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Trappola M5S al Pd di Schlein: "Dica no al termovalorizzatore"

(ansa)
L'imbarazzo del nuovo vertice dem che rinvia la decisione finale alla segreteria che si riunirà venerdì. Rischio spaccatura nei gruppi
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La trappola, stavolta, è di quelle insidiose. Al punto che il Pd rischia di spaccarsi in assenza di indicazioni chiare da parte della segretaria, ricomparsa ieri sui radar della politica - per un tour nelle città toscane attese al voto amministrativo - dopo una settimana di pausa pasquale.



A tenderla in Parlamento, come già aveva fatto in passato, trovando però il muro alzato da Enrico Letta, è il M5S di Giuseppe Conte. Impaziente di "smascherare" la nuova leader dem su un tema che, più di altri, nell'ultimo anno ha visto i due ex alleati su fronti contrapposti: il termovalorizzatore di Roma. Macigno su cui l'estate scorsa inciamparono prima il governo Draghi e poi la coalizione giallorossa. Obiettivo dei grillini: far esplodere le contraddizioni interne al partito guidato da Elly Schlein per riconquistare il favore dei sondaggi in caduta libera dopo il cambio della guardia al Nazareno.

La trappola, stavolta, è di quelle insidiose. Al punto che il Pd rischia di spaccarsi in assenza di indicazioni chiare da parte della segretaria, ricomparsa ieri sui radar della politica - per un tour nelle città toscane attese al voto amministrativo - dopo una settimana di pausa pasquale.



A tenderla in Parlamento, come già aveva fatto in passato, trovando però il muro alzato da Enrico Letta, è il M5S di Giuseppe Conte. Impaziente di "smascherare" la nuova leader dem su un tema che, più di altri, nell'ultimo anno ha visto i due ex alleati su fronti contrapposti: il termovalorizzatore di Roma. Macigno su cui l'estate scorsa inciamparono prima il governo Draghi e poi la coalizione giallorossa. Obiettivo dei grillini: far esplodere le contraddizioni interne al partito guidato da Elly Schlein per riconquistare il favore dei sondaggi in caduta libera dopo il cambio della guardia al Nazareno.


Che la questione sia spinosa lo dimostra l'imbarazzo col quale la pasionaria bolognese ha appreso le intenzioni del Movimento. Pronto, salvo contrordini, ad agganciare al decreto Pnrr (in procinto di essere convertito alla Camera) un ordine del giorno per chiedere di fermare l'impianto capitolino e revocare i poteri commissariali al sindaco Gualtieri. L'atto di indirizzo, firmato dal capogruppo 5S Francesco Silvestri, dovrebbe essere depositato mercoledì, quindi votato in Aula, anche se sul Dl dovesse essere posta la fiducia. E lì, nolente o volente, il Pd sarebbe costretto a schierarsi.


Un passaggio complicato per Schlein. Che ha appena nominato in segreteria, responsabile Ambiente, l'ingegnera Annalisa Corrado, fervida antagonista dell'inceneritore. Nell'arco di 72 ore obbligata a decidere se confermare la linea fin qui espressa dai Dem oppure invertirla, spiegandone le ragioni. Pena, una frattura nei gruppi parlamentari. Specie se il pressing sui Cinquestelle per farli desistere non dovesse andare in porto.

Non solo il primo cittadino di Roma ha detto in tutte le salse di voler andare avanti, intravedendo nel progetto una soluzione strutturale all'emergenza rifiuti, ma pure Stefano Bonaccini (d'accordo con l'intera ala riformista) ha avvertito che "il termovalorizzatore si deve fare". Mentre l'anima ecologista, emersa prepotente con la vittoria a sorpresa delle primarie, è da tempo sul piede di guerra contro un'opera giudicata obsoleta, oltre che dannosa per l'ambiente. Bastava ascoltare l'altro giorno Sandro Ruotolo, altra new entry nella squadra di vertice, secondo cui insistere significherebbe "abbandonare la raccolta differenziata", dunque meglio indire un referendum perché "col dialogo si superano sempre i problemi". Il senatore campano è stato poi sconfessato da una velina del Nazareno, ma pubblicamente Schlein non si è pronunciata. Sul punto, e neppure il solo, continua a tacere. Suscitando non pochi malumori nella truppa dislocata fra Montecitorio e Palazzo Madama.

Un nodo che rischia di restare irrisolto ancora per un po', a dispetto dell'urgenza. "Non ci faremo dettare i tempi dal M5S", fa sapere difatti lo staff. "La linea verrà stabilita nella segreteria politica che si riunirà venerdì prossimo, all'indomani della Direzione". E pazienza se potrebbe essere tardi, visto che l'odg anti-termovalorizzatore si dovrebbe votare giovedì, mentre già domani, sempre alla Camera, approderà un'analoga mozione proposta stavolta da Fratoianni e Bonelli per dire no al nucleare e, con l'occasione, anche all'inceneritore romano. "Noi confidiamo che il M5S sarà dalla nostra parte", è l'auspicio del leader dei Verdi, "resta solo da capire cosa farà il Pd".

Per la neo-segretaria si apre dunque una settimana di fuoco. Rimasta a lungo in silenzio sulle ultime mosse del governo, dal Def alle nomine nelle partecipate di Stato, su cui è intervenuta soltanto ieri per demolirle - "Una mera operazione di potere all'interno della maggioranza, senza una visdione delle missioni strategiche per il Paese" - Schlein dovrà ora affrontare una serie di scogli. In Parlamento e nel Partito. E dire con chiarezza la strada che intende far imboccare al nuovo Pd.