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Il Primo Maggio inedito del governo. Il Cdm approva il decreto Lavoro, ma la premier diserta la conferenza stampa e si affida a un video

La premier Meloni con il leader Cgil Landini, nell'incontro del 30 aprile con i sindacati (ansa)
Il Consiglio dei ministri vara il provvedimento che riforma il Reddito di cittadinanza e taglia il cuneo fiscale. Ma la premier rinuncia a spiegare le misure. Poi in un video: "È il taglio delle tasse più importante degli ultimi decenni. Non capisco chi polemizza. Fatti, non parole"
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ROMA - La scena rasenta il surreale: decine tra cronisti e uomini della sicurezza attendono da ore l'esito del Consiglio dei ministri. Piazza Colonna è transennata. Fuori, assiepati, molti turisti osservano incuriositi di capire cosa stia accadendo. C'è il Consiglio dei ministri, appunto. Un appuntamento inedito, perché convocato il Primo maggio. Una data simbolica per una scelta controversa, non a caso criticata dai sindacati: un decreto sul mondo del lavoro nel giorno della festa del lavoro. Una scelta che spezza anche il tradizionale rispetto del riposo in questa celebrazione che apre il mese di maggio.

Niente conferenza stampa, un video sui social

Tutti, si diceva, attendono la conferenza stampa della presidente del Consiglio. È lei ad averla promessa durante la trasferta di Londra: "Non vi rispondo adesso sul decreto Lavoro perché vi spiegherò tutto lunedì". E sì che le materie da trattare sono tant…

ROMA - La scena rasenta il surreale: decine tra cronisti e uomini della sicurezza attendono da ore l'esito del Consiglio dei ministri. Piazza Colonna è transennata. Fuori, assiepati, molti turisti osservano incuriositi di capire cosa stia accadendo. C'è il Consiglio dei ministri, appunto. Un appuntamento inedito, perché convocato il Primo maggio. Una data simbolica per una scelta controversa, non a caso criticata dai sindacati: un decreto sul mondo del lavoro nel giorno della festa del lavoro. Una scelta che spezza anche il tradizionale rispetto del riposo in questa celebrazione che apre il mese di maggio.

Niente conferenza stampa, un video sui social

Tutti, si diceva, attendono la conferenza stampa della presidente del Consiglio. È lei ad averla