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Decreto Cutro, la Lega tenta il blitz, il Colle interviene per impedirlo

Scontro al Senato tra maggioranza e governo: l’emendamento per restringere la protezione speciale cancellava il richiamo al rispetto dei trattati internazionali. La premier impone la correzione. Pd e Sinistra: “Divisioni evidenti”
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ROMA - "Il governo chiede di accantonare l’emendamento della maggioranza. Non si è capita bene la riformulazione proposta". Quando, dopo nove ore di dibattito, il sottosegretario leghista all’Interno Nicola Molteni è costretto (suo malgrado) a stoppare le modifiche del centrodestra all’articolo 7 del decreto Cutro sulla protezione speciale, emerge con chiarezza che il presunto accordo raggiunto, alla vigilia del dibattito nell’Aula del Senato, tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia era di cartapesta, pronto a sbriciolarsi sotto una nuova spinta del Quirinale.


"Si riscrive una riga, la sostanza resta", prova a minimizzare Maurizio Gasparri annunciando in extremis una modifica al testo. Ma non è affatto un dettaglio: il passo indietro arriva a conclusione di una giornata ad altissima tensione nel centrodestra che implode dopo una moral suasion del Quirinale. Ascoltata da Giorgia Meloni. Che, di fatto, stoppa il…

ROMA - "Il governo chiede di accantonare l’emendamento della maggioranza. Non si è capita bene la riformulazione proposta". Quando, dopo nove ore di dibattito, il sottosegretario leghista all’Interno Nicola Molteni è costretto (suo malgrado) a stoppare le modifiche del centrodestra all’articolo 7 del decreto Cutro sulla protezione speciale, emerge con chiarezza che il presunto accordo raggiunto, alla vigilia del dibattito nell’Aula del Senato, tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia era di cartapesta, pronto a sbriciolarsi sotto una nuova spinta del Quirinale.


"Si riscrive una riga, la sostanza resta", prova a minimizzare Maurizio Gasparri annunciando in extremis una modifica al testo. Ma non è affatto un dettaglio: il passo indietro arriva a conclusione di una giornata ad altissima tensione nel centrodestra che implode dopo una moral suasion del Quirinale. Ascoltata da Giorgia Meloni. Che, di fatto, stoppa il colpo di mano della Lega per bypassare i trattati internazionali.

Nessuna interlocuzione personale ovviamente tra Sergio Mattarella e Meloni, ma il Quirinale avrebbe ricordato a Palazzo Chigi alcuni principi invalicabili. "Gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato", erano citati già a ottobre 2018 nella lettera di accompagno inviata dal capo dello Stato all’allora premier Conte in concomitanza all’emanazione del decreto sicurezza di Salvini. Sul tavolo il fortissimo rischio che i mancati riferimenti al rispetto dei trattati internazionali sul rispetto dei diritti umani, ma anche la retroattività della norma, potessero portare ad una impugnativa davanti alla Corte costituzionale o nella migliore delle ipotesi ad una pioggia di ricorsi in tribunale. Meloni sposa i rilievi del Colle e impone alla Lega il dietrofront.


Alla fine la maggioranza corregge il tiro, esplicita il rispetto dei trattati internazionali, e il Senato approva con il parere favorevole del governo. "Quanto accaduto dà il senso del caos nel centrodestra", attacca il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia.


Di certo, una gran fatica per la tenuta della maggioranza costretta a rintuzzare fino all’ultimo l’offensiva leghista per far passare la formulazione più vicina possibile al vecchio decreto Salvini . La grossa sforbiciata alla protezione speciale, comunque, resta in attesa del voto finale dell’Aula del Senato previsto per questa mattina dopo l’esame del resto degli emendamenti, compreso quello del governo. "Forse la maggioranza e il governo hanno capito che agli obblighi internazionali di rispetto dei diritti umani non possiamo sottrarci, come è stato specificato in passato dal Quirinale. Voglio sperare si siano resi conto che l’unica eventuale conseguenza di una soppressione della protezione speciale sarebbe un contenzioso infinito, perché gli obblighi internazionali permangono", sottolinea il capogruppo dem in commissione Affari costituzionali Andrea Giorgis mentre il capogruppo dell’alleanza Verdi e di Sinistra Peppe De Cristofaro sentenzia: "La maggioranza sui migranti non esiste più. Le divisioni sono ormai evidenti, sono nel caos".


Passa invece senza colpo ferire la riforma del sistema di accoglienza che chiude ai richiedenti asilo l’ospitalità nel sistema Sai con i relativi servizi di mediazione linguistica e culturale, il potenziamento del servizio di trasporto marittimo per i migranti per assicurare lo svuotamento tempestivo di Lampedusa, l’affidamento della gestione dell’hotspot alla Croce Rossa e l’istituzione di un punto del 118 nell’isola.
Undici ore dopo la seduta si chiude con la senatrice Vincenza Rando del Pd che legge, uno a uno, tutti i nomi delle vittime del naufragio di Cutro. Applaudono tutti, tranne i senatori di Fratelli d’Italia.