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La stretta alla protezione speciale non basta, la Lega non ritira i 21 emendamenti. Muro delle opposizioni sul dl Cutro

(ansa)
Romeo, capogruppo del Carroccio al Senato, conferma la linea dura a Repubblica: "Il sub emendamento recepisce 4-5 nostri emendamenti e ci soddisfa assolutamente ma vediamo nel dettaglio dove interviene il governo". Prevista battaglia dall'opposizione
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La Lega per ora non ritira i suoi 21 emendamenti al decreto Cutro che è pronta a presentare in Aula. Nemmeno quelli sulla protezione speciale ridotta dal sub emendamento a firma Gasparri. Lo conferma il capogruppo del Carroccio al Senato Massimiliano Romeo a Repubblica. "Valutiamo come va oggi in commissione Affari Costituzionali dove ci aspettiamo un forte ostruzionismo delle opposizioni". E così è stato: i lavori sono stati interrotti in serata e andranno avanti più tardi. Dopo quasi otto ore, infatti, non è stato completato nemmeno il 10% delle votazioni. Con ogni probabilità quindi il testo approderà nell'Aula del Senato, dove è atteso domani alle 16.30 (salvo diversa decisione della Conferenza dei capigruppo convocata per le 15) senza l'ok e senza relatore: a quel punto la partita si riaprirà, gli emendamenti dovranno essere ripresentati.

Romeo non nasconde la soddisfazione per il lavoro della maggi…

La Lega per ora non ritira i suoi 21 emendamenti al decreto Cutro che è pronta a presentare in Aula. Nemmeno quelli sulla protezione speciale ridotta dal sub emendamento a firma Gasparri. Lo conferma il capogruppo del Carroccio al Senato Massimiliano Romeo a Repubblica. "Valutiamo come va oggi in commissione Affari Costituzionali dove ci aspettiamo un forte ostruzionismo delle opposizioni". E così è stato: i lavori sono stati interrotti in serata e andranno avanti più tardi. Dopo quasi otto ore, infatti, non è stato completato nemmeno il 10% delle votazioni. Con ogni probabilità quindi il testo approderà nell'Aula del Senato, dove è atteso domani alle 16.30 (salvo diversa decisione della Conferenza dei capigruppo convocata per le 15) senza l'ok e senza relatore: a quel punto la partita si riaprirà, gli emendamenti dovranno essere ripresentati.

Romeo non nasconde la soddisfazione per il lavoro della maggioranza sulla protezione speciale ma non è sufficiente per dare un segnale agli alleati. "Il sub emendamento della maggioranza sulla protezione speciale che comunque recepisce 4-5 nostri emendamenti e che era il punto principale delle nostre richieste ci soddisfa assolutamente - continua Romeo - Sugli altri vediamo nel dettaglio dove interviene il governo. In alternativa potremmo mantenere i nostri". Attendismo e fermezza dunque, con l'obiettivo di marcare il punto sulla questione identitaria per eccellenza, quella dell'immigrazione. E nonostante l'ottimismo della premier che da Addis Abeba aveva provato a smorzare le divergenze con il Carroccio: "È normale che nel lavoro parlamentare escano doversi emendamenti ma sugli obiettivi che ci diamo siamo tutti concordi".

D'altra parte la Lega non aveva battuto ciglio nemmeno quando la scorsa settimana erano stati presentati due emendamenti dal sottosegretario all'Interno Molteni, che miravano a intervenire sulla gestione dei flussi. "Ci sono altri aspetti importanti che riguardano l'accoglienza", sottolinea Romeo. Come la durata del trattenimento nei Cpr, la riduzione dei permessi di soggiorno da due a un anno e quello che la propaganda leghista chiama il "niente ferie", ossia la perdita del diritto alle tutele per chi torna nei Paesi di origine. In soldoni un ritorno de facto ai dl Salvini.

Prospettiva contro cui le opposizioni, rafforzate dalla posizione di sindaci e Regioni che chiedono di ritirare le norme sulla protezione speciale, hanno promesso battaglia presentando 350 modifiche al dl Cutro. Con l'esito più probabile di un approdo a palazzo Madama domani o mercoledì senza il completamento dell'esame in commissione. Il decreto Cutro "molto probabilmente andrà in Aula senza il mandato al relatore" vale a dire senza il sì della Commissione al testo comprensivo delle modifica approvate dalla stessa Commissione, osserva il presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato, Alberto Balboni (FdI), durante una breve pausa della seduta. "Do atto all'opposizione di aver presentato emendamenti di merito, non ostruzionistici, ma il loro numero impredirà di concludere i lavori in Commissione. Un peccato perché il lavoro svolto, l'approfondimento e gli spunti emersi andranno persi. In Aula si ripartirà dal testo iniziale del governo".