Per Schlein a Udine test vincente di rilancio del campo largo. Ma pesa la competizione con Conte
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - Una rimonta insperata: Alberto Felice De Toni, ex rettore, uomo della mediazione, cattolico-democratico, è il nuovo sindaco di Udine. Nella "tana" della Lega, dove solo due settimane fa Massimiliano Fedriga aveva stravinto la guida della Regione, il risultato è ribaltato. Il sindaco leghista uscente e ricandidato Pietro Fontanini, peraltro in vantaggio al primo turno, arriva al 47,2% e De Toni al 52,8%. Oltre cinque punti di scarto, consegnano al centrosinistra Palazzo D'Aronco, la sede del Comune, e una lezione: per vincere i progressisti devono essere uniti.
E infatti la coalizione che ha appoggiato alla fine De Toni vedeva insieme Pd, gli ex-terzopolisti, l'Alleanza Verdi Sinistra e anche il M5S. I grillini si sono aggregati al secondo turno e hanno dato un buon contribuito alla vittoria. Al Nazareno, il Pd esulta ma anche riflette. Elly Schlein, la segretaria dem - che ha davanti una settimana di fuoco, uno slalom tra la grana termovalorizza…
ROMA - Una rimonta insperata: Alberto Felice De Toni, ex rettore, uomo della mediazione, cattolico-democratico, è il nuovo sindaco di Udine. Nella "tana" della Lega, dove solo due settimane fa Massimiliano Fedriga aveva stravinto la guida della Regione, il risultato è ribaltato. Il sindaco leghista uscente e ricandidato Pietro Fontanini, peraltro in vantaggio al primo turno, arriva al 47,2% e De Toni al 52,8%. Oltre cinque punti di scarto, consegnano al centrosinistra Palazzo D'Aronco, la sede del Comune, e una lezione: per vincere i progressisti devono essere uniti.
E infatti la coalizione che ha appoggiato alla fine De Toni vedeva insieme Pd, gli ex-terzopolisti, l'Alleanza Verdi Sinistra e anche il M5S. I grillini si sono aggregati al secondo turno e hanno dato un buon contribuito alla vittoria. Al Nazareno, il Pd esulta ma anche riflette. Elly Schlein, la segretaria dem - che ha davanti una settimana di fuoco, uno slalom tra la grana termovalorizzatore di Roma, la direzione del partito giovedì e la segreteria venerdì - parla di una "bellissima vittoria" e dell'ottimo "lavoro di squadra". A De Toni telefonate e tweet di congratulazioni (anche l'ex segretario Enrico Letta). Il neo sindaco risponde: "Udine ha scelto di cambiare".
La linea politica sulle amministrative diventa centrale. Il filo rosso lo tira Davide Baruffi, amico personale e politico di Stefano Bonaccini, responsabile degli enti locali. A lui tocca sbrogliare la partita delle comunali di primavera con oltre 7 milioni di elettori chiamati al mini test politico, in tutto 791 Comuni al voto il 14 e 15 maggio e (in Sicilia e Sardegna) il 28 e 29 maggio. Udine ieri è la prima vittoria sul territorio per Schlein e l'indicazione che la taglia politica "XXL" (definizione di Ettore Rosato, leader friulano di Italia Viva) è competitiva davvero. Per Baruffi "quella di De Toni è stata una rimonta incredibile: la differenza la fanno le persone, la qualità delle proposte e la capacità di fare gioco di squadra". Aggiunge che il Pd pensa di agganciare alleanze larghe "grazie al civismo", però ammette che "queste amministrative sono un arlecchino, sintetizzabile così: un terzo insieme con i 5Stelle, un terzo avversari, e l'altro terzo anche con gli ex terzopolisti". Nelle 13 città capoluogo alle urne a metà maggio (Ancona, Brescia, Brindisi, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Treviso e Vicenza), sono 8 quelle in cui Pd e M5S sono separati e 4 dove vanno insieme (Pisa, Brindisi, Teramo, Latina), mentre a Sondrio i grillini non sono pervenuti. Però Udine insegna. Baruffi scommette: "Possiamo riconfermare i 5 capoluoghi del centrosinistra - Ancona, Brescia, Latina, Brindisi, Teramo - ed essere competitivi in Toscana e a Vicenza con il candidato Giacomo Possamai".
Ma c'è uno scoglio sulla strada delle alleanze per il centrosinistra unito e si chiama termovalorizzatore di Roma. L'opera che il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, dem, ritiene indispensabile, spacca il Pd alla vigilia del voto sugli ordini del giorno contro il termovalorizzatore previsto mercoledì o giovedì alla Camera i Verdi e il M5S. Mette in imbarazzo Schlein, che ha assegnato la delega all'Ambiente a Annalisa Corrado, ecologista fortemente contraria all'impianto. Francesco Boccia, il capogruppo dem, convinto sostenitore dell'unità a sinistra, ha chiamato il leader dei Verdi Angelo Bonelli, chiedendo chiarimenti. Nell'odg si vuole la rimozione di Gualtieri da commissario per l'emergenza rifiuti. Idem Giuseppe Conte, il capo dei grillini, che sul termovalorizzatore ha fatto cadere il governo Draghi e ha disfatto l'alleanza con il Pd in Regione Lazio. Quindi, si scrive termovalorizzatore, si legge alleanze. Bonaccini è a favore. Silvia Costa, area popolari, dice che l'opera non si discute. Sandro Ruotolo ha invocato il referendum. Nella prima riunione della segreteria venerdì, prevista discussione.