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Schlein sfida Meloni sul decreto lavoro: “Una provocazione”. Tour nelle fabbriche

Elly Schlein (ansa)
Domani la leader Pd a Portella della Ginestra, a giugno nella ex Whirlpool. “Il governo taglia le gambe al Paese”. Guerra: “Riapriamo i circoli operai"
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ROMA - Domani, primo maggio, sarà nel Palermitano, località Portella della Ginestra, dove nel ‘47 i banditi guidati da Salvatore Giuliano spararono contro i contadini che sfilavano per la festa dei lavoratori, 11 morti e svariati feriti. A giugno sarà nello stabilimento ex Whirlpool di Napoli. E poi ha in programma una batteria di "visite nelle fabbriche", come racconta Cecilia Guerra, deputata, ex viceministra al Mef, che nella segreteria del Pd segue la delega del Lavoro. "Vogliamo rilanciare i circoli di fabbrica, abbiamo progetti ambiziosi". Elly Schlein si mette in marcia, la festa di domani sarà solo l’inizio. Obiettivo: riannodare il filo rosso col mondo degli operai, che nella Seconda Repubblica si è spostato progressivamente a destra (prima Berlusconi, poi Lega, poi FdI). Ma anche, forse soprattutto, parlare con i precari, i sottopagati, i senza tutele. Tra salario minimo e reddito di cittadinanza, che il gove…

ROMA - Domani, primo maggio, sarà nel Palermitano, località Portella della Ginestra, dove nel ‘47 i banditi guidati da Salvatore Giuliano spararono contro i contadini che sfilavano per la festa dei lavoratori, 11 morti e svariati feriti. A giugno sarà nello stabilimento ex Whirlpool di Napoli. E poi ha in programma una batteria di "visite nelle fabbriche", come racconta Cecilia Guerra, deputata, ex viceministra al Mef, che nella segreteria del Pd segue la delega del Lavoro. "Vogliamo rilanciare i circoli di fabbrica, abbiamo progetti ambiziosi". Elly Schlein si mette in marcia, la festa di domani sarà solo l’inizio. Obiettivo: riannodare il filo rosso col mondo degli operai, che nella Seconda Repubblica si è spostato progressivamente a destra (prima Berlusconi, poi Lega, poi FdI). Ma anche, forse soprattutto, parlare con i precari, i sottopagati, i senza tutele. Tra salario minimo e reddito di cittadinanza, che il governo smantellerà fra 24 ore in Consiglio dei ministri.


Schlein ne fa il perno della campagna da qui alle Europee. Un po’ in piazza, un po’ in Parlamento. E naturalmente nei comizi delle amministrative di metà maggio. Come ieri, una sfilza di tappe in Piemonte, alla vigilia della festa del Primo maggio. Schlein parla del provvedimento che approderà in Consiglio dei ministri domani come di una "provocazione", non solo per il giorno in cui verrà sfornato da Palazzo Chigi. "È un decreto che porta lavoro nel nome ma che nasconde l’aumento della precarietà e dei contratti a termine. Tagliano le gambe al Paese". Chiede a Meloni "di cambiare rotta, perché stiamo condannando alla precarietà intere generazioni, costringendole ad andare altrove", aggiunge da Ivrea. Insiste sul tema della sicurezza nei cantieri, chiedendo a Meloni di intervenire. Servirebbe, per la leader dem, "un grande piano industriale, ma la maggioranza non è neanche in grado di assicurare i suoi larghi numeri in Parlamento sul Def. Erano pronti sì, a farci fare figuracce". E sul Pnrr, altro tema caldo, l’esecutivo "è rinunciatario".


Il Pd proverà a incalzare il governo in Parlamento, "a dare il senso dell’alternativa", per dirla con Schlein. Ma i numeri nelle Camere sono striminziti, soprattutto se non si compattano le opposizioni, per ora piuttosto frastagliate. "A volte ci si riesce, altre no - ammette la leader - ma l’avversario è la destra". Per dire: sul salario minimo, su cui in linea di principio sarebbero d’accordo dem, 5 Stelle e Terzo Polo, sono stati presentati 5 diversi disegni di legge. Tre del Pd (uno a firma Serracchiani, uno Laus, uno Orlando), uno del Movimento e uno del cartello Azione-Iv. Mercoledì è in programma una riunione al Nazareno per fare sintesi, almeno fra i dem, per poi cercare la quadra con gli emissari di Conte e Calenda.

Poi il Pd insisterà sul taglio del cuneo fiscale, non a tempo e formato mini come quello proposto dal governo, ma largo e strutturale. Proverà a portare in discussione una legge sulla rappresentanza e un’altra per allargare le norme sugli appalti pubblici al settore privato, per tutelare le condizioni di lavoro e di salario. E c’è naturalmente il fronte Reddito di cittadinanza: Schlein non ha intenzione di lasciare le proteste di piazza solo a Giuseppe Conte. "Siamo contrari allo smantellamento di questa misura - riprende la responsabile Lavoro in segreteria, Guerra - Saremo l’unico Paese dell’Ue senza un reddito minimo universale. Ci mobiliteremo".

Non da soli. Probabilmente con il M5S, ma anche con altre reti e con pezzi del mondo cattolico (Schlein ha appena incontrato il direttore della Caritas). Sempre nel solco di questa mobilitazione, la segretaria visiterà le fabbriche. Ritorno fra le tute blu. Senza timore di prendere magari qualche fischio. Per ricominciare. Primo appuntamento: l’11 giugno nell’ex stabilimento Whirlpool, dove si terrà l’assemblea che scioglierà Articolo 1. "Ma ci saranno altre tappe - conclude Guerra - In quei luoghi dobbiamo starci".