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De Toni, l'ex rettore che ha conquistato Udine mediando tra Pd, Terzo polo, civici e sinistra: "Ho vinto perché non appartengo a nessuno"

Alberto Felice De Toni, neo sindaco di Udine (ansa)
Il vincitore delle elezioni comunali al ballottaggio: "Favorito anche dal doppio turno. Unità costruita con pazienza"
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MILANO - Chi scegliereste come nuovo sindaco? Un apprezzato e sorridente ex rettore dell'università cittadina oppure il primo cittadino uscente che poco prima della fine del mandato vi dice di non avere più molti stimoli e di essere quindi poco motivato? La vittoria di Alberto De Toni e del suo centrosinistra largo - largo proprio come lo voleva a livello nazionale Enrico Letta, dai 5 Stelle al cosiddetto Terzo polo - non sta ovviamente tutta qui, ma di sicuro questo ingegnere di formazione, che poi ha fatto mille altre cose, ci ha messo un entusiasmo che a destra mancava. Spirito guascone e amichevole ("voglio essere un happy sindic", ha detto ieri arrivato in piazza a festeggiare con i suoi sostenitori), capace di mediare tra mondi e spinte diverse, ha comunque portato avanti le proprie idee, cioè una Udine inclusiva, capace di investire nelle periferie e nei luoghi di aggregazione, aperta alla partecipazione dei cittadini. Nel solco di quattro sos…

MILANO - Chi scegliereste come nuovo sindaco? Un apprezzato e sorridente ex rettore dell'università cittadina oppure il primo cittadino uscente che poco prima della fine del mandato vi dice di non avere più molti stimoli e di essere quindi poco motivato? La vittoria di Alberto De Toni e del suo centrosinistra largo - largo proprio come lo voleva a livello nazionale Enrico Letta, dai 5 Stelle al cosiddetto Terzo polo - non sta ovviamente tutta qui, ma di sicuro questo ingegnere di formazione, che poi ha fatto mille altre cose, ci ha messo un entusiasmo che a destra mancava. Spirito guascone e amichevole ("voglio essere un happy sindic", ha detto ieri arrivato in piazza a festeggiare con i suoi sostenitori), capace di mediare tra mondi e spinte diverse, ha comunque portato avanti le proprie idee, cioè una Udine inclusiva, capace di investire nelle periferie e nei luoghi di aggregazione, aperta alla partecipazione dei cittadini. Nel solco di quattro sostenibilità: ambientale, politica, economica e sociale. Tutto molto lontano dagli approcci securitari della Lega e del centrodestra.

Di sicuro al centrosinistra locale il mondo dell'università porta bene. L'ultimo sindaco del centrosinistra era stato Furio Honsell, anche lui ex rettore. De Toni, 68 anni, in passato iscritto alla Margherita, aveva un profilo più moderato ma comunque non dispiaceva agli studenti: e così eccolo, nel suo comitato elettorale si era portato un vecchio cartonato di lui con il pollice all'insù, regalo del passato degli universitari. In campagna elettorale si è destreggiato con naturalezza tra Pd, civici, verdi e sinistra, renziani-calendiani, e poi dopo il primo turno anche i 5 Stelle e altri pezzi di sinistra ancora. "La mia era una candidatura civica, non appartenevo a nessuno dei partiti e questo ha favorito la creazione di una coalizione ampia. È stato un processo che abbiamo costruito con pazienza e rispetto delle diversità", ha detto il vincitore a Metropolis, il talk del gruppo Gedi. Con le elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia stravinte dalla destra con Massimiliano Fedriga due settimane fa, con tutti i capoluoghi di provincia in mano al centrodestra, Udine rappresenterà l'eccezione, la mosca bianca. C'è un segreto particolare? "Molto lo si deve alla sua figura, alla sua personalità", ammette Sebastiano Badin, segretario regionale dei rossoverdi.

Il curriculum del neosindaco è bello lungo: tra le varie cose, coordinatore scientifico della School of complexity di Feltrinelli education, presidente dell'Organismo indipendente di valutazione della performance dell'Istituto superiore della sanità e membro dell'Accademia europea, presidente della Fondazione Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) da febbraio 2019 a maggio 2021. Sul suo sito ci aveva tenuto ad aggiungere il pdf del proprio casellario giudiziale (pulito). Un pezzo di establishment cittadino e il mondo più progressista lo hanno sostenuto senza tentennamenti.

Poi, il giorno dopo il primo turno, con il centrodestra avanti di sei punti e mezzo, il candidato proposto da M5S e civici di sinistra di area Rifondazione comunista Ivano Marchiol (9,2%) si è messo pancia a terra a fare campagna al suo fianco. Non c'è stato un apparentamento formale, ma ci potrebbe essere la ricompensa di due assessorati. Il papabile candidato sindaco più di partito che poi si era sfilato, il dem Alessandro Venanzi, potrebbe diventare vicesindaco. Una gestione a tappe ma con una vocazione unitaria che insomma è servita e che, secondo lo stesso De Toni, può essere l'unica chiave possibile per la coalizione a livello nazionale. Ma, e qui si torna alla domanda iniziale, è servita la supponenza dell'avversario leghista Pietro Fontanini: oltre a confessarsi poco voglioso, lo scorso ottobre aveva parlato di "Udine ingrata" e gli udinesi - ingrati! - non se ne sono scordati.