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Decreto Cutro, il blitz a sorpresa di Schlein che conquista la piazza

Domani il testo approderà in Senato. La segretaria del Pd alla manifestazione a Roma contro il provvedimento: "Non vogliamo stare dalla parte di un governo che anche di fronte alle tragedie costanti nel Mediterraneo continua a voltare la testa dall'altra parte"
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L'accordo c'è, fa sapere il governo. Nonostante il nulla di fatto di ieri in commissione, la maggioranza marcia compatta verso la pressocché totale abolizione della protezione speciale e la riforma del sistema di accoglienza. Non sarà un ritorno ai decreti Salvini, la Lega - a quanto pare - se ne farà una ragione. Il governo non ha alcuna intenzione di ricevere una eventuale letterina del presidente della Repubblica Mattarella e così le mediazioni di queste ultime ore avrebbero ricondotto la Lega a quel "punto di equilibrio tra il rispetto degli obblighi di natura umanitaria e costituzionale e la necessità di non svilire l'alto valore di un istituto giuridico trasformandolo in un meccanismo surrettizio di elusione di accesso al soggiorno nel territorio nazionale", richiamato dal ministro dell'Interno Piantedosi.

In ritardo di mezza giornata sul ruolino di marcia previsto, dopo la resa della commissione Affari cos…

L'accordo c'è, fa sapere il governo. Nonostante il nulla di fatto di ieri in commissione, la maggioranza marcia compatta verso la pressocché totale abolizione della protezione speciale e la riforma del sistema di accoglienza. Non sarà un ritorno ai decreti Salvini, la Lega - a quanto pare - se ne farà una ragione. Il governo non ha alcuna intenzione di ricevere una eventuale letterina del presidente della Repubblica Mattarella e così le mediazioni di queste ultime ore avrebbero ricondotto la Lega a quel "punto di equilibrio tra il rispetto degli obblighi di natura umanitaria e costituzionale e la necessità di non svilire l'alto valore di un istituto giuridico trasformandolo in un meccanismo surrettizio di elusione di accesso al soggiorno nel territorio nazionale", richiamato dal ministro dell'Interno Piantedosi.

In ritardo di mezza giornata sul ruolino di marcia previsto, dopo la resa della commissione Affari costituzionali davanti all'enorme mole di emendamenti e subemendamenti da approvare, il decreto Cutro approda domani nell'aula del Senato con il testo originale, senza relatore, e con le annunciate modifiche contenute nei nuovi emendamenti fotocopia di quelli già presentati nei giorni scorsi in commissione, i primi due del governo, il terzo a firma dei tre capigruppo del centrodestra. I numeri ci sono, il governo non dovrebbe porre la fiducia, ma le opposizioni sono sulle barricate.


Novantotto gli emendamenti riproposti dal Pd a fronte dei 330 presentati in commissione. "Continueremo a fare opposizione a queste norme disumane. Ci sono momenti in cui decidere da che parte della storia stare e noi non vogliamo stare dalla parte di un governo che anche di fronte alle tragedia costanti nel Mediterraneo, continuare a voltare la testa dall'altra parte", promette la segretaria del Pd Elly Schlein arrivata a sorpresa a piazza Venezia alla manifestazione di protesta contro il decreto Cutro organizzata dal Tavolo Asilo e immigrazione, da decine di associazioni, Ong, sindacati. "Questo decreto - aggiunge la segretaria del Pd - crea una situazione ancora più grave di quella che già avevano costruito coi decreti sicurezza ai tempi di Salvini perché smantella l'accoglienza diffusa e vuole introdurre in Italia il modello ungherese a cui noi ci opporremo con forza".


La forzatura del decreto Cutro da parte della maggioranza sembra ricomporre il fronte dell'opposizione: accanto alle associazioni del Terzo settore e alle Ong ci sono le bandiere della Cgil con il segretario Maurizio Landini: "Vergognoso utilizzare una tragedia come quella di Cutro per introdurre ulteriori leggi sbagliate che abbiamo già visto che non servono a nulla al nostro Paese". E c'è quella di Libera con don Luigi Ciotti che attacca il governo che "fa propaganda politica e cerca consenso calpestando l'umanità solo per qualche voto in più".

L'appello delle associazioni del Terzo settore al governo di invertire la rotta sul taglio della protezione speciale e sul ritorno all'antico nel sistema di accoglienza sembra dunque destinato a cadere nel vuoto. "Il governo - dice Filippo Miraglia di Arci - continua con le sue bugie, prima sostenendo che la protezione speciale è un unicum italiano e poi con numeri totalmente inventati da Matteo Salvini secondo il quale solo il 5 % delle protezioni speciali sarebbero stati convertiti in permessi di lavoro. Numeri falsi e privi di senso visto che la protezione speciale ( che ha durata biennale) in Italia è stata istituita due anni fa e dunque i permessi stanno andando adesso a scadenza. Quando avrebbero dovuto essere convertiti?".