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Calenda, prove di tregua dopo il divorzio da Italia viva: "Renzi non è un mostro, ho sbagliato a usare toni forti"

Calenda, prove di tregua dopo il divorzio da Italia viva: "Renzi non è un mostro, ho sbagliato a usare toni forti"
Il leader di Azione riconosce il suo "unico" errore: "Io ho risposto una volta e l'ho fatto con un post sbagliato". La replica: "Non mi attacco mai alle questioni personali, quindi  spero che si possa fare quello che abbiamo deciso di fare sei mesi fa"
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Carlo Calenda abbassa i toni. Dopo giornate di veleno, tra post e accuse, il leader di Azione torna a parlare del divorzio dall'alleato Matteo Renzi che "non è un mostro, mai pensato o non avrei fatto un'operazione con lui" ma dopo "venti giorni di attacchi continui a cui non ho risposto se non per questioni politiche" alla fine "è successo che la situazione è ovviamente degenerata". Il leader di Azione riconosce il suo "unico" errore: "Io ho risposto una volta e l'ho fatto con un post sbagliato, perché i toni erano troppo forti" e "ho fatto male" ma "è stato l'unico, solo attacco personale e io ne ho ricevuti valanghe", dice su Skytg24.

 

Ciò detto, "non sono in grado di obbligare la mia controparte a fare una cosa che non vuole", rileva, "non posso che dire che evidentemente questo progetto è fallito" ma "non è che tutti debbano andare bene, ci sta che a un certo punto qualcuno cambi idea".

Il leader Italia viva Matteo Renzi "aveva già detto faccio un passo indietro perché faccio business, e non è successo" ma "è una questione politica, se uno dei due partiti non vuole sciogliersi, posso fare un passo indietro, di lato, sopra, sotto, ma quello che è successo con me risuccederebbe con il prossimo. Come facciamo ad andare avanti con gli attacchi, le veline ai giornali e non lo vogliono fare? - chiede Calenda - Quindi è stata una decisione presa in modo collettivo".

Renzi: "Spero si possa fare quanto deciso sei mesi fa"

Alle parole del leader di Azione Matteo Renzi risponde: "Da tempo lavoriamo senza rispondere agli attacchi personali perché si vada al grande progetto riformista di questo Paese", quello "che abbiamo definito Terzo polo. Non mi attacco mai alle questioni personali, quindi di conseguenza spero che si possa fare quello che abbiamo deciso di fare sei mesi fa ormai, prendendo 2,5 milioni di voti dagli italiani. Io penso a loro".

Calenda: "Ora il tema come ricostruire un lavoro fatto nel tempo"

Per Calenda ora il tema è "come ricostruire un lavoro fatto nel tempo durante la campagna elettorale, un lavoro gigantesco mandato in frantumi, e non ho capito perché ma non mi interessa nemmeno capirlo, cosa che accade a chi ha che fare con Matteo Renzi...", continua il leader di Azione. Adesso l'intento è "ricostruire con chi lavora al Terzo polo con la massima apertura, ma sui progetti".

 

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