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Festa della Liberazione, la proposta del Pd: "Bella Ciao diventi l'inno ufficiale del 25 Aprile"

Festa della Liberazione, la proposta del Pd: "Bella Ciao diventi l'inno ufficiale del 25 Aprile"
Il dem Stefano Vaccari: "Il testo del provvedimento - raccontra - è stato assegnato in Commissione Affari Costituzionali della Camera il 29 novembre, ma da allora è finito in un cassetto"
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Un inno che ricordi una data. Una musica che riecheggi in tutta Italia e in ogni cerimonia che celebri la Festa della Liberazione. Con questo obiettivo il Pd ha presentato una proposta di legge che renda Bella Ciao la canzone ufficiale del 25 Aprile. Un'iniziativa che risale in realtà ad alcuni mesi fa, come spiega il dem Stefano Vaccari, primo firmatario della pdl insieme a Marco Furfaro e Mauro Berruto. "Il testo del provvedimento - raccontra - è stato assegnato in Commissione Affari Costituzionali della Camera il 29 novembre, ma da allora è finito in un cassetto. Ora, visto che tutti dicono, anche in recentissime interviste, che la Liberazione è la festa di tutti che quelli della Resistenza sono valori da condividere, mi appello alla maggioranza affinché si voti al più presto il provvedimento per far diventare operativa la legge già dal prossimo 25 Aprile". Una richiesta che sembra però scontrarsi con le reticenze del governo Meloni a prendere le distanze dal Ventennio fascista.

Le origini di Bella Ciao

Ripercorrendo la storia della nascita e della diffusione di Bella Ciao, Vaccari sottolinea che la sua origine è precedente al periodo della Resistenza e della lotta partigiana. Se "la canzone è riconducibile ad alcuni canti popolari diffusi sin dai primi del '900 nell'Appennino tosco-emiliano", si legge nella relazione del dem che accompagna la proposta di legge,  la versione definitiva compare anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. L'origine della melodia, invece, si fa "risalire a prima del XX secolo e si perde tra i canti della tradizione popolare slava". È documentato come la traccia più antica della musica sia "un' incisione del 1919, in un disco a 78 giri, del fisarmonicista tzigano Mishka Ziganoff, titolato Klezmer-Yiddish swing music".

Il Klezmer, spiega Vaccari, "è un genere musicale yiddish in cui confluiscono vari elementi, tra cui la musica popolare slava". La canzone matura e si diffonde "in periodi diversi: tra la metà degli anni '50, in un momento in cui la politica ha necessità di unificare le varie anime della Resistenza - comunista, socialista, cattolica, azionista, liberale e monarchico-badogliana - e la metà degli anni '60, con il riconoscimento popolare ottenuto nel 1964 al Festival dei Due mondi di Spoleto" dove vengono presentate due versioni del testo: quello che racconta la giornata di lavoro di una mondina e quello che racconta la lotta partigiana.

Il congresso della Dc del 1976

Il congresso della Dc, che nel 1976 elesse segretario il partigiano Benigno Zaccagnini,ricorda Vaccari si concluse con le note di Bella Ciao. Ne deriva, osserva il dem, che negli anni '70 quella canzone "risponde alla necessità di rinsaldare, con un chiaro spirito pacificatore, il concetto di un'Unità nazionale nata dalla lotta di Resistenza".

 

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