✕

La Russa contestato sulla Costituzione, per il 25 aprile sceglie Jan Palach

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa (ansa)
Il presidente del Senato a Praga omaggia un simbolo dell'anticomunismo. Schlein lo attacca e replica: "L'antifascismo è la nostra Carta". Anpi insorge
2 minuti di lettura

ROMA - Un turbine di polemiche accompagna il viaggio della Destra di governo verso le sue contro-ricorrenze. Dal 25 aprile al Primo maggio: i vertici di Fratelli d'Italia - ascesi alle più alte cariche istituzionali - decidono di festeggiare in modo diverso le Feste della Liberazione e del Lavoro. Ignazio La Russa viene travolto dalle critiche del Pd e di altre forze d'opposizione dopo aver detto, in un colloquio con Repubblica, che nella Costituzione "non c'è un riferimento all'antifascismo". Il giorno dopo precisa che lui intendeva dire che nella Carta "manca la parola" ma non il concetto dell'antifascismo. Ciò, evidentemente, non basta a contenere l'onda di dissenso. La segretaria dei dem Elly Schlein corregge la seconda carica dello Stato: "La Russa dice che l'antifascismo non è in Costituzione, noi diciamo che l'antifascismo è la nostra Costituzione". "Ogni singolo articolo - dic…

ROMA - Un turbine di polemiche accompagna il viaggio della Destra di governo verso le sue contro-ricorrenze. Dal 25 aprile al Primo maggio: i vertici di Fratelli d'Italia - ascesi alle più alte cariche istituzionali - decidono di festeggiare in modo diverso le Feste della Liberazione e del Lavoro. Ignazio La Russa viene travolto dalle critiche del Pd e di altre forze d'opposizione dopo aver detto, in un colloquio con Repubblica, che nella Costituzione "non c'è un riferimento all'antifascismo". Il giorno dopo precisa che lui intendeva dire che nella Carta "manca la parola" ma non il concetto dell'antifascismo. Ciò, evidentemente, non basta a contenere l'onda di dissenso. La segretaria dei dem Elly Schlein corregge la seconda carica dello Stato: "La Russa dice che l'antifascismo non è in Costituzione, noi diciamo che l'antifascismo è la nostra Costituzione". "Ogni singolo articolo - dice il capogruppo dei senatori Francesco Boccia - è scritto in modo chiaro in antitesi con le teorie e la prassi del fascismo". Dalla leader ai parlamentari, da Roma ai territori, è un coro unanime quello dei dem. Che, a più riprese, arrivano a invocare le dimissioni di La Russa.

Ricordandone altri scivoloni. In primis quello sulla strage di via Rasella: "A essere uccisi - disse l'ex Msi e An - furono i componenti di una banda musicale di semi-pensionati e non nazisti delle SS". Anche in quel caso il presidente del Senato ritenne necessario un chiarimento e si scusò. Stavolta sono in molti, inclusi autorevoli costituzionalisti, a ricordare anzitutto che il riferimento all'antifascismo è riportato nelle disposizioni transitorie, nelle quali si legge che "non si può ricostruire il partito fascista". Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Consulta, dice che "discutere oggi se la Costituzione avesse o non avesse connotazioni esplicite di antifascismo è più un tema da filosofi o da linguisti". Quel che è certo, secondo Flick, è che la Carta "è nata dalla spinta antifascista". Più duro è il giudizio dell'Anpi, l'associazione dei partigiani, per voce di Gianfranco Pagliarulo: "La Russa gioca con le parole. La Costituzione - dice - è antifascista come antifascisti furono tutti i costituenti. Il presidente del Senato porta avanti un disegno di stravolgimento della Carta, di falsificazione storica e un tentativo di divisione degli italiani. Contraddice il suo ruolo istituzionale". In questo clima, La Russa - attraverso il suo portavoce Emiliano Arrigo - è costretto a ribadire che lui "condivide appieno i valori della Resistenza, vista come superamento di una dittatura". È quanto aveva detto anche giovedì, aggiungendo però che "di quei valori si è appropriata la sinistra".

Ci sono concessioni alla storia e distinguo, nelle esternazioni di La Russa. Ma anche nei gesti istituzionali. Così, il numero uno di Palazzo Madama svela cosa intendeva quando aveva detto di voler festeggiare il 25 aprile "in un modo che metterà d'accordo tutti". Modifica la sua agenda istituzionale per andare con il Capo dello Stato Sergio Mattarella all'Altare della Patria e poi volerà a Praga. Dove, oltre a visitare il campo di concentramento di Theresienstadt, deporrà una corona al monumento di Jan Palach, lo studente protagonista della resistenza anti-sovietica che si diede fuoco per protestare contro l'invasione di Mosca. La memoria delle vittime del fascismo viaggia assieme a quella dei morti provocati dall'Urss, nella visione di La Russa. E Giorgia Meloni? Anche lei oggetto di polemiche per le sue affermazioni sulle Fosse ardeatine ("Furono massacrati 335 innocenti perché italiani"), il 25 aprile sarà all'altare della Patria come le altre autorità istituzionali e in agenda, quel giorno, non ha altri appuntamenti. Il Primo maggio, però, celebrerà la Festa del Lavoro in maniera originale: riunirà il Cdm per far approvare norme a favore dell'occupazione. Il governo vuole lanciare un segnale di concretezza che vada oltre le parate e le manifestazioni di piazza. Sono, appunto, le contro-ricorrenze della Destra.