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Uss, il caso si allarga a Piantedosi. Le opposizioni: "Nordio lo chiama in causa. Il Viminale spieghi perché il russo non era sorvegliato"

(ansa)
Il ministro della Giustizia tira in ballo il collega degli Interni nell'informativa alla Camera. Borghi, Pd: "Scaricabarile imbarazzante". Della Vedova, +Europa: "Venga in Aula a riferire"
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Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi entra suo malgrado nel caso Uss. E adesso le opposizioni pretendono che il titolare del Viminale riferisca in Parlamento e chiarisca i punti poco chiari della vicenda. A trascinarlo in questa vicenda è il collega di governo Carlo Nordio, che nell’informativa di ieri alla Camera ha sottolineato più volte che le due note del Dipartimento di Giustizia americano segnalanti la pericolosità del ricercato russo e l’alto rischio di fuga sono state condivise anche con il ministero dell’Interno, attraverso la divisione Interpol. Anche perché, a quanto risulta a Repubblica, il ministro, con una lettera al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), aveva escluso di essere stato informato sui pericoli connessi alla detenzione ai domiciliari di Artem Uss, figlio dell’oligarca Alexander Uss noto per essere molto vicino a Putin.

“Nordio chiama in causa, a più ripr…

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi entra suo malgrado nel caso Uss. E adesso le opposizioni pretendono che il titolare del Viminale riferisca in Parlamento e chiarisca i punti poco chiari della vicenda. A trascinarlo in questa vicenda è il collega di governo Carlo Nordio, che nell’informativa di ieri alla Camera ha sottolineato più volte che le due note del Dipartimento di Giustizia americano segnalanti la pericolosità del ricercato russo e l’alto rischio di fuga sono state condivise anche con il ministero dell’Interno, attraverso la divisione Interpol. Anche perché, a quanto risulta a Repubblica, il ministro, con una lettera al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), aveva escluso di essere stato informato sui pericoli connessi alla detenzione ai domiciliari di Artem Uss, figlio dell’oligarca Alexander Uss noto per essere molto vicino a Putin.

“Nordio chiama in causa, a più riprese, il ministero dell’Interno di fronte al Parlamento”, ragiona il senatore Enrico Borghi del Pd e membro del Copasir. “Ciò da un lato certifica che nel governo di fronte a una figuraccia internazionale si è innescato uno scaricabarile imbarazzante, e dall’altro sottrae i vertici del Viminale dalla condizione pilatesca nella quale si sono accomodati. Alla luce di ciò è indispensabile che Piantedosi riferisca in Parlamento e auspico una iniziativa congiunta di tutti i gruppi di opposizione in tal senso”.

Anche Benedetto Della Vedova, che ieri a Montecitorio ha replicato all’informativa di Nordio, ritiene doveroso che Piantedosi spieghi perché, se il ministero dell’Interno era a conoscenza della caratura criminale e delle risorse a disposizione di Uss, non abbia disposto una qualche sorveglianza domiciliare presso l’appartamento di Basiglio per impedirgli di scappare e tornare a Mosca, come ha fatto il 22 marzo scorso, il giorno dopo aver saputo che sarebbe stato estradato negli Stati Uniti.

“Nella nostra interrogazione del 6 aprile - ricorda il deputato di +Europa - interpellavamo Nordio ma anche e soprattutto Piantedosi. E ieri il Guardasigilli lo ha ripetutamente chiamato in causa. Lo scaricabarile da parte del Governo è inaccettabile. Nordio ha passato il cerino a Piantedosi. Bene, venga Piantedosi in aula a rispondere alla nostra interrogazione. Oppure venga la premier Meloni”.

Nordio ha specificato di aver inoltrato alla divisione Interpol del Viminale anche la sua nota del 20 ottobre 2022, indirizzata  alla Corte d’Appello di Milano, nella quale esprimeva la volontà di richiedere il mantenimento della misura cautelare in carcere nei confronti di Uss (arrestato a Malpensa due giorni prima) “allo scopo di assicurare la consegna di costui alle autorità statunitensi”. Questa interlocuzione, secondo Nordio, esaurisce il potere di iniziativa del Guardasigilli “nel pieno rispetto dei dettami dell’articolo 716 del codice di procedura penale”. Per il presidente della Corte d’Appello milanese, invece, il ministro ha la facoltà di chiedere di rimettere Uss in carcere anche dopo la concessione dei domiciliari.

Sul punto, ancora Della Vedova: “Nordio non ha spiegato come sia potuto accadere che ci siamo fatti scappare un imputato di reati gravi proprio sul fronte caldo delle sanzioni e della guerra di Putin contro l’Ucraina. Ok, stava ai domiciliari con braccialetto elettronico mentre fosse stato per il Ministro (forse) sarebbe rimasto in carcere mentre i giudici hanno legittimamente deciso diversamente. E con questo? Avremmo voluto capire dal Governo tramite Nordio come sia stata possibile l’evasione dai domiciliari di un imputato eccellente in attesa di essere estradato negli USA (l’estradizione richiesta dai russi era un palese diversivo). E invece niente, Nordio se l’è cavata dicendo che lui non c’entra”