Maccora: “Nordio, ex pm, sul caso Uss usa la magistratura come capro espiatorio”
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - Alla Camera il Guardasigilli Carlo Nordio fa la vittima e vede contro di lui "insinuazioni e interpretazioni soggettive della legge". Ma lei Ezia Maccora, vice presidente dei gip di Milano, pensa che sia stato lui a sbagliare nel mettere sotto processo i suoi colleghi?
"Il codice disciplinare è molto chiaro. Interpretare le norme, valutare i fatti e le prove non può mai dar luogo a responsabilità disciplinare. Da qui lo sconcerto per la decisione del ministro".
Armando Spataro che era con voi in assemblea dice di non aver mai visto un intervento come quello di Nordio in tutta la sua vita.
"Anch'io non ne ho memoria. Pur nei momenti più difficili non è mai stato usato il disciplinare per una decisione giudiziaria non condivisa dal ministro".
La mossa di Nordio, vista l'affollata assemblea a Milano, ha risvegliato il vostro orgoglio dopo anni di dure critiche alle correnti?
"L'iniziativa del minis…
ROMA - Alla Camera il Guardasigilli Carlo Nordio fa la vittima e vede contro di lui "insinuazioni e interpretazioni soggettive della legge". Ma lei Ezia Maccora, vice presidente dei gip di Milano, pensa che sia stato lui a sbagliare nel mettere sotto processo i suoi colleghi?
"Il codice disciplinare è molto chiaro. Interpretare le norme, valutare i fatti e le prove non può mai dar luogo a responsabilità disciplinare. Da qui lo sconcerto per la decisione del ministro".
Armando Spataro che era con voi in assemblea dice di non aver mai visto un intervento come quello di Nordio in tutta la sua vita.
"Anch'io non ne ho memoria. Pur nei momenti più difficili non è mai stato usato il disciplinare per una decisione giudiziaria non condivisa dal ministro".
La mossa di Nordio, vista l'affollata assemblea a Milano, ha risvegliato il vostro orgoglio dopo anni di dure critiche alle correnti?
"L'iniziativa del ministro, proprio come ho detto in assemblea, tocca il cuore della nostra funzione. La presenza dei colleghi, dei capi degli uffici e i comunicati di tutti i gruppi associativi sono la dimostrazione della gravità di quanto sta accadendo. In gioco c'è l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e soprattutto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini. Questo spiega perché, dopo anni difficili, vi è stata questa reazione compatta".
Il direttore di Questione giustizia Nello Rossi boccia un'azione disciplinare fatta solo perché Nordio, come ha ribadito alla Camera, è contro la decisione dei giudici.
"Rossi centra il punto. Ho appena letto il comunicato di Magistratura indipendente che ricorda come l'azione disciplinare non possa essere uno strumento che mette in discussione il merito dei provvedimenti, altrimenti si rischia la dipendenza del potere giudiziario dall'Esecutivo".
Sta dicendo che l'Italia si avvia sulla strada di Polonia, Ungheria e Israele?
"Spero proprio di no, ma vi è il rischio forte di travolgere la separazione dei poteri".
Per Nordio i tre giudici della Corte di Appello, in linea con la procura generale, dovevano negare gli arresti domiciliari e non autorizzarli con cinque righe. Questo può portare all'azione disciplinare?
"Assolutamente no. Il provvedimento, di tre pagine, è ben motivato. Sarebbe un gravissimo precedente che minerebbe la libertà del giudice di decidere sulla base delle prove senza essere influenzato dai desiderata del governo di turno".
Dopo aver sentito Nordio non ha l'impressione che scarichi su di voi la responsabilità della brutta figura fatta con gli Usa?
"Ascoltandolo con attenzione mi chiedo se l'autonomia e l'indipendenza dei magstrati, da lui che è un ex pm più volte ribadita, non sia in realtà un modo sottile per allontanare sue possibili responsabilità e trovare nella magistratura un utile capro espiatorio".
Sarà perché gli sono finiti addosso i fulmini degli Usa esterrefatti dai domiciliari.
"Noi decidiamo sulla base degli atti e delle norme. La valutazione è sempre molto complessa, bisogna conciliare il pericolo di fuga, la reiterazione nel reato, la tutela delle vittime e il carcere come estrema ratio, tema quest'ultimo molto caro al ministro Nordio".
Il giudice non può tener conto delle alleanze internazionali dell'Italia?
"Ci guidano solo le norme dettagliate sull'estradizione, sulla competenza giudiziaria e sui poteri del ministro della Giustizia".
Certo non era mai accaduto dal 1992 che per due giorni gli avvocati, la Camera penale e l'Ordine di Milano, si schierassero pubblicamente dalla parte dei magistrati criticando il ministro...
"Tutti sono consapevoli della gravità di quanto sta accadendo. Non si tratta solo di schierarsi con noi, ma di difendere i principi costituzionali e l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge".
Gli avvocati temono che dopo l'azione disciplinare di Nordio voi vi sentiate costretti a mettere tutti in galera.
"I magistrati stanno applicando seriamente le norme della riforma Cartabia che non prevedono solo il carcere come sanzione e continueranno a farlo nonostante l'iniziativa del ministro".