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Elly Schlein, Vogue e la look-strategy. L'intervista diventa un caso

Per vestirsi l'inquilina del Nazareno si affida a una consulente di immagine e personal shopper. Noto: "Altro che scivolone, esce da un cliché"
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ROMA - Una e bina, di lotta e di salotto. Qual è la vera Elly Schlein? La segretaria del Pd che il 25 aprile ha sfilato in piazza a Milano col fazzoletto rosso al collo? O la giovane donna in trench color glauco - delicata tonalità di verde, grigio e azzurro - che nello stesso giorno compariva levigata ed elegante sulle pagine patinate di Vogue? È quel che si sono chiesti in tanti scoprendo che, per la Festa della Liberazione, la leader della principale forza di opposizione non aveva solo scelto di rilasciare a una rivista di moda la sua prima intervista da capo della sinistra, ma pure di rivelare ciò che nessuno si sarebbe mai aspettato. Per vestirsi, l'inquilina del Nazareno si affida a una consulente di immagine che è anche la sua personal shopper: dai 140 ai 300 euro l'ora il tariffario, ma trattamento a forfait in nome dell'amicizia.

"Le mie scelte di abbigliamento dipendono dalla situazione in cui mi trovo", raccont…

ROMA - Una e bina, di lotta e di salotto. Qual è la vera Elly Schlein? La segretaria del Pd che il 25 aprile ha sfilato in piazza a Milano col fazzoletto rosso al collo? O la giovane donna in trench color glauco - delicata tonalità di verde, grigio e azzurro - che nello stesso giorno compariva levigata ed elegante sulle pagine patinate di Vogue? È quel che si sono chiesti in tanti scoprendo che, per la Festa della Liberazione, la leader della principale forza di opposizione non aveva solo scelto di rilasciare a una rivista di moda la sua prima intervista da capo della sinistra, ma pure di rivelare ciò che nessuno si sarebbe mai aspettato. Per vestirsi, l'inquilina del Nazareno si affida a una consulente di immagine che è anche la sua personal shopper: dai 140 ai 300 euro l'ora il tariffario, ma trattamento a forfait in nome dell'amicizia.

"Le mie scelte di abbigliamento dipendono dalla situazione in cui mi trovo", racconta Schlein alla bibbia del fashion tricolore. "A volte sono anticonvenzionale, altre più formale. In generale dico sì ai colori e ai consigli di un'armocromista, Enrica Chicchio". A chi? Un'armocromista, professione sconosciuta fino a ieri: ovvero, un'esperta nell'abbinamento delle nuance più adatte all'incarnato, alla personalità e persino al ruolo del cliente. Eccolo svelato il segreto degli outfit della segretaria diventati negli ultimi tempi più sofisticati: casual ma non casuali, a tinte fredde anziché pastello che "lei è una donna inverno", più tendenza Chigi che Okkupy Pd.

D'altronde la funzione impone di aggiornare il guardaroba e Schlein si è adeguata. Anche a costo di spiazzare i colleghi di partito, suscitare i frizzi degli avversari, scatenare il dibattito sui social, come già era avvenuto per la cena in suo onore organizzata a casa di Claudio Baglioni ai Parioli. Pronti a rinfacciarle "ciao povery", d'essere "una ragazza nata bene", "abituata al lusso", tanto da potersi permettere di pagare qualcuno per suggerirle cosa comprare: "Tanto colore e pezzi chiave facilmente abbinabili, che rendono agevoli incontri e spostamenti", spiega la consulente.

"Non hanno un amico", conia l'hastag il comico Luca Bizzarri. "Finalmente un segnale per tranquillizzare i riformisti", motteggia Mario Ricciardi, professore di Filosofia alla Statale di Milano. "Basta col pauperismo, la sinistra riparta dal personal shopper", fa eco @Phastidio. E mentre a sua difesa si schierava, fra le altre, Selvaggia Lucarelli, Carlo Calenda si rammaricava: "Come è noto io sono molto élite ma vi giuro che ignoravo l'esistenza dell'armocromista". Con la quale "stiamo trattando perché lasci il Pd ed entri in Italia viva", scherza il renziano Francesco Bonifazi.

Una discussione che ha scatenato ironie, ma anche riflessioni più serie. Se per la presidente delle Acli bolognesi il servizio su Vogue è "un errore grande come una casa, con che faccia parla alle famiglie in difficoltà?", per il sondaggista Antonio Noto "è frutto di una precisa strategia comunicativa, non uno scivolone. Segnala che Schlein non intende farsi schiacciare dal cliché della sessantottina cucitole addosso dai media, è alla ricerca di una sintesi tra l'essere di sinistra e moderna". Intanto il governo va sotto sul Def, ma in Parlamento si parla solo di questo: del "rosso Elly, la nuova gradazione del sol dell'avvenire".