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"Via la protezione per i migranti”. La destra sfida il Quirinale

(ansa)
Maggioranza pronta a cancellare i permessi speciali nel decreto Cutro. Ma FdI: “Non tornano i dl Salvini”. Il Colle aveva espresso perplessità
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ROMA - Il subemendamento che ricompatta la maggioranza porta la firma di Daisy Pirovano (Lega), Marco Lisei (FdI) e Maurizio Gasparri (FI). Ma, di fatto, la modifica al decreto Cutro che cancella con un colpo di spugna netto la protezione speciale è la prima vera sfida del governo Meloni al Quirinale. Formalmente al Colle non è arrivato nulla, trattandosi di un emendamento al decreto, il testo verrà valutato una volta licenziato dalle Camere. Ma al momento del varo del decreto Cutro era stato sollevato un problema “di opportunità” a fronte di un provvedimento che toglieva la protezione a chi aveva vincoli familiari in Italia, perché avrebbe trasformato queste persone - spesso già inserite - in clandestini. E invece, dopo la pressione della Lega pronta a tutto pur di riportare in vita i pilastri dei decreti Salvini, la maggioranza sembra pronta a forzare la mano. Non c’è stata una volontà di mediazione da parte d…

ROMA - Il subemendamento che ricompatta la maggioranza porta la firma di Daisy Pirovano (Lega), Marco Lisei (FdI) e Maurizio Gasparri (FI). Ma, di fatto, la modifica al decreto Cutro che cancella con un colpo di spugna netto la protezione speciale è la prima vera sfida del governo Meloni al Quirinale. Formalmente al Colle non è arrivato nulla, trattandosi di un emendamento al decreto, il testo verrà valutato una volta licenziato dalle Camere. Ma al momento del varo del decreto Cutro era stato sollevato un problema “di opportunità” a fronte di un provvedimento che toglieva la protezione a chi aveva vincoli familiari in Italia, perché avrebbe trasformato queste persone - spesso già inserite - in clandestini. E invece, dopo la pressione della Lega pronta a tutto pur di riportare in vita i pilastri dei decreti Salvini, la maggioranza sembra pronta a forzare la mano. Non c’è stata una volontà di mediazione da parte del governo: i consigli sono stati ignorati. Che succederà? L’impressione è che non sia detta l’ultima parola, interlocuzioni sono in corso e ci saranno durante l’iter parlamentare, anche se i margini sembrano piuttosto stretti.


"Azzeriamo la protezione speciale, è un unicum italiano che crea condizioni attrattive per l’immigrazione". È il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ad annunciare la svolta dopo che giovedì i leghisti del Senato avevano comunicato l’intenzione di mantenere tutti e 21 i loro emendamenti per riportare in vita il decreto sicurezza salviniano. Forza Italia e Fratelli d’Italia alla fine abbozzano, anche se dal partito della premier precisano: "Non si torna ai decreti Salvini che, per altro, non possono tornare avendo avuto entrambi rilievi dalla Consulta. L’obiettivo non è mettere bandierine ma abolire la protezione speciale e approvare norme di buonsenso in linea con quelle europee".


Ma ecco cosa cambierà. Si restringe la possibilità di avere permessi per malattia, adesso possibili solo se nel Paese d’origine non ci sono cure adeguate e non potranno più essere convertiti in permessi di lavoro quelli già ottenuti con protezione speciale. Previsti invece i permessi per chi fugge da matrimoni forzati o è vittima di persecuzioni per motivi di orientamento sessuale. "La maggioranza di centrodestra è coesa nel raggiungere l’obiettivo di restringere le maglie del permesso temporaneo il cui utilizzo per varie ragioni si è allargato a dismisura, creando una salvaguardia indiscriminata degli irregolari", sottolineano da Fratelli d’Italia.


Il decreto Cutro approderà martedì nell’Aula del Senato, quasi certamente senza relatore ( e dunque con tutti gli emendamenti azzerati e da ripresentare a firma dei capigruppo) con l’opposizione che preannuncia battaglia durissima. Sono 350 gli emendamenti depositati in commissione Affari costituzionali del Senato, di questi 220 sono stati presentati dal Partito democratico.


"Il governo vuole togliere la protezione speciale per i migranti. L’unico risultato di una scelta che ricalca quelle di Salvini sarà quello di generare nuovi senzatetto, irregolari, nuove vittime di sfruttamento. Per poi, ovviamente, cavalcare la paura. Una vera vergogna", dice Pierfrancesco Majorino, neo responsabile immigrazione del Pd. Va giù duro anche Francesco Boccia, presidente dei senatori dem che sottolinea il paradosso della scelta della maggioranza, a fronte delle dichiarazioni fatte ieri a L’Aquila dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in risposta alle osservazioni della Cei: "Non esiste un allarme immigrazione - le parole del responsabile del Viminale - ma esiste uno stato di emergenza tecnicamente inteso che ha suggerito al governo di dotarsi di procedure semplificate per essere all’altezza di queste sfide complesse di fasi di concentrazione acuta degli sbarchi".

E Boccia replica: "Siamo di fronte ad un governo assurdo che prima porta in Parlamento un decreto sbagliato, fatto solo per la propaganda, poi dichiara lo stato d’emergenza. Oggi Piantedosi lo derubrica a fatto tecnico ma la maggioranza, succube della Lega, presenta emendamenti a quel decreto che stravolgono e aboliscono la protezione speciale. Contorsioni continue che confermano che questa destra non sa e non può risolvere un problema strutturale come l’immigrazione ed allora si affida a misure di pura propaganda, sulla pelle dei migranti, che non risolveranno nulla ma allargheranno solo i confini dell’illegalità e del sommerso". "Eliminare la protezione speciale porterà ad aumentare il numero di irregolari, l’opposto di quello che servirebbe al nostro Paese", l’amara considerazione di Riccardo Magi, segretario di + Europa.
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