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La partigiana Mirella Alloisio a Meloni: "Se la premier è a Palazzo Chigi lo deve alla Resistenza. Durante il fascismo le donne non contavano"

Mirella Alloisio, 97 anni (Foto Archivio Anpi) 
"La Costituzione è l'espressione della volontà popolare antifascista". Così la staffetta genovese, che oggi ha 97 anni
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"Non si perderà la memoria della Resistenza, non si perde la memoria, se non la si vuole perdere. Non continuiamo forse a cantare "Il Piave mormorò"? Quindi continueremo a cantare "Fischia il vento, infuria la bufera...". Mirella Alloisio intona al telefono il canto partigiano con voce forte e chiara, nonostante i 97 anni. Entrata in clandestinità a 17 anni, genovese di Sestri ponente, Mirella sarà sul palco del 25 aprile a Perugia, dove vive da tempo. È stata insignita della Croce di guerra al valor militare e, durante la Resistenza, è stata non solo staffetta ("con i documenti infilati nella cartella di scuola"), ma responsabile della segreteria operativa  del Comitato di liberazione nazionale (Cln) ligure.

Ha alle spalle inoltre una vita di lotte per le donne. Perciò nell'anniversario della Liberazione in cui la destra al governo ignora il valore dell'antifascismo, si rivolge alla prem…

"Non si perderà la memoria della Resistenza, non si perde la memoria, se non la si vuole perdere. Non continuiamo forse a cantare "Il Piave mormorò"? Quindi continueremo a cantare "Fischia il vento, infuria la bufera...". Mirella Alloisio intona al telefono il canto partigiano con voce forte e chiara, nonostante i 97 anni. Entrata in clandestinità a 17 anni, genovese di Sestri ponente, Mirella sarà sul palco del 25 aprile a Perugia, dove vive da tempo. È stata insignita della Croce di guerra al valor militare e, durante la Resistenza, è stata non solo staffetta ("con i documenti infilati nella cartella di scuola"), ma responsabile della segreteria operativa  del Comitato di liberazione nazionale (Cln) ligure.

Ha alle spalle inoltre una vita di lotte per le donne. Perciò nell'anniversario della Liberazione in cui la destra al governo ignora il valore dell'antifascismo, si rivolge alla premier Giorgia Meloni: "Vorrei dire a Meloni che proprio la Resistenza le ha consentito di occupare quel posto a Palazzo Chigi, perché oltre alla libertà, sono stati scritti in Costituzione i valori di uguaglianza e di non discriminazione delle donne. Durante il fascismo, con Mussolini, la donna non contava nella sfera pubblica e non aveva pari diritti".

Da partigiana quale era il suo nome?
"Ne ho cambiati più d'uno. Le racconto? Olga è stato il primo. Poi una amica lo disse un giorno, senza alcun riferimento particolare, però si ritenne prudente cambiarlo. Allora adottai il nome di Màrika. Mi era stato affidato il compito di scrivere a macchina i bollettini, sono diventata segretaria operativa del Cln in Liguria. Ci furono arresti e cominciò a circolare anche il nome Màrika. Così decidemmo di cambiarlo di nuovo e, in memoria dei fratelli Rosselli, mi fu proposto Rossella. Quindi il mio nome partigiano è Rossella".

A lei, alla combattente partigiana "Rossella", ricordando la Resistenza e i suoi combattenti e martiri, cosa la colpisce di questo 25 aprile in cui infuriano le polemiche sull'antifascismo?
"Io ho fatto la Resistenza perché odiavo il fascismo. Odiavo il fascismo e odiavo e odio le guerre. La guerra contraddice l'intelligenza umana. Penso ai giovani ucraini morti, ma anche ai giovani russi. La colpa è di Putin certo, però il nostro Paese non ha fatto abbastanza per avviare iniziative e trovare una soluzione diplomatica".

Delle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa su via Rasella e sulla Costituzione, e della premier Meloni sulle Fosse Ardeatine, quale idea s'è fatta?
"Mi sono fatta l'idea che sono ignoranti. Ma l'hanno letta la Costituzione? Altro che non c'è l'antifascismo! Le faccio un esempio. Dopo la Liberazione, io ero segretaria provinciale dell'Udi, dell'Unione donne italiane, nel mentre che partivano i lavori della Costituente. Venivano da noi le donne a dirci cosa volevano che ci fosse scritto nella Costituzione. Noi lo riportavamo alla nostra parlamentare di riferimento che, a sua volta, lo affidava ai rappresentati in Assemblea costituente. La Costituzione è stata scritta così: è l'espressione della volontà popolare antifascista".

E cosa chiedevano quelle donne?
"Che le donne avessero gli stessi diritti degli uomini, che lavorassero e avessero pari retribuzione e di potere studiare liberamente".

Quindi alla premier cosa vuole dire?
"Che senza la Resistenza lei non occuperebbe quel posto, perché abbiamo combattuto per la libertà e perché le donne non fossero discriminate e avessero pari diritti".

E a La Russa?
"Non meritano una discussione le sue affermazioni. Il 25 aprile è il giorno più importante dell'anno, io c'ero e so cosa è costato".