Meloni al Salone del Mobile: "Per creare manodopera non servono migranti, ma far lavorare di più le donne"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliMILANO - "Noi ci accapigliamo sul Reddito di cittadinanza, poi scopriamo che le nostre aziende in quattro casi su dieci hanno difficoltà a trovare manodopera qualificata per posti di lavoro ottimamente retribuiti". Appena arrivata alla fiera del mobile di Milano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si ferma a parlare qualche minuti con i cronisti. E rilancia le ragioni del mondo imprenditoriale italiano.
Accanto a lei ci sono il sindaco Beppe Sala e il presidente della Regione Attilio Fontana. Il problema della manodopera non è legato al tema immigrazione, però: "Facciamo lavorare di più le donne, piuttosto. E poi investiamo sulla natalità". Non c'è insomma bisogno di 'apporti stranieri' per rilanciare l'economia del nostro Paese. Il problema dell'occupazione, osserva la premier, si risolve in vari modi "e il modo sul quale lavora il governo non è risolverlo con i migranti ma risolverl…
MILANO - "Noi ci accapigliamo sul Reddito di cittadinanza, poi scopriamo che le nostre aziende in quattro casi su dieci hanno difficoltà a trovare manodopera qualificata per posti di lavoro ottimamente retribuiti". Appena arrivata alla fiera del mobile di Milano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si ferma a parlare qualche minuti con i cronisti. E rilancia le ragioni del mondo imprenditoriale italiano.
Accanto a lei ci sono il sindaco Beppe Sala e il presidente della Regione Attilio Fontana. Il problema della manodopera non è legato al tema immigrazione, però: "Facciamo lavorare di più le donne, piuttosto. E poi investiamo sulla natalità". Non c'è insomma bisogno di 'apporti stranieri' per rilanciare l'economia del nostro Paese. Il problema dell'occupazione, osserva la premier, si risolve in vari modi "e il modo sul quale lavora il governo non è risolverlo con i migranti ma risolverlo con quella grande riserva inutilizzata che è il lavoro femminile, perché alzando i livelli del lavoro femminile e portandoli alla media europea già i nostri dati cambierebbero molto, e lavorando sulla demografia e, quindi, sull'incentivazione della possibilità da parte delle famiglie di mettere al mondo dei figli".
All'inaugurazione delle autorità - siamo a 61 edizioni del Salone - c'è anche un saluto (applauso flebile a dire il vero) per Silvio Berlusconi da parte di Enrico Pazzali di Fiera Milano. Con Meloni c'è anche la ministra Daniela Santanché e l'assessore regionale Romano La Russa.
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"In questo evento sono raccolti i principali filoni strategici del nostro governo: le imprese, uniche creatrici di ricchezza con i suoi lavoratori. Serve un ecosistema favorevole alle imprese - afferma Meloni dal palco - e la delega per la riforma fiscale è già sul tavolo, per abbassare la pressione fiscale. Dobbiamo incentivare l'incidenza di lavoro in base al fatturato, il lavoro garantisce dignità ai cittadini". L'altro elemento citato è "il marchio, l'eccellenza. Nessuno può competere con noi sulla qualità, a patto di valorizzare e difendere il marchio". Qui la presidente del Consiglio annuncia una legge quadro contro la contraffazione e la concorrenza sleale, per la formazione e competenza. E l'obiettivo di "disegnare una cornice che renda il settore del legno indipendente, coniugando sostenibilità ambientale ed economica" per "puntare a una filiera del legno-arredo 100% italiana".
"Serve una rivoluzione culturale per mettere la centro la creatività italiana", questo l'impegno di fondo. Ovvero, l'idea del liceo Made in Italy.