Per il governo Meloni è record di decreti legge: approvati 23 in sei mesi
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniL'uso massiccio dei decreti-leggi è prassi consolidata anche nel governo guidato da chi, dai banchi dell'opposizione, non perdeva occasione per scagliarsi contro il continuo ricorso alla decretazione d'urgenza e lo scarso coinvolgimento di Camera e Senato. Il governo guidato da Giorgia Meloni non si discosta troppo dai predecessori. Anzi, il ritmo di approvazione dei decreti continua a battere veloce. I numeri: a sei mesi dell'insediamento del nuovo governo, Meloni ha licenziato ben 23 decreti-legge, con una media di 3,8 provvedimenti per ogni mese. Numeri che fanno dell'attuale esecutivo quello con il più alto numero di decreti approvati ogni 30 giorni.
I numeri dei governi precedenti
Mai nei 10 anni precedenti un governo aveva approvato un numero simile di decreti. Secondo le stime di Openpolis, subito dopo quello di Meloni c'è il governo di Mario Draghi con una media di 3,2 decreti per ogni mese, di sei decimali sotto a Meloni e di uno…
L'uso massiccio dei decreti-leggi è prassi consolidata anche nel governo guidato da chi, dai banchi dell'opposizione, non perdeva occasione per scagliarsi contro il continuo ricorso alla decretazione d'urgenza e lo scarso coinvolgimento di Camera e Senato. Il governo guidato da Giorgia Meloni non si discosta troppo dai predecessori. Anzi, il ritmo di approvazione dei decreti continua a battere veloce. I numeri: a sei mesi dell'insediamento del nuovo governo, Meloni ha licenziato ben 23 decreti-legge, con una media di 3,8 provvedimenti per ogni mese. Numeri che fanno dell'attuale esecutivo quello con il più alto numero di decreti approvati ogni 30 giorni.
I numeri dei governi precedenti
Mai nei 10 anni precedenti un governo aveva approvato un numero simile di decreti. Secondo le stime di Openpolis, subito dopo quello di Meloni c'è il governo di Mario Draghi con una media di 3,2 decreti per ogni mese, di sei decimali sotto a Meloni e di uno sopra il Conte II, terzo in classifica. Segue Enrico Letta con 2,7 decreti al mese, Mario Monti con 2,4, Silvio Berlusconi con 1,9, il primo governo Conte (1,7) e, infine Renzi e Gentiloni con rispettivamente 1,7 e 1,2 decreti in media al mese.
Le proteste di Meloni quando era all'opposizione
Il secondo governo presieduto dal leader 5 stelle e quello guidato dall'ex capo della Bce furono gli esecutivi più contestati dall'attuale premier, allora leader di opposizione. Nel 2021 Fratelli d'Italia organizzò anche un flashmob davanti a Montecitorio e scrisse una lettera al presidente della Repubblica per denunciare lo scarso coinvolgimento del Parlamento nella discussione sulla Manovra. "Esistono delle garanzie costituzionali", tuonava Francesco Lollobrigida, all'epoca capogruppo alla Camera e oggi ministro dell'Agricoltura. In generale le critiche di FdI avevano come oggetto l'assenza del dibattito in Aula come conseguenza delle decisioni calate dall'esecutivo. Decisioni che riducono a zero (o quasi) il dibattito nelle aule e lasciano poco spazio alle proposte di legge avanzate dai parlamentari, soprattutto di opposizione. Una prassi, quella dell'abuso dei decreti-legge, a cui però si è presto conformata anche la stessa Meloni.
Il governo Meloni
Le statistiche parlamentari non lasciano spazio ad altre interpretazioni, se consideriamo che sul totale delle 19 leggi approvate a partire dall'insediamento del governo (22 ottobre 2022) solo 3 sono di iniziativa parlamentare. Si tratta dell'istituzione di due commissioni parlamentari - quella sulla mafia e sul femminicidio - e della ratifica del Protocollo aggiuntivo alla Convenzione contro il doping. Stop. Le rimanenti 16 sono tutte di iniziativa governativa. Quattordici di queste - quasi la totalità - sono decreti-legge, 8 dei quali approvati attraverso la fiducia. Uno strumento, anche questo, contro cui Meloni e company hanno spesso tuonato durante gli anni di opposizione. Con la fiducia infatti il governo lega la propria sopravvivenza ad un provvedimento e taglia brutalmente il dibattito in Aula, lasciando pochissimo spazio alle modifiche del parlamento, specie a quelle delle opposizioni. In tutto il governo ha chiesto la fiducia ben 12 volte. Lo ha fatto su provvedimenti-bandiera, come il dl anti-Rave, o su leggi dove da sempre l'opposizione - Meloni in primis - chiede un maggiore coinvolgimento del parlamento, come la legge di bilancio.
Vero è anche che in sei mesi è difficile che una proposta di legge riesca ad ottenere il via libera da entrambe le Camere. Altrettanto vero è però che i lunghi tempi di approvazione sono sempre più spesso una conseguenza dell'abuso dei decreti, che ingolfano le camere e lasciano pochissimo spazio alle leggi ordinarie. I decreti, infatti, devono necessariamente essere approvati dal parlamento entro 60 giorni, pena la loro decadenza. Ed è per questo che finiscono per ottenere un'assoluta priorità nelle discussioni. Il tutto a scapito delle proposte presentate dai parlamentari o quelle di iniziativa popolare, per le quali i tempi si allungano sempre di più. In media, stando ai dati della scorsa legislatura, una legge di iniziativa parlamentare impiega in media 493 giorni per essere approvata. Una proposta di iniziativa governativa ci mette circa la metà del tempo (228 giorni), mentre un decreto-legge solo 43 giorni.