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Mattarella da Cracovia: "L'Ue non è somma di mutevoli interessi nazionali". E rilancia una difesa comune: "L'Europa non insegua un'agenda decisa da altri"

Ultima tappa del viaggio in Polonia del presidente della Repubblica. Il discorso all'università Jagellonica dove studiò filosofia Papa Wojtjla
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CRACOVIA - "La memoria è l'unico vaccino contro l'indifferenza". Cita Liliana Segre, Sergio Mattarella, nell'università Jagellonica di Cracovia, la stessa dove studiò filosofia Papa Wojtjla, per assestare un altro colpo ai revisionisti di casa nostra. Ripassare la storia, quindi: "L'Italia è votata a questa causa". Ricordare gli orrori del nazifascismo, va da sé. "Responsabilità del ricordo" la chiama. Un richiamo a chi banalizza, o peggio fa finta di ignorare, le responsabilità del Ventennio. Mattarella, al quarto giorno della sua visita di Stato in Polonia, ha tenuto una lezione che rappresenta un controcanto morale ai valori della destra oggi imperante.

Il cuore del discorso però riguarda l'Europa. E qui parla ai sovranisti che sono al governo in Italia e in Polonia. "Bisogna respingere la frammentazione della solidarietà fra Paesi liberi".…

CRACOVIA - "La memoria è l'unico vaccino contro l'indifferenza". Cita Liliana Segre, Sergio Mattarella, nell'università Jagellonica di Cracovia, la stessa dove studiò filosofia Papa Wojtjla, per assestare un altro colpo ai revisionisti di casa nostra. Ripassare la storia, quindi: "L'Italia è votata a questa causa". Ricordare gli orrori del nazifascismo, va da sé. "Responsabilità del ricordo" la chiama. Un richiamo a chi banalizza, o peggio fa finta di ignorare, le responsabilità del Ventennio. Mattarella, al quarto giorno della sua visita di Stato in Polonia, ha tenuto una lezione che rappresenta un controcanto morale ai valori della destra oggi imperante.

Il cuore del discorso però riguarda l'Europa. E qui parla ai sovranisti che sono al governo in Italia e in Polonia. "Bisogna respingere la frammentazione della solidarietà fra Paesi liberi". L'Europa non può essere "una somma temporanea e mutevole di umori e di interessi nazionali". Ora proprio di interessi nazionali da conciliare con l’Europa, aveva parlato ieri la premier Giorgia Meloni. Le due visioni non collimano. L'Europa è una visione, per Mattarella. “Essere parte di questo progetto significa condividere con spirito di solidarietà i valori fondanti”. 

Da solo nessun Paese ce la più. Evoca Robert Schuman, per il quale il percorso europeo "si farà attraverso realizzazioni concrete, creando prima di tutto una solidarietà di fatto". Vanno perciò contrastati gli impulsi di "esasperazione nazionalistica", che poi producono la Russia di Putin.  

Dopodiché "ogni giorno è un banco di prova. Ma sarebbe del tutto inadeguato pensare a un'Europa frutto della affannosa rincorsa ad affrontare problemi dettati da altri, in un quadro internazionale deciso da altri". Che vuol dire? Che l’Europa deve avere una sua autonomia, anche in politica estera, non gregaria. Nemmeno degli Usa, anche se “sicurezza Ue e sicurezza Nato sono indivisibili”. Insomma, l’Europa deve sapere cos’è, nell’unione solidale. 

Poi c'è la guerra. "Morire per Danzica?" ci si chiedeva nel 1939 quando i nazisti puntavano al cuore dell’Europa orientale. Sappiamo com'è andata. L'Ucraina va difesa. Perché le guere sono due: militare e di valori. Chi minaccia l’Ucraina minaccia noi. Mattarella ha perciò rilanciato l'idea di una difesa comune europea. Che va perseguita con valori comuni in un'ottica comunitaria. Il riferimento è alla Polonia che sta perseguendo un asse privilegiato con gli Stati Uniti, ma che poi continua a fare resistenza sui valori fondanti della Ue. In serata il presidente è volato da Cracovia a Bratislava dove ha visitato la base aerea Nato di Malacky, salutando il nostro contigente militare che vi opera su uno degli avamposti del conflitto.