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Il Viminale dice no al voto dei fuorisede in un altro comune. Le opposizioni annunciano battaglia: "Il governo tradisce le promesse"

Si complica la strada per l'approvazione della legge. L'accordo raggiunto da tutte le forze politiche rischia di arenarsi e la maggioranza potrebbe modificare il testo ricalcando le perplessità mosse dal ministero
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Si complica la strada per l'approvazione della legge sul voto ai fuori sede. L'accordo raggiunto pochi giorni fa da tutte le forze politiche rischia di arenarsi a causa delle obiezioni sollevate dal governo. Ieri il ministero dell'Interno, tramite Claudio Sgaraglia, capo dipartimento per gli Affari interni e territoriali, ha dato parere contrario a tutte le proposte in discussione nella parte riguardante il voto per le elezioni politiche, europee e amministrative. Nella migliore delle ipotesi, dunque, il testo verrà depotenziato. Come? Consentendo sì ai fuori sede di votare in un comune diverso da quello di residenza, ma solo in occasione dei referendum. 

La maggioranza potrebbe modificare il testo

È il timore delle opposizioni. Convinte che la maggioranza sia disposta a rimangiarsi l'impegno accogliendo le obiezioni del Viminale. Riavvolgendo il nastro, delle 5 leggi all'esame della commissione Affari costituzionali della Camera, alla f…

Si complica la strada per l'approvazione della legge sul voto ai fuori sede. L'accordo raggiunto pochi giorni fa da tutte le forze politiche rischia di arenarsi a causa delle obiezioni sollevate dal governo. Ieri il ministero dell'Interno, tramite Claudio Sgaraglia, capo dipartimento per gli Affari interni e territoriali, ha dato parere contrario a tutte le proposte in discussione nella parte riguardante il voto per le elezioni politiche, europee e amministrative. Nella migliore delle ipotesi, dunque, il testo verrà depotenziato. Come? Consentendo sì ai fuori sede di votare in un comune diverso da quello di residenza, ma solo in occasione dei referendum. 

La maggioranza potrebbe modificare il testo

È il timore delle opposizioni. Convinte che la maggioranza sia disposta a rimangiarsi l'impegno accogliendo le obiezioni del Viminale. Riavvolgendo il nastro, delle 5 leggi all'esame della commissione Affari costituzionali della Camera, alla fine è stato adottato come testo base quello presentato da Marianna Madia, deputata del Pd. La discussione inizierà da qui, per poi approdare in Aula il 26 aprile. Le opposizioni hanno votato a favore, mentre il centrodestra ha deciso di astenersi. Un segnale, questo, che preannuncia la volontà della maggioranza di modificare il testo ricalcando le perplessità mosse dal Viminale. "Sul principio che un ragazzo di Crotone possa votare a Milano non ci sono obiezioni, il problema è come renderlo possibile rispettando la Costituzione, per la quale il voto deve essere personale, segreto e non riconoscibile", ha detto il leghista Igor Iezzi. 

Cosa prevede la proposta di Madia

La proposta Madia prevede il voto anticipato presidiato. Lo stesso consentito in paesi come Svezia, Danimarca e Bulgaria. In pratica lo studente o il lavoratore fuori sede, entro i 45 giorni prima del voto può presentare domanda nel comune in cui è temporaneo domiciliato, dove voterà il giorno prima delle votazioni in modo da permettere di inviare le schede nel comune di residenza per lo spoglio. Il ministero dell'Interno ha bocciato questa modalità di voto per tutte le consultazioni elettorali ad esclusione dei referendum e sollevando numerosi dubbi circa la possibilità di applicare questa modalità anche alle altre consultazioni, politiche in primis. Il risultato porterebbe all'approvazione di un testo stralciato nelle sue parti più importanti e che accorcerebbe le distanze con gli altri paesi europei, tutti - fatta eccezione per Malta e Cipro - in possesso di una legislazione che consente il voto a chi si trova lontano del seggio. 

Le opposizioni pronte ad andare avanti

Le opposizioni annunciano battaglia. "Se il centrodestra pensa di ridurre la nostra proposta ai soli referendum noi non siamo disponibili", avverte Madia. Riccardo Magi, deputato di +Europa, ne è convinto: "Il testo sarà stravolto". Per la vice presidente del gruppo M5S alla Camera Vittoria Baldino: "Governo e maggioranza, con l'ennesimo tradimento rispetto alle promesse fatte in campagna elettorale, stanno contrastando l'approvazione di una legge che consenta ai fuorisede di votare alle elezioni. L'esecutivo Meloni è fuori dalla realtà".

L'impego di associazioni e politici

Poco meno di un mese fa, infatti, gli esponenti di tutti i partiti - centrodestra compreso - si erano riuniti a piazza Santi Apostoli, a Roma, assicurando massimo impegni alle associazione che da tempo si battono per l'approvazioni di una legge che consenta di esercitare il diritto di voto a chi, per motivi di lavoro studio o salute, abita fuori dal comune di residenza. Una platea che secondo l'Istat conta quasi 5 milioni di persone, il 10 per cento del corpo elettorale. Numeri rilevanti, se considerati i livelli di affluenza in Italia, che di elezioni in elezione gonfiano le percentuali dell'astensionismo segnando record negativi ad ogni consultazione.