Skinhead, Forza Nuova e CasaPound: il raduno dei neofascisti per il "25 Aprile nero" in memoria di Ramelli
di Paolo Berizzi , di Paolo BerizziÈ diventato il loro "25 Aprile nero" e lo celebrano quattro giorni dopo la festa di Liberazione dell'Italia dall'occupazione dei nazisti e dei loro alleati repubblichini: una data che per l'estrema destra - e non solo estrema - "è e resta un lutto", sintetizza un ex dirigente di Forza Nuova. È il 29 aprile dei neofascisti. Un appuntamento liturgico, ormai. Sempre più centrale nel calendario della galassia dei camerati. Si ritroveranno a Milano i gruppi neri italiani, o la maggior parte: l'occasione è il tradizionale ricordo di Sergio Ramelli, lo studente del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 a 19 anni da un gruppo di estremisti di sinistra appena uscito da scuola. Ci saranno tutti il 29 aprile, da Forza Nuova a CasaPound, dalla Rete dei Patrioti-Movimento nazionale (nata da una scissione del partito di Roberto Fiore) a Lealtà Azione, dal Veneto Fronte Skinhead a Fortezza Europa fino alla Comunit&a…
È diventato il loro "25 Aprile nero" e lo celebrano quattro giorni dopo la festa di Liberazione dell'Italia dall'occupazione dei nazisti e dei loro alleati repubblichini: una data che per l'estrema destra - e non solo estrema - "è e resta un lutto", sintetizza un ex dirigente di Forza Nuova. È il 29 aprile dei neofascisti. Un appuntamento liturgico, ormai. Sempre più centrale nel calendario della galassia dei camerati. Si ritroveranno a Milano i gruppi neri italiani, o la maggior parte: l'occasione è il tradizionale ricordo di Sergio Ramelli, lo studente del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 a 19 anni da un gruppo di estremisti di sinistra appena uscito da scuola. Ci saranno tutti il 29 aprile, da Forza Nuova a CasaPound, dalla Rete dei Patrioti-Movimento nazionale (nata da una scissione del partito di Roberto Fiore) a Lealtà Azione, dal Veneto Fronte Skinhead a Fortezza Europa fino alla Comunità militante dei dodici raggi di Varese, solo per citare le sigle più attive.
Sulla locandina di convocazione firmata "I camerati" figurano due fiamme che si alzano dalle fiaccole. Sotto, i nomi di Sergio Ramelli, Carlo Borsani (gerarca fascista, firmatario del Manifesto sulla razza e collaboratore delle SS italiane ucciso dai partigiani il 29 aprile 1945) e Enrico Pedenovi (politico Msi ucciso nel 1976 a Milano da militanti di Prima Linea). Militanti e simpatizzanti dell'ultradestra italiana si ritroveranno in piazzale Gorini alle 20: da lì - non è ancora dato sapere in che forma, se separatamente o con un corteo, la seconda ipotesi al momento pare improbabile - copriranno le tre tappe del "ricordo": prima in viale Lombardia per Pedenovi, poi in piazzale Susa per Borsani (dove sorge una lapide abusiva), e infine - momento clou della manifestazione - in via Paladini, di fronte alla lapide che ricorda Ramelli.
Negli anni scorsi il Ramelli-day ha assunto i contorni di una vera e propria parata: croci celtiche, saluti romani, la rituale chiamata del "presente" e dunque un forte richiamo nostalgico al passato militare e razzista del regime fascista. Il 29 aprile 2017 al campo X del cimitero Maggiore si presentarono in mille con le braccia tese in un saluto romano collettivo. Nel 2019 la partenza di un corteo non autorizzato portò a scontri tra neofascisti e forze dell'ordine.
Che cosa accadrà quest'anno? Difficile prevederlo. Certo è che le divisioni e le tensioni politiche alimentate alla vigilia del 25 Aprile - tra uscite revisioniste e la scia di polemiche scatenate da dichiarazioni di esponenti della destra di governo - non hanno contribuito a distendere il clima, anzi. Negli ambienti dell'estrema destra è da mesi che si sta preparando un 29 aprile "compatto e unitario" (molti si chiedono se e quali politici di FdI e Lega si uniranno ai camerati, cosa già avvenuta in passato). E se è vero che il ricordo di Ramelli ha comunque sempre visto sfilare insieme sigle storicamente in competizione e in rivalità tra loro, è anche vero che all'inizio di marzo, proprio a Milano, è andato in scena con una kermesse identitaria il primo, storico tentativo (riuscito, pare) di superare divisioni, frazioni e personalismi: e da lì ha visto la luce una rete, o cartello, chiamato al secondo banco di prova proprio il 29 aprile.
"Il 29 aprile tutti a Milano". A suonare la carica è il ras di Forza Nuova Roberto Fiore in un video postato sui canali social del partito. Dopo avere ricordato Ramelli ("eroe giovanissimo degli anni '70 che ha preferito sacrificarsi per la patria piuttosto che vivere una vita comoda"), Fiore ha anche rilanciato il suo movimento ricordando e rivendicando il "9 ottobre 2021", ovvero l'assalto "no green pass" con devastazione alla sede nazionale della Cgil che ha portato all'arresto, tra gli altri, dello stesso Fiore. Quel 9 ottobre l'ex terrorista Fiore lo definisce adesso una "battaglia fatta in modo glorioso", con "Forza Nuova alla testa di milioni di persone nel momento in cui si lotta per la difesa delle libertà".
Ma torniamo al 29 aprile, alla risposta nera alla festa della Liberazione. I gruppi neofascisti ci si stanno avvicinando con altri eventi: il 22 aprile al Campo X del cimitero Maggiore di Milano una cinquantina di militanti di Memento (costola di Lealtà Azione) hanno commemorato i caduti della Rsi (Forza Nuova ha annunciato di andarci la mattina del 25 aprile, sarebbe uno sfregio ai partigiani). Un altro omaggio alla Repubblica di Salò è andato in scena oggi al cimitero di Rapallo, con Lealtà Azione, CasaPound e Veneto Fronte Skinhead a ricordare i loro "martiri". Sarà così, a macchia di leopardo, fino al 29 aprile milanese, con teste rasate, naziskin e nostalgici in pista per Ramelli (a Lodi un corteo è in programma il 30 aprile) a chiudere una giornata che si aprirà con il classico ricordo ufficiale in presenza delle autorità milanesi, tra cui il sindaco.
Infine va segnalato quello che il 25 aprile è annunciato nel varesotto: i neonazisti di Do.Ra. daranno vita a un provocatorio "25 aprile a Varese" commemorando in quattro cimiteri della provincia soldati delle Brigata Nera "Dante Gervasini", della folgore e della Waffen-Division SS. Una follia, a quanto pare autorizzata dalle autorità.