Kiesewetter: “In Europa nessun futuro con il Ppe se FdI sceglie l’estremismo”
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Roderich Kiesewetter, presidente della commissione di controllo del Bundestag sui servizi segreti - il Copasir tedesco - ed esponente di primo piano della Cdu, ha parole chiare sul “caso Lollobrigida”. Qualsiasi ministro in carica in Germania si sarebbe dovuto dimettere un istante dopo aver pronunciato le parole “sostituzione etnica”. Kiesewetter spera che Meloni spinga il ministro a correggersi. E finché non accadrà, e FdI non si riconoscerà totalmente nei valori europei eliminando il suo vocabolario di estrema destra, una collaborazione con il Ppe in Europa è impossibile. E "nelle capitali europee, soprattutto a Berlino e Parigi, ci si aspetta una chiara reazione, adesso".
Kiesewetter, il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida ha citato la “sostituzione etnica”. Lei cosa associa a questo termine?
"È molto chiaro: il ministro dell’Agricoltura cita la teoria complottista del &…
BERLINO - Roderich Kiesewetter, presidente della commissione di controllo del Bundestag sui servizi segreti - il Copasir tedesco - ed esponente di primo piano della Cdu, ha parole chiare sul “caso Lollobrigida”. Qualsiasi ministro in carica in Germania si sarebbe dovuto dimettere un istante dopo aver pronunciato le parole “sostituzione etnica”. Kiesewetter spera che Meloni spinga il ministro a correggersi. E finché non accadrà, e FdI non si riconoscerà totalmente nei valori europei eliminando il suo vocabolario di estrema destra, una collaborazione con il Ppe in Europa è impossibile. E "nelle capitali europee, soprattutto a Berlino e Parigi, ci si aspetta una chiara reazione, adesso".
Kiesewetter, il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida ha citato la “sostituzione etnica”. Lei cosa associa a questo termine?
"È molto chiaro: il ministro dell’Agricoltura cita la teoria complottista del ‘Great Replacement’. Ed è inaccettabile che la usi un ministro di un paese fondatore dell’Ue. Perché si tratta di una teoria astrusa che contraddice le basi dell’agire politico e dell’ordine internazionale su cui si fonda l’Unione europea. Dichiarazioni del genere devono essere criticate aspramente e affrontate nel dibattito pubblico in modo che non si consolidi mai tra gli elettori l’idea che ci sia qualcosa di vero nella 'sostituzione etnica'".
Cosa succederebbe in Germania se un ministro in carica utilizzasse quel termine?
"Un ministro in Germania che si riferisse apertamente a quella teoria sarebbe immediatamente costretto a dimettersi. E sono sicuro che ne nascerebbe un ampio dibattito mediatico e politico. Trovo confortante che l’opposizione in Italia abbia già avuto parole chiare nei confronti del ministro Lollobrigida e spero che Giorgia Meloni spinga suo cognato a correggersi".
Parlando con alcuni suoi colleghi della Cdu/Csu l’impressione è che siano positivamente sorpresi finora da Giorgia Meloni. Condivide?
"Sul piano europeo noi della Cdu/Csu e io come parlamentare abbiamo notato un atteggiamento molto costruttivo da parte di Giorgia Meloni. È chiaramente al fianco dell’Ucraina e anche su altre questioni si è sempre coordinata con i partner europei. È anche merito del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del suo europeismo. Ma se quella dichiarazione di estrema destra - che non è di un semplice esponente di Fratelli d’Italia, ma del ministro dell’Agricoltura - non venisse corretta, avremmo un problema. Nelle capitali europee, soprattutto a Berlino e Parigi, ci si aspetta una chiara reazione, adesso".
Si spieghi meglio.
"Sulle questioni importanti coopereremo sempre al livello europeo con l’Italia, e non possiamo certo rompere i rapporti con il vostro Paese. Ma Roma deve riconoscersi nei valori dell’Ue. È importante soprattutto adesso che l’Ucraina difende non soltanto la propria libertà, ma anche i valori europei. E noi dobbiamo riconoscerci in questi valori".
Ritiene frasi come quelle di Lollobrigida una linea rossa per un eventuale convergenza futura tra i Popolari europei e Meloni?
"Al momento la questione di una collaborazione non si pone. Almeno, finché Fratelli d’Italia collabora in Europa con forze anti europeiste come la tedesca Afd".
E cioè con il gruppo di “Identità e democrazia”. E quindi con la Lega. Ma lei pensa che, almeno in teoria, una collaborazione tra il Ppe e Fratelli d’Italia (che invece fa parte dei “Conservatori e Riformisti”), sia possibile?
"I partiti conservatori in Italia sono in una fase di cambiamento. Il futuro del nostro partner nel Ppe, Forza Italia, è incerto. Soprattutto perché le condizioni di salute del suo fondatore, Silvio Berlusconi, sembrano essere critiche. Per noi, però, Forza Italia resta l’interlocutore principale. Anche perché la questione di una collaborazione con Fratelli d’Italia non si pone, al momento. Anche a causa delle dichiarazioni di Lollobrigida".