Paita: "Altri arrivi dopo Borghi? Porte aperte ai riformisti del Pd o di Forza Italia"
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - "Altri arrivi? Porte aperte ai riformisti che vengano dal Pd o da Forza Italia". Raffaella Paita, renziana, è la capogruppo di Iv e Azione al Senato. Ribadisce la mano tesa a Carlo Calenda per ricomporre il Terzo Polo, ma intanto il suo partito, Italia viva, prende l'iniziativa politica.
Paita, ci saranno altri arrivi in Italia Viva dopo Enrico Borghi dal Pd?
"Noi abbiamo le porte aperte, se ci sono persone che condividono il progetto riformista ben vengano. Borghi è il decimo senatore del gruppo Italia Viva e Azione. Un gruppo che guido da sei mesi, che ha lavorato bene senza avere motivi di scontro. Tanto che io ho sempre ripetuto non esserci ragioni politiche per la rottura che si è determinata. Tutti insieme ci siamo dati da fare in Senato per avere risultati apprezzabili".
Ma un divorzio tra Renzi e Calenda si è ormai consumato. Voi farete un gruppo autonomo?
"Noi abbiamo subito una interruzione di percorso voluta …
ROMA - "Altri arrivi? Porte aperte ai riformisti che vengano dal Pd o da Forza Italia". Raffaella Paita, renziana, è la capogruppo di Iv e Azione al Senato. Ribadisce la mano tesa a Carlo Calenda per ricomporre il Terzo Polo, ma intanto il suo partito, Italia viva, prende l'iniziativa politica.
Paita, ci saranno altri arrivi in Italia Viva dopo Enrico Borghi dal Pd?
"Noi abbiamo le porte aperte, se ci sono persone che condividono il progetto riformista ben vengano. Borghi è il decimo senatore del gruppo Italia Viva e Azione. Un gruppo che guido da sei mesi, che ha lavorato bene senza avere motivi di scontro. Tanto che io ho sempre ripetuto non esserci ragioni politiche per la rottura che si è determinata. Tutti insieme ci siamo dati da fare in Senato per avere risultati apprezzabili".
Ma un divorzio tra Renzi e Calenda si è ormai consumato. Voi farete un gruppo autonomo?
"Noi abbiamo subito una interruzione di percorso voluta incomprensibilmente da Calenda che non volevamo. Sentiamo il dovere di costruire una casa dei riformisti più ampia rispetto a Italia viva, grazie al mandato ricevuto dagli elettori, così da dare vita a un centro politico che coinvolga anche i territori e metta insieme cattolici-popolari, liberal democratici e socialisti e molto altro".
Attendete altri del Pd, quindi?
"Non so se ci saranno altri dem, ma pensiamo di poter essere attrattivi anche per i riformisti di una destra sempre più schiacciata su posizioni sovraniste. Il nostro progetto è interessante per il Paese che non può morire soffocato dal bipolarismo di una destra-destra e una sinistra populista".
Qualche esempio di populismo del Pd?
"Elly Schlein ha detto sì al termovalorizzatore di Roma solo perché ha ereditato questa decisione. Ma per una leader che si candida a governare il Paese è doveroso avere una posizione chiara e motivarla. La politica è assunzione di decisioni e non barcamenarsi".
Fino a dove vi spingerete voi renziani nell'iniziativa politica? Volete rifondare la Margherita?
"Innanzitutto il nostro obiettivo, ripeto, non è guardare a modelli del passato. In un fidanzamento occorre essere in due: è Carlo Calenda ad averlo interrotto. Io penso che le discordie individuali si superano se si ha una bussola politica e allora si potrà continuare un lavoro insieme".
Sta dicendo che il divorzio può rientrare?
"No. Non posso decidere per Carlo. Io rispondo e do il buon esempio per ciò che mi compete. Sto dicendo che i gruppi continueranno a lavorare insieme, che se la politica e la logica contano, persevereremo nella creazione di una casa dei riformisti, perché questo è l'obiettivo, sicuramente di Italia viva".
Alla domanda se rifonderete la Margherita non ha risposto.
"Possiamo parlare del futuro e non del passato? La Margherita è stata preziosa, anche da lì, insieme ai Ds, è nato il Pd. Ne parlo con rispetto, però siamo in un altro Paese con altre esigenze. Da una parte una destra sovranista in cui FI è in difficoltà, dall'altra un Pd e 5Stelle che si somigliano sempre di più".
E voi, quale ruolo vi ritagliate?
"Quello di una opposizione che non urla soltanto come fa Schlein, ma propone una ricetta per il futuro. Le famiglie sono in difficoltà, dobbiamo rimettere in moto il sistema economico, puntando sulle leve dell'energia, delle infrastrutture e dei progetti d'innovazione insieme a welfare. Noi siamo il partito della crescita. Del "si può fare'".
Comunque in Senato il pallino per tenere in vita il gruppo comune con Calenda, ora l'avete voi renziani, perché vostri sono i sei senatori con i quali potreste staccarvi e andare da soli.
"Andremo avanti in un progetto riformista che ha avuto una battuta d'arresto non voluta da noi. Le strade, se ci saranno le condizioni, si rincontreranno".
Ma i sondaggi mostrano che le liti nel terzo polo favoriscono il Pd.
"Sicuramente le rotture non aiutano, Calenda rifletta. Ma i sondaggi li vedremo alla prova delle elezioni e il Pd perderà voti".