Fini a Meloni: “Basta ritrosie sulla parola antifascismo”
di Concetto Vecchio , di Concetto VecchioROMA - Antifascismo. Perché la destra fa fatica a pronunciare questa parola? Gianfranco Fini sferza Fratelli d’Italia. Il leader della svolta di Fiuggi (a cui aderirono anche Giorgia Meloni e Ignazio La Russa), che dopo la vittoria alle ultime politiche si è riavvicinato al suo mondo da padre nobile, in genere dice la sua a In mezz’ora, la trasmissione Rai di Lucia Annunziata. L’ha fatto di nuovo: "La destra i conti li ha fatti, Giorgia Meloni dica, perché so che ne è convinta, che libertà e uguaglianza sono valori democratici, sono della Costituzione, sono valori antifascisti. Non capisco la ritrosia a pronunciare questo aggettivo. La capisco, ma non la giustifico». E poi l’affondo: «Fratelli d’Italia dica che si riconosce nei valori antifascisti oggi, come An ieri".
Giorgia Meloni nelle ultime ore ha invitato i suoi ministri a non prestare il fianco alle polemiche. Non vuole tensioni domani. Lei…
ROMA - Antifascismo. Perché la destra fa fatica a pronunciare questa parola? Gianfranco Fini sferza Fratelli d’Italia. Il leader della svolta di Fiuggi (a cui aderirono anche Giorgia Meloni e Ignazio La Russa), che dopo la vittoria alle ultime politiche si è riavvicinato al suo mondo da padre nobile, in genere dice la sua a In mezz’ora, la trasmissione Rai di Lucia Annunziata. L’ha fatto di nuovo: "La destra i conti li ha fatti, Giorgia Meloni dica, perché so che ne è convinta, che libertà e uguaglianza sono valori democratici, sono della Costituzione, sono valori antifascisti. Non capisco la ritrosia a pronunciare questo aggettivo. La capisco, ma non la giustifico». E poi l’affondo: «Fratelli d’Italia dica che si riconosce nei valori antifascisti oggi, come An ieri".
Giorgia Meloni nelle ultime ore ha invitato i suoi ministri a non prestare il fianco alle polemiche. Non vuole tensioni domani. Lei e il presidente del Senato Ignazio La Russa saranno all’Altare della Patria insieme al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che poi volerà a Cuneo, Boves e Borgo San Dalmazzo. Con il presidente ci saranno i ministri Crosetto, Calderoli e Santanché.
Il ministro degli Esteri Tajani, che ieri ha definito la Liberazione "un patrimonio nazionale e non di parte", sarà alle Fosse Ardeatine a depositare una corona "in ricordo delle vittime della ferocia nazifascista a Roma". Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin si dice "convintamente a favore del 25 aprile".Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, parteciperà alla commemorazione ufficiale a Treviso. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, parteciperà in Sicilia alla manifestazione “Memoria Nostra”.
Ma certo le ambiguità restano tutte sul valore del 25 aprile, che FdI continua a non voler riconoscere di fatto: La Russa sarà infatti a Praga, per omaggiare un martire dell’anticomunismo, Jan Palach. Fini ha lanciato un appello a Meloni: "Spero che colga questa occasione per dire senza ambiguità e reticenze che la destra italiana i conti con il fascismo li ha fatti fino in fondo quando è nata An. Invece ancora una volta abbiamo un 25 aprile di divisione".
È interessante notare che Fratelli d’Italia ha ignorato l’appello del fondatore di Alleanza nazionale. Invece se l’è presa con la conduttrice della trasmissione, Lucia Annunziata, poiché ha fatto un parallelo tra il 25 aprile e le politiche del governo sui migranti. "Ha parlato di diritti negati perché il governo avrebbe tagliato il diritto all’immigrazione", è insorto il capogruppo in Vigilanza, Francesco Filini. "Una faziosità palese", secondo Augusta Montaruli, vicepresidente della Vigilanza Rai? "La Rai non può essere la clava ideologica verso il governo, dando una visione distorta del suo operato". Di "disprezzo per il governo" ha parlato il capogruppo Tommaso Foti.
Su Fini silenzio. Su Annunziata, che, dicono i rumours, FdI vorrebbe avvicendare, dichiarazioni a rullo.
Gianfranco Fini ha citato Vittorio Foa, uno dei padri di Giustizia e Libertà, che venne arrestato per attività antifascista nel 1935 e fu rinchiuso per ben otto anni nelle carceri del regime. Foa, una volta eletto parlamentare, dopo la guerra, disse al senatore del Msi, Pisanò: "Se aveste vinto voi io sarei ancora in prigione. Siccome abbiamo vinto noi tu sei senatore". Dice Fini, probabilmente pensando a Ignazio La Russa: "Sulla storia occorre essere intellettualmente onesti".
Fermarsi alla condanna delle leggi razziali non basta, dice la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche, Noemi di Segni. "Il percorso va fatto con attenzione alle responsabilità storiche, i tedeschi hanno fatto un esame di coscienza, lo stesso deve fare l’Italia. Giorgia Meloni aveva definito le leggi razziali un abominio, senza però dire che le aveva fatte un governo fascista".
Si annuncia un altro 25 aprile divisivo, il primo con il governo più a destra di sempre.