelli, il ministero della Transizione ecologica e Leonardo operano in settori differenti. Il ministero dell'Economia fa sapere, tra l'altro, di avere già sondato l'Antitrust su questo.
Ma la polemica esplode lo stesso. E in prima linea c'è il Pd, con Giuseppe Provenzano, membro della segreteria di Schlein e anche lui ex ministro: "C'è un tizio, consulente di una grande azienda partecipata, che diventa ministro, poi consulente di un nuovo governo guidato da una sua oppositrice, che lo nomina a capo di quella grande azienda. Altro che porte girevoli - dice Provenzano - è la fiera della Repubblica dei Meloni e dei Cingolani".
Sotto accusa finisce un dirigente ritenuto buono per tutte le stagioni: era nella task-force di Colao che l'ex premier Conte nominò nel maggio del 2020 per la ripartenza post-Covid. Poi, con l'avvento di Draghi, fu nominato ministro per la Transizione ecologica, benedetta dai 5 Stelle. Dopo la caduta dell'esecutivo guidato dall'ex banchiere - e su consiglio, raccontano, dello stesso Draghi - Cingolani è rimasto come consulente di Meloni, nella prima fase del nuovo esecutivo della destra. Ora arriva la nomina al vertice di Leonardo, fortemente voluta dalla premier che pare si sia imposta anche sul ministro della Difesa Guido Crosetto, suo compagno di partito, che preferiva Lorenzo Mariani, oggi nel board di Mbda, consorzio europeo per la costruzione di missili e tecnologie di difesa. La pensa così, per dire, l'ex deputato di Azione Osvaldo Napoli: "Meloni ricompatta la maggioranza, mentre Crosetto paga per tutti". Napoli punta il dito contro le manovre al centro dello schieramento politico: "Anche all'orecchio di Meloni sono arrivati i boatos che vorrebbero Crosetto tentato di mettere in piedi un'autonoma iniziativa politica. La premier si sarebbe mossa proprio per tagliare la strada a qualche velleità di troppo del ministro".
Al di là dei boatos, la nomina riapre anche il dibattito sulla qualità del bacino di esperti, burocrati e manager cui attinge il governo targato Fratelli d'Italia: "Il già ministro Cingolani, in quota M5S del governo Draghi, che diviene amministratore delegato di Leonardo per le destre, dimostra che livello di classe dirigente abbiamo nel nostro Paese", twitta Luigi de Magistris, ex sindaco di Napoli e portavoce di Unione Popolare.