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Giuli: "I tempi sono maturi, la destra raccolga l’invito di Fini"

Alessandro Giuli, presidente del Maxxi (agf)
Il giornalista e  presidente del Maxxi: "Fdi ora può dimostrare di aver fatto i conti con il passato"
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"Fini conosce Meloni e il suo mondo. Sa che i tempi sono maturi per essere più espliciti nei fatti e nelle dichiarazioni pubbliche sull'antifascismo". Alessandro Giuli, intellettuale di destra oggi alla guida del Maxxi, legge come uno sprone le parole dell'ex presidente della Camera. Ma dà per acquisita la lezione di Fiuggi, "doverosa seppur imperfetta". Giuli sostiene che la destra, sull'antifascismo, affronterà oggi l'esame definitivo: "Giorgia Meloni, accanto a Mattarella all'Altare della Patria, dirà al mondo che i conti con il passato li ha regolati".

Il primo 25 aprile della destra di governo arriva fra le polemiche sull'antifascismo. Si poteva evitare?
"Io proverei a distinguere i fatti dagli infortuni lessicali. E diciamo subito che c'è un'occasione storica, per la destra che governa l'Italia, di misurarsi con lo spazio e con il tempo dell'unità nazionale. Di d…

"Fini conosce Meloni e il suo mondo. Sa che i tempi sono maturi per essere più espliciti nei fatti e nelle dichiarazioni pubbliche sull'antifascismo". Alessandro Giuli, intellettuale di destra oggi alla guida del Maxxi, legge come uno sprone le parole dell'ex presidente della Camera. Ma dà per acquisita la lezione di Fiuggi, "doverosa seppur imperfetta". Giuli sostiene che la destra, sull'antifascismo, affronterà oggi l'esame definitivo: "Giorgia Meloni, accanto a Mattarella all'Altare della Patria, dirà al mondo che i conti con il passato li ha regolati".

Il primo 25 aprile della destra di governo arriva fra le polemiche sull'antifascismo. Si poteva evitare?
"Io proverei a distinguere i fatti dagli infortuni lessicali. E diciamo subito che c'è un'occasione storica, per la destra che governa l'Italia, di misurarsi con lo spazio e con il tempo dell'unità nazionale. Di dire al mondo che i conti con il passato li ha regolati".

La coalizione di Giorgia Meloni sta cogliendo quest'occasione?
"La presidente del Consiglio, la prima leader italiana della destra costituzionalizzata, stamattina sarà al fianco del presidente della Repubblica, garante dell'Italia repubblicana e antifascista, all'Altare della Patria. Non basta?".

Il dibattito sull'assenza della parola "antifascista" in Costituzione, e alcune uscite di big di FdI su via Rasella, sulle Fosse ardeatine, sulla sostituzione etnica, autorizzano qualche dubbio.
"La destra italiana che trae origine dalla fiamma dell'Msi oggi conclude un percorso, delimita un perimetro. Nessuno vuole e può derogare. Oltre la narrazione resistenziale monopolizzata da una sinistra non sempre moderata. Oltre le sfumature, se vuole anche gli infortuni lessicali, che innescano le polemiche".

Vogliamo parlarne?
"Lollobrigida, parlando di sostituzione etnica, ha usato un'espressione di cui si è scusato. Ma non ha mai detto nemmeno mezza parola contro il 25 aprile. E mai ne dirà".

Anche La Russa, con le sue affermazioni, ha infiammato la scena.
"Ha ammesso di aver sbagliato nella definizione adottata per i soldati occupanti di via Rasella. Quanto all'assenza della parola antifascismo in Costituzione, ha detto una cosa tautologica: l'intera Carta nasce dalla spinta antifascista. Io avrei insistito su questo punto. Il fatto è che non esiste il monopolio morale del patriottismo: Ferruccio Parri chiedeva un esercito di partigiani non comunisti come lui".

Eppure Fini dice che la destra ha ancora ritrosia a dirsi antifascista.
"Fini conosce Meloni e il suo mondo. Sa che i tempi sono maturi per essere più espliciti nei fatti e nelle dichiarazioni pubbliche. Colgo come un segnale positivo la sua esortazione. Fini sa bene quanto la classe dirigente di destra sia più matura di come la si dipinge e tende essa stessa a rappresentarsi".

Lollobrigida lascia intendere che FdI non ha preso benissimo le parole dell'ex presidente della Camera.
"È il rappresentante di una nuova generazione che dice a Fini: ci stiamo già pensando noi. Mi sembra legittimo".

Perché FdI sembra aver timore a ricordare la svolta di Fiuggi?
"Il punto non è ripartire o meno da Fiuggi. Io do un giudizio critico su quella svolta, fatta nottetempo. Serviva un'elaborazione del lutto, un percorso più profondo. Oggi bisogna ripartire dal miglior legato politico dei finiani, dalle esortazioni fatte sulla scorta degli interventi di Ciampi, del primo Napolitano, di Mattarella e di Violante. Le esortazioni a fare della Costituzione, e del patriottismo repubblicano, la linea invalicabile della destra. Io la lezione di Fiuggi la do per acquisita, doverosa ma imperfetta. Su altro dovremmo ritrovarci tutti".

Su cosa?
"Ad esempio sull'articolo 9 della Costituzione. Il lavoro, il diritto alla salute, la cultura sono punti di riferimento su cui ci si può incontrare facilmente. Per il resto, la Carta ha dentro di sé, impliciti, gli antidoti al fascismo e al totalitarismo comunista".

A proposito: La Russa fa bene ad andare, proprio il 25 aprile, ad omaggiare il monumento a Jan Palach oltre a visitare il campo di concentramento vicino Praga?
"Per me è una cosa bellissima: riaccende una playlist della memoria della destra.
Ci sono i ragazzi di Buda e la primavera di Praga. È un omaggio all'antitotalitarismo europeo, non il tentativo furbesco di dare un colpo al cerchio e uno alla botte".