✕

Berlusconi fa il partigiano: “Resistenza straordinaria alla base della Costituzione”

(ansa)
L’ex premier torna a parlare a tre settimane dal ricovero al San Raffaele e si smarca dai meloniani. Anche la Lega prende le distanze. Salvini: “Ora unità”. Valditara: “Condanniamo il fascismo”
2 minuti di lettura

ROMA - Rompe il proprio silenzio con una dichiarazione sull’argomento, il 25 Aprile, che più difficoltà e tensioni sta creando nel partito di Giorgia Meloni e negli esponenti di Fratelli d’Italia che non riescono a dire parole chiare sul fascismo. Silvio Berlusconi dal San Raffaele, dove è ricoverato da oltre tre settimane, pur non pronunciando anche lui mai la parola "fascismo", invita invece "il Paese a festeggiare il 25 Aprile". E, tra le righe, manda un messaggio alla premier, ma anche al presidente del Senato Ignazio La Russa che ha negato ci sia l’antifascismo in Costituzione.


Berlusconi cita il discorso tenuto da presidente del Consiglio nel 2009 a Onna, paesino a due passi da l’Aquila, in un 25 Aprile che cadde a ridosso del terremoto che colpì il cuore dell’Abruzzo: "Avevo scelto quel piccolo comune, che era stato teatro di una tremenda strage operata dai nazisti durante la guerra e che aveva…

ROMA - Rompe il proprio silenzio con una dichiarazione sull’argomento, il 25 Aprile, che più difficoltà e tensioni sta creando nel partito di Giorgia Meloni e negli esponenti di Fratelli d’Italia che non riescono a dire parole chiare sul fascismo. Silvio Berlusconi dal San Raffaele, dove è ricoverato da oltre tre settimane, pur non pronunciando anche lui mai la parola "fascismo", invita invece "il Paese a festeggiare il 25 Aprile". E, tra le righe, manda un messaggio alla premier, ma anche al presidente del Senato Ignazio La Russa che ha negato ci sia l’antifascismo in Costituzione.


Berlusconi cita il discorso tenuto da presidente del Consiglio nel 2009 a Onna, paesino a due passi da l’Aquila, in un 25 Aprile che cadde a ridosso del terremoto che colpì il cuore dell’Abruzzo: "Avevo scelto quel piccolo comune, che era stato teatro di una tremenda strage operata dai nazisti durante la guerra e che aveva subito profondi danni e gravi perdite per il terremoto, perché avevo visto nello slancio di solidarietà che aveva unito tutti gli italiani alle popolazioni colpite dal terremoto, lo stesso spirito che tanti anni prima aveva consentito all’Italia di risorgere dalle rovine della guerra".

Il fondatore di Forza Italia invita quindi all’unità del Paese: "In quella occasione, a Onna, ho rievocato lo spirito di unità nazionale che animò tutti i protagonisti della resistenza che seppero accantonare le differenze più profonde, politiche, religiose, sociali, per combattere insieme una battaglia di civiltà e di libertà per sè stessi e per i loro figli. I cattolici e i comunisti, i liberali e i socialisti, i monarchici e gli azionisti, e con loro i militari rimasti fedeli non ad un’idea politica ma all’onore della Patria, di fronte a un dramma comune scrissero una grande pagina della nostra storia". Poi quella che appare una stoccata a La Russa: "È una straordinaria pagina sulla quale si fonda la nostra Costituzione, baluardo delle nostre libertà e dei nostri diritti".


Le parole di Berlusconi arrivano in un momento d’imbarazzo per Fratelli d’Italia. Meloni ha in programma oggi ufficialmente solo la breve cerimonia all’altare della Patria insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con anche La Russa, la seconda carica dello Stato, che volerà poi a Praga per rendere omaggio a Jan Palach, un simbolo della resistenza anti sovietica. Una scelta che il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo commenta caustico: "Si recherà a ricordare Palach, sicuramente un eroe della libertà, ma ci sono altri 364 giorni all’anno per farlo".


"Il 25 aprile rappresenta un momento significativo di libertà, descritta dalla Costituzione sulla quale ho giurato. Domani ricorderemo i martiri di un periodo sanguinoso che lo stesso De Gasperi ha definito di guerra civile e che ha messo in condizione l'Italia di dividersi. Credo che oggi sia il tempo della massima unità possibile", ha dichiarato da FdI Francesco Lollobrigida. Parole chiare sul fascismo, come ha chiesto di fare anche l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini scatenando le ire di molti esponenti del partito della Meloni, ha pronunciato il leghista Giuseppe Valditara: "Il 25 Aprile è una data fondamentale nella storia della nostra Repubblica - dice - segna la sconfitta della dittatura fascista, la fine della guerra, il ritorno alla democrazia". È l’ennesimo segnale di smarcamento arrivato dalla Lega rispetto a FdI. Non a caso Matteo Salvini aggiunge: "Basta litigi, sia un giorno di unione". Parole, quelle del ministro leghista, che rendono ancora più evidente l’isolamento nel centrodestra dei meloniani sul tema della Liberazione.