✕

Sostituzione etnica, il vizio di FdI e Lega di agitare lo spauracchio della "razza a rischio"

La destra e l'estrema destra italiana - da molto tempo prima dell'uscita choc del ministro Francesco Lollobrigida - hanno scritto pagine tristi che fanno fare salti di gioia ai suprematisti nostrani e ai gruppi neofascisti e neonazisti attivi nel nostro Paese. Con il rischio lotta armata in agguato
3 minuti di lettura

"La razza bianca è a rischio, dobbiamo ribellarci", spara il 15 gennaio 2018 ai microfoni di Radio Padania il leghista Attilio Fontana, in campagna elettorale, prima di diventare presidente della Lombardia. "Il disegno di sostituzione etnica che noi abbiamo denunciato è realtà", gli fa eco tre settimane dopo - è l'8 febbraio 2018 - la leader di FdI, Giorgia Meloni. Poi ecco Matteo Salvini, a stretto giro: "Il governo attua una sostituzione etnica sostituendo migliaia di immigrati ai figli che gli italiani non possono più mettere al mondo".

Non c'è bisogno di andare nell'Ungheria di Orbán per trovare politici che si esibiscono nel ruolo di strenui difensori della "razza" - in questo caso ungherese - nonché paladini del famigerato quanto surreale piano Kalergi. La destra e l'estrema destra italiana - da molto tempo prima dell'uscita choc del ministro Francesco Lollobrigid…

"La razza bianca è a rischio, dobbiamo ribellarci", spara il 15 gennaio 2018 ai microfoni di Radio Padania il leghista Attilio Fontana, in campagna elettorale, prima di diventare presidente della Lombardia. "Il disegno di sostituzione etnica che noi abbiamo denunciato è realtà", gli fa eco tre settimane dopo - è l'8 febbraio 2018 - la leader di FdI, Giorgia Meloni. Poi ecco Matteo Salvini, a stretto giro: "Il governo attua una sostituzione etnica sostituendo migliaia di immigrati ai figli che gli italiani non possono più mettere al mondo".

Non c'è bisogno di andare nell'Ungheria di Orbán per trovare politici che si esibiscono nel ruolo di strenui difensori della "razza" - in questo caso ungherese - nonché paladini del famigerato quanto surreale piano Kalergi. La destra e l'estrema destra italiana - da molto tempo prima dell'uscita choc del ministro Francesco Lollobrigida; anche qui, nulla di casuale - hanno scritto pagine tristi che fanno fare salti di gioia ai suprematisti nostrani e ai gruppi neofascisti e neonazisti attivi nel nostro Paese. Perché se è vero come è vero che i numeri e la realtà hanno già ampiamente e in più occasioni smascherato le bufale dei cospirazionisti che propagandano il pericolo della Grande Sostituzione messa in atto - stando alla loro fantasia - dai tentacoli del Mondialismo a traino ebraico, è altrettanto vero che dalle parti di FdI e Lega il vizio di agitare lo spauracchio della "razza a rischio" non lo hanno perso.

Da Almirante ad Alba Dorata

Queste sono le parole di Carlo Ciccioli, capogruppo meloniano in Regione Marche, nonché componente della Commissione permanente Sanità. "Ci vuole una nuova legge 194, no alla sostituzione etnica". Il fatto che le pronunci in consiglio regionale, sciaguratamente, il 27 gennaio 2021 - Giorno della Memoria in ricordo delle vittime dell'Olocausto - traccia contorni inquietanti sul ragionamento. È risaputo che la sostituzione etnica sia un mito antisemita caro, carissimo ai suprematisti banchi neonazifascisti. E che proprio dal rischio di "fare il gioco dei meticci e degli ebrei" - parole da lui scritte il 5 maggio 1942 su "La difesa della razza" - mise in guardia Giorgio Almirante teorizzando il "razzismo del sangue" che "ha da essere cibo di tutti e per tutti se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza".

