In archivio il marchio Le Pen. Meloni guarda ai Tories per farsi "conservatrice"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Una fonte a Whitehall ci dice la sua: "Giorgia Meloni sta dando una buona sponda al primo ministro Sunak sull'Ucraina e sulla lotta all'immigrazione irregolare", e ai britannici la crescente amicizia post-Brexit con un Paese cruciale come l'Italia fa molto comodo. "Rishi, in cambio, dimostra che si può parlare anche con una populista come Meloni, formatasi nella destra radicale, e così la rende più presentabile alla comunità internazionale". "È una chemistry", aggiunge un altro diplomatico britannico. Ovvero, tra i due c'è un gran feeling, sin dal primo incontro alla Cop27 in Egitto, lo scorso novembre.
Il senso di mutuo sostegno che si percepisce a Londra viene confermato da un'altra curiosa frase di Sunak durante la mini sessione di "warm words", parole cordiali, prima del lungo tête-à-tête a Downing Street con la leader italiana, di circa 40 minuti: &qu…
LONDRA - Una fonte a Whitehall ci dice la sua: "Giorgia Meloni sta dando una buona sponda al primo ministro Sunak sull'Ucraina e sulla lotta all'immigrazione irregolare", e ai britannici la crescente amicizia post-Brexit con un Paese cruciale come l'Italia fa molto comodo. "Rishi, in cambio, dimostra che si può parlare anche con una populista come Meloni, formatasi nella destra radicale, e così la rende più presentabile alla comunità internazionale". "È una chemistry", aggiunge un altro diplomatico britannico. Ovvero, tra i due c'è un gran feeling, sin dal primo incontro alla Cop27 in Egitto, lo scorso novembre.
Il senso di mutuo sostegno che si percepisce a Londra viene confermato da un'altra curiosa frase di Sunak durante la mini sessione di "warm words", parole cordiali, prima del lungo tête-à-tête a Downing Street con la leader italiana, di circa 40 minuti: "Complimenti, Giorgia, sull'economia: sei stata molto attenta e capace di portare stabilità in Italia in tempi di incertezza". In realtà, Meloni è in carica solo da sei mesi, su Def e Pnrr ci sono state molte difficoltà ed esitazioni. Ma un endorsement di un ex Goldman Sachs e figlioccio della City come Sunak è cruciale, visto che per Bloomberg l'Italia sarebbe nel mirino della agenzia di rating Moody's, che potrebbe declassarla il prossimo 19 maggio.
Rishi e Giorgia, solo tre anni di differenza, uno è il politico più ricco e posh del Regno Unito con un patrimonio di oltre 800 milioni insieme alla moglie ereditiera indiana Akshata Murty, l'altra è una leader che si è fatta da sola nella popolare Garbatella, a Roma. Eppure, è un'affiatata coppia, che è riuscita a fondere il conservatorismo tradizionale britannico con la storia di un partito come Fratelli d'Italia discendente del post-fascismo.
Nonostante la pioggia di Londra, Meloni è raggiante. I conservatori britannici sono sempre stati una stella polare per lei, non solo su temi come la lotta all'immigrazione irregolare. Per la premier romana, i Tories rappresentano una porta per una normalizzazione internazionale che scolorisca il marchio di "lepenismo italiano". Un pericoloso cavallo di troia, invece, per il quotidiano progressista Guardian, perché "Meloni resta una minaccia per i valori europei".
Ma, soprattutto negli anni immediatamente precedenti alla Brexit, per Meloni i Tories inglesi sono stati anche l'incarnazione di un'entità atlantista e critica in e dell'Ue, come quando l'ex leader britannico David Cameron si alleò con gli euroscettici polacchi a Strasburgo. Non a caso, mesi fa correva voce che Meloni avrebbe voluto incontrare l'allora prima ministra britannica e altra donna leader, Liz Truss, nella sua prima visita di Stato post elezioni. Truss poi è miseramente caduta, ma il nuovo thatcherismo di Meloni è sempre fertile.
Eppure, oltre all'opportunismo politico, c'è anche l'ideologia. Meloni è sempre stata una fan di Sir Roger Scruton, il grande filosofo conservatore scomparso nel 2020 e baluardo della destra intellettuale, cristiana e tradizionalista europea. Del resto, lo ha invocato nel suo primo discorso da premier in Parlamento, lo scorso ottobre. Scruton è il perfetto anello di congiunzione tra la destra radicale italiana e l'attuale conservatorismo britannico. Ma è stato anche un ideologo reazionario e molto controverso: tanto che un anno prima di morire venne licenziato dal governo britannico di Theresa May, di cui era consigliere, dopo alcune frasi accusate di antisemitismo e islamofobia in un'intervista al settimanale conservatore New Statesman.
Poi certo, ci sono anche enormi differenze che separano i contemporanei Tories britannici dai Fratelli d'Italia di Meloni. Per esempio, il primo ministro Rishi Sunak è di origine indiana, il suo governo è uno dei più multietnici della storia britannica, e il precedente esecutivo di Liz Truss aveva soltanto 10 ministri bianchi su 23. Insomma, la nemesi della "sostituzione etnica" tanto temuta dal ministro della sovranità alimentare e cognato di Meloni, Francesco Lollobrigida.