La lezione di Mattarella: "Repubblica fondata sulla Costituzione figlia della lotta antifascista". Il discorso che oscura le timidezze di Meloni e gli sfondoni di La Russa
dal nostro inviato Concetto Vecchio , dal nostro inviato Concetto VecchioCUNEO - "Una Repubblica fondata sulla Costituzione, figlia della lotta antifascista". Soprattutto dice: "Ora e sempre resistenza". In un discorso nettissimo, opposto, nella visione storica e nello spirito pubblico, alla lettera piena di "ma anche" scritta dalla premier Giorgia Meloni e agli sfondoni interessati di Ignazio La Russa (sull'assenza della parola antifascismo nella Costituzione), il presidente Sergio Mattarella invita a ripassare i fondamentali della nostra carta. "È dalla Resistenza che viene la Costituzione, e la libertà. Il frutto del 25 Aprile è la nostra Costituzione. La Costituzione come risposta alla crisi di civiltà prodotta dal nazifascismo, stabilendo il principio della prevalenza della persona e delle comunità sullo Stato", scandisce a Cuneo, città medaglia d'oro della Resistenza. Cita testualmente la lapide del municipio: "Morti e vivi collo stesso impegno, popolo serr…
CUNEO - "Una Repubblica fondata sulla Costituzione, figlia della lotta antifascista". Soprattutto dice: "Ora e sempre resistenza". In un discorso nettissimo, opposto, nella visione storica e nello spirito pubblico, alla lettera piena di "ma anche" scritta dalla premier Giorgia Meloni e agli sfondoni interessati di Ignazio La Russa (sull'assenza della parola antifascismo nella Costituzione), il presidente Sergio Mattarella invita a ripassare i fondamentali della nostra carta. "È dalla Resistenza che viene la Costituzione, e la libertà. Il frutto del 25 Aprile è la nostra Costituzione. La Costituzione come risposta alla crisi di civiltà prodotta dal nazifascismo, stabilendo il principio della prevalenza della persona e delle comunità sullo Stato", scandisce a Cuneo, città medaglia d'oro della Resistenza. Cita testualmente la lapide del municipio: "Morti e vivi collo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre Resistenza". Ora e sempre Resistenza.
Mattarella aveva iniziato con un incipit molto emotivo. Una citazione di Piero Calamandrei, del 1955: "Se volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione".
Mattarella ha parlato in un teatro Toselli gremito come un uovo. I sindaci con la fascia tricolore erano assiepati fino ai piani alti e hanno cantato con slancio l'inno di Mameli. Cerimonia impreziosita dalle musiche di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura: tromba e bandoneon, suonano Bella Ciao.
"Chiediamoci dove e come saremmo se fascismo e nazional-socialismo fossero prevalsi allora. La Resistenza fu anzitutto rivolta morale di patrioti contro il fascismo per il riscatto nazionale. Un moto di popolo che coinvolse la vecchia generazione degli antifascisti". Un discorso da forte valore morale, quindi senza se e senza ma: "Dura fu la lotta per garantire la sopravvivenza dell'Italia nella catastrofe in cui l'aveva condotta il fascismo. La crisi suprema del Paese esigeva un momento risolutivo per una nuova idea di comunità"
"Alla memoria delle vittime e alle sofferenze degli abitanti la Repubblica oggi si inchina", ha detto. E qui è venuto giù il teatro, con un applauso durato un minuto. Cuneo è la città di 12mila partigiani, duemila caduti.
Oggi è pavesata a festa, pasticcerie con i fiocchi tricolori e le foto dei partigiani accanto ai cuneesi col rhum, Cuneo ha accolto con applausi scroscianti il Capo dello Stato. Ovunque tanta gente, che inizialmente si è radunata al Parco della Resistenza, per la prima tappa di questa visita, dove ha assistito alla deposizione di una corona accanto al monumento che ricorda l'eccidio nazifascista di Boves del 19 settembre 1943 (Mattarella vi si recherà nel pomeriggio). Scolaresche del liceo scientifico Pellico e dell'istituo Peano, e gente comune, hanno tributato il loro affetto al presidente mentre si recava alla casa-museo di Duccio Galimberti, nella centralissima piazza omonima, da dove il capo partigiano pronunciò il primo discorso della Resistenza italiana, il 26 luglio 1943. Una visita che non ha bisogno di commenti, precisa nel suo significato simbolico: Galimberti venne ucciso dalla milizia fascista, nel dicembre 1944. Visitando la casa e il terrazzo da cui parlò Mattarella ne ha onorato la memoria. "Fece un discorso straordinario per lucidità e visione del momento. E fu coerente, salendo in montagna".
Mattarella ha concluso con un "Viva la Festa della Liberazione"