26 aprile 2018. L'allora ministro leghista per la Famiglia Lorenzo Fontana, oggi presidente della Camera, ultracattolico, più volte a braccetto con esponenti di gruppi neri, da anni nemico dichiarato della legge Mancino che punisce la propaganda fascista. In un'intervista a un sito cattolico in cui parla di aborto, dichiara: "La sostituzione etnica è una scelta del tutto sbagliata, perché porta a un annacquamento devastante dell'identità del Paese che accoglie". La stessa visione della società e della famiglia sostenuta  in Grecia, a suon di pestaggi contro gli immigrati, dai neonazisti di Alba Dorata, organizzazione poi smantellata dallo Stato. Nel 2016 Fontana salutava "gli amici di Alba Dorata" prima di un convegno, promettendo "con noi l'Europa tornerà ad essere faro di civiltà".

Ora: di come e quanto le teorie razziste e cospirazioniste abbiano armato la follia sanguinaria degli stragisti suprematisti in questi anni, si è detto. Il nemico dichiarato, sullo sfondo, è il "mondo islamico", e dunque - genericamente, per stupido sillogismo - gli immigrati. In un saggio pubblicato a settembre 2019 ("Primo rapporto sull'islamizzazione d'Europa") curato dalla Fondazione Farefuturo con l'Ufficio Studi di Fratelli d'Italia, lo psichiatra e criminologo Alessandro Meluzzi scrive: "Il rischio di una sostituzione etnica in una realtà in cui il mondo islamico si esprime attraverso cinque figli per coppia al netto della poligamia e un mondo italiano da un figlio per coppia non può non farci riflettere sul futuro della nostra Nazione, della nostra identità e del nostro modo di vivere. Non consegneremo la nostra Italia - conclude - né alla mafia nigeriana né ai muezzin, perché preferiamo ancora sentir suonare le campane piuttosto che ascoltare cantare dai minareti".

La propaganda e il pericolo della lotta armata

La storia - al netto di Meluzzi - ha scritto la sua verità. Il 19 aprile 1937 - 86 anni fa - il regime fascista di Benito Mussolini emanava la prima delle sue "leggi razziali". Dove e a cosa portò quel debutto è inciso nella memoria di milioni di famiglie di ebrei deportati e sterminati dai nazisti e dai fascisti. Le teorie sostituzioniste agitate da Lollobrigida, Meloni, Salvini e dai loro epigoni hanno alimentato e alimentano la folle propaganda di gruppi neofascisti e neonazisti italiani. Dal Veneto Fronte Skinhead a Forza Nuova, da Fortezza Europa a CasaPound passando dai Do.Ra. nazionalsocialisti di Varese, il mito del mondialismo tendenza Soros che punterebbe a sostituire la razza bianca con orde di immigrati importati dall'Africa è un classico da anni.

Sotto questo bosco metapolitico c'è poi un sottobosco di sigle e sottosigle meno note ma persino più pericolose perché pronte a "passare alla lotta armata". In nome della "purezza della razza". Sei quelle scompaginate dalle forze di polizia nel solo 2021. Ultima Legione, Sole Nero, Ordine di Hagal, Ario Romano, Avanguardia rivoluzionaria, Partito nazionalsocialista italiano. Si tratta di gruppi suprematisti che facevano proselitismo su Telegram. In alcuni casi i militanti erano pronti a pianificare attentati e muniti di armi. I nemici? Immigrati e ebrei, ovviamente.

"Dobbiamo organizzare delle vere e proprie milizie paramilitari", diceva al telefono il 22enne savonese a capo della rete Sole Nero. Lo stesso faceva il capo di Avanguardia Rivoluzionaria, che si faceva chiamare "Anders Breivik". A Napoli dietro il paravento di un'organizzazione religiosa ("Ordine di Hagal") operava in realtà un gruppo suprematista che incentrava sulla difesa della razza la sua attività. Dai mondi sommersi dell'eversione fino al palazzo le parole d'ordine sono sempre le stesse: "razza", "nazione", "italiani". Riascoltiamo un passaggio dell'intervento in consiglio regionale di Carlo Ciccioli, il fratello d'Italia marchigiano contrario all'aborto e ossessionato dalla sostituzione etnica. "Anche gli italiani hanno diritto di vivere come popolo e di riprodursi, non dobbiamo essere ridotti come i nativi americani...".