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Silvia Costa (Pd) critica Schlein sulla maternità surrogata: "Consideri la voce dei dem cattolici"

Silvia Costa  
L'ex parlamentare, dal movimento femminile della Dc fino alla Margherita e poi nei dem, nella riunione della direzione si è distinta per le critiche al nuovo vertice dem
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"Il Pd è una grande forza di centrosinistra, non nasce con Elly Schlein, la quale dovrebbe tenere in maggior conto che il congresso ci ha consegnato un partito spaccato a metà. È la ragione per cui la minoranza ha accettato di condividere con lei la responsabilità nella gestione del partito". Silvia Costa, ex parlamentare di lungo corso, primi passi nel movimento femminile della Dc, co-fondatrice del Ppi, poi della Margherita, infine del Pd, nella riunione della direzione si è distinta per le critiche al nuovo vertice dem.

Ritiene che Schlein stia calpestando il pluralismo, che è uno dei tratti distintivi del Pd?
"Io capisco e concordo sulla volontà della segretaria di rinnovare, sia la linea sia la classe dirigente, ma considererei un errore cancellare le culture politiche fondative - mi riferisco al cattolicesimo democratico e al popolarismo, poco o per nulla rappresentati negli organismi di partito - come pure i…

"Il Pd è una grande forza di centrosinistra, non nasce con Elly Schlein, la quale dovrebbe tenere in maggior conto che il congresso ci ha consegnato un partito spaccato a metà. È la ragione per cui la minoranza ha accettato di condividere con lei la responsabilità nella gestione del partito". Silvia Costa, ex parlamentare di lungo corso, primi passi nel movimento femminile della Dc, co-fondatrice del Ppi, poi della Margherita, infine del Pd, nella riunione della direzione si è distinta per le critiche al nuovo vertice dem.

Ritiene che Schlein stia calpestando il pluralismo, che è uno dei tratti distintivi del Pd?
"Io capisco e concordo sulla volontà della segretaria di rinnovare, sia la linea sia la classe dirigente, ma considererei un errore cancellare le culture politiche fondative - mi riferisco al cattolicesimo democratico e al popolarismo, poco o per nulla rappresentati negli organismi di partito - come pure ignorare alcune battaglie, anche del recente passato, a iniziare dalle misure a sostegno della famiglia".

Teme il rischio di un eccessivo spostamento a sinistra?
"È nei fatti. Nella composizione della direzione e della segretaria, peraltro di 20 persone, è stata mortificata la storia e il contributo dei cattolici democratici, da sempre protagonisti nella vita del Paese e del Pd. Non contesto la radicalità delle scelte, ovvero di andare al fondo dei problemi, ma la tendenza a dare risposte talora massimaliste a questioni complesse, in cui va trovata una mediazione al rialzo".

A cosa si riferisce?
"Basta leggere cosa scrive il sociologo Paolo Segatti per capire che il Pd in questi anni non ha perso sulla sinistra, bensì sui ceti medi, le famiglie impoverite, i giovani costretti a emigrare per mancanza di opportunità. Non è stato ritenuto credibile dall'area elettorale centrale, che è quella che dobbiamo recuperare se vogliamo tornare a rappresentare un'alternativa a questa destra che nega i valori fondamentali della Repubblica, dall'antifascismo alle politiche di accoglienza".

Schlein secondo lei non l'ha capito?
"Va evitato lo strabismo politico per cui da un lato si lasciano alla destra tematiche come la denatalità e le misure per la famiglia, dall'altro non si rivendicano i successi del Pd su alcune riforme, come l'assegno unico o il taglio del cuneo fiscale, che guarda caso il governo Meloni ci ha copiato. Dal 2007 a oggi abbiamo fatto molti sbagli, ma anche tante cose buone. Bisognerebbe ricordarlo, non tracciare una linea e affermare - come sul termovalorizzatore di Roma - "le ho ereditate, ma la penso diversamente". Peraltro senza confrontarsi né dentro il partito, né con i nostri amministratori".

È un'obiezione che lei ha mosso anche sulla maternità surrogata.
"Dire a titolo personale sono a favore di una pratica che è vietata in Italia, bandita in quasi tutti i Paesi europei e in via di ripensamento pure nei Paesi terzi dov'era legale, mi pare preoccupante. Il Pd, anche in ambito europeo, nonché la Corte Costituzionale, si sono espressi contro la Gpa perché lede la dignità della persona sia sotto il profilo dello sfruttamento delle donne che prestano il loro utero, sia dei diritti del bambino. Un evento straordinario, come la nascita di un figlio, non può essere frutto di un contratto".

Quindi doveva esimersi dall'esprimersi?
"Per la delicatezza del tema e non influenzare il dibattito, avrei preferito che se ne discutesse prima al nostro interno. Senza legittimare surrettiziamente la Gpa. Come pure mi ha sorpreso la presentazione del Ddl sul matrimonio egualitario. Spero che ci vengano presto indicati dei luoghi dove potersi confrontare in serenità. La differenza tra un movimento e un partito deve essere molto chiara a chi guida. Il tema dei diritti civili non può esaurire tutta l'identità del Pd. Serve una capacità di mediazione alta tra diritti e doveri".

La rinuncia a tessere alleanze per concentrarsi sulla costruzione del "nuovo" Pd la convince?
"Sarebbe miope, ma in Direzione Schlein ha promesso che se ne occuperà, anche perché nel prossimo anno andranno al voto molte Regioni e comuni importanti. OIn più, siamo alla vigilia di una consultazione europea in cui i popolari rischiano di saldarsi con la peggiore destra nazionalista. Di fronte a questa manovra ci sarebbe bisogno di unire in un unico fronte tutte le culture democratiche, europeiste e antifasciste, delineando fin d'ora - anche se si vota con il proporzionale - qual è il campo di gioco. Per avvertire tutti dei pericoli e non regalare la partita agli avversari".