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L'ex di An Landolfi: "Alla nuova destra serve il vecchio Fini. Meloni sul 25 Aprile ha ripreso parte delle tesi di Fiuggi"

Intervista all'ex colonnello finiano: "Non rimuoviamo l'ex presidente della Camera come un calcolo renale fastidioso. La destra meloniana è nel suo stesso solco"
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Mario Landolfi, lei è stato uno dei "colonnelli" di Gianfranco Fini,  pur non avendogli poi risparmiato critiche, ed è stato tra i protagonisti della svolta con cui a Fiuggi nel 1995 la destra italiana puntò a rifondarsi: chi pensa abbia ragione tra l'ex leader e Giorgia Meloni a proposito del 25 Aprile e dell'antifascismo?

"Io qualche anno fatto ho scritto che alla nuova destra serviva il vecchio Fini. Non può esserci "damnatio memoriae" nei confronti di Fini. Però ritengo che il clima ostile nei confronti di Gianfranco si sia molto attenuato, non è più come alcuni anni fa. Inoltre nella lettera al Corriere della sera per il 25 Aprile, Giorgia Meloni ha ripreso alcuni termini delle tesi di Fiuggi. Aggiungo: non rimuoviamo Fini come un calcolo renale che dà fastidio".

Le polemiche sulla destra meloniana e il 25 Aprile però, cosa hanno mostrato? Che proprio la svolta di Fiuggi &e…

Mario Landolfi, lei è stato uno dei "colonnelli" di Gianfranco Fini,  pur non avendogli poi risparmiato critiche, ed è stato tra i protagonisti della svolta con cui a Fiuggi nel 1995 la destra italiana puntò a rifondarsi: chi pensa abbia ragione tra l'ex leader e Giorgia Meloni a proposito del 25 Aprile e dell'antifascismo?

"Io qualche anno fatto ho scritto che alla nuova destra serviva il vecchio Fini. Non può esserci "damnatio memoriae" nei confronti di Fini. Però ritengo che il clima ostile nei confronti di Gianfranco si sia molto attenuato, non è più come alcuni anni fa. Inoltre nella lettera al Corriere della sera per il 25 Aprile, Giorgia Meloni ha ripreso alcuni termini delle tesi di Fiuggi. Aggiungo: non rimuoviamo Fini come un calcolo renale che dà fastidio".

Le polemiche sulla destra meloniana e il 25 Aprile però, cosa hanno mostrato? Che proprio la svolta di Fiuggi è stata rimossa?
"La destra meloniana non nasce in continuità diretta con Alleanza nazionale che poi decise di confluire nel Popolo delle libertà. Dai tormenti di quel partito sorge da un lato Fratelli d'Italia, dall'altro Forza Italia. Da questa cesura, ribadisco, nasce FdI, recuperando il simbolo della Fiamma. FdI ha aperto molto in questi anni e si dovrà assestare".

Con la svolta di Fiuggi c'è stata una metamorfosi della destra che i meloniani non ricordano abbastanza o non ricordano affatto?
"Ripeto, nella lettera sul 25 Aprile, Meloni ha ripreso alcune frasi delle tesi di Fiuggi, ad esempio il passaggio in cui si parla dei valori che il fascismo aveva "conculcato". Ma insistere sul termine antifascismo mai pronunciato è un gioco che non finisce mai, che non basterà mai a eliminare la diffidenza verso la destra. Dal mio punto di vista e sotto il profilo storico, voglio ricordare che antifascismo non coincide con democrazia: se tutti i democratici sono stati antifascisti, non tutti gli antifascisti sono stati democratici perché tanti erano legati all'Urss di Stalin".

La spaventano i comunisti?
"Non mi piacciono i luogocomunisti".

Torniamo a Fini che ha redarguito Meloni sull'antifascismo e poi, in un intervista sempre al Corriere, ha attenuato i toni.
"Sì, è così. Nelle tesi di Fiuggi è scritta una cosa importante sull'antifascismo e cioè che ha restituito i valori di libertà e democrazia conculcati dal fascismo. Questo è un punto fermo e definitivo. Ritengo che la destra meloniana sia nello stesso solco. Al di là delle parole maldette o male interpretate, la destra di Meloni non si discosta dalle tesi di Fiuggi. E' storicamente innegabile che l'antifascismo abbia riportato l'Italia nel novero delle nazioni libere e democratiche. Sta nel patrimonio della destra che la svolta di Fiuggi ha fondato".

Il monito del presidente Mattarella è stato molto netto: ora e sempre Resistenza.
"Il capo dello Stato ha parlato di riscatto morale grazie ai partigiani. La Resistenza è la data fondate della Repubblica e non ci piove. Però se deve essere il nostro secondo risorgimento deve essere inclusiva, non parificare ma comprendere le ragioni dei vinti. Le parole di Luciano Violante in questo - non parificazione, ma pacificazione - sono importanti".