Politica

Schlein, la sua prima segreteria fuori dal Nazareno. Va a Riano in onore di Matteotti

Per la riunione la leader dem ha scelto la cittadina alle porte di Roma dove nel '24 fu ritrovato il corpo del deputato socialista ucciso dalle squadracce di Mussolini 
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Ci aveva provato Maurizio Martina, a portare la segreteria del Pd fuori dal Nazareno. Era il 2018. Destinazione: Tor Bella Monaca, borgata di Roma Sud, fuori dal Raccordo anulare. Non andò benissimo: finì con i dirigenti del Pd spaesati tra le famigerate buche, qualcuno in pulmino si perse pure per strada, colpa del navigatore. Ora ci riprova Elly Schlein. Prima segreteria del Pd, venerdì, ancora più fuori. Non è nemmeno Roma-Roma: è Riano, 10mila anime sulla Flaminia, a 30 chilometri dalla Ztl (e da Sant'Andrea delle Fratte, il quartier generale dem). E stavolta la narrazione che accompagna la mossa non va nemmeno cercata nella lettura più semplice o più pop: il Pd riparta dai territori. Certo, c'è anche questo, il Pd schleiniano che vuole aprirsi, uscire dai varchi del traffico limitato. Ma Riano è anche altro: c'è il monumento a Giacomo Matteotti. Perché qui, all'altezza del bosco della Quartarella, il 16 agosto del '24 fu ritrovato il corpo del deputato socialista, ucciso dalle squadracce di Mussolini. Dunque doppia simbologia, per la "prima" di Schlein leader, in vista del 25 aprile.

La segretaria vuole dare il senso del cambio di passo. E così prepara l'uscita fuori porta, dopo avere trascorso la giornata di ieri in un giro di presentazioni nelle diplomazie di stanza a Roma. Incontri con Shawn Crowley, l'incaricato d'affari ad interim degli Usa in Italia, l'ambasciatore ucraino Yaroslav Melnyk e quello tedesco Viktor Elbling. "Ci ha ribadito il pieno sostegno all'Ucraina", spiega il diplomatico di Kiev. Compreso l'invio di armi. Mentre all'interno e stavolta soprattutto all'esterno del Pd, Schlein schiva i marosi. Dentro il partito, c'è la minoranza che si è riunita ieri sera in video-call, in vista della direzione di domani, dove qualche malumore è stra-annunciato.

Fuori dal partito deve invece reagire alla trappola del M5S, che ha agganciato al decreto sul Pnrr un ordine del giorno confezionato apposta per mettere in crisi i dem, contro il termovalorizzatore di Roma voluto dal sindaco Roberto Gualtieri. Schlein, che ieri con Gualtieri ha parlato a lungo al telefono, ha lasciato andare avanti il suo capogruppo al Senato, Francesco Boccia. Per spiegare che quell'odg è un atto "ostruzionistico" e dunque "irricevibile". L'opposizione "va fatta al governo Meloni, non ad un altro partito". Il gruppo Pd, che si è riunito ieri sera, dunque voterà no al testo grillino. Con buona pace di Giuseppe Conte che ieri sferzava i dem: "Votino il nostro testo, si chiariscano le idee".

Anche di questo parlerà Schlein oggi nella prima conferenza da quando è stata eletta. Ore 14.30, Nazareno. Ma parlerà soprattutto di altro: sanità, precariato, Pnrr. Perché, è convinta, "va costruita l'alternativa e organizzato il lavoro di opposizione al governo delle destre. Nelle istituzioni e fuori". E per fuori, intanto, si parte da Riano.

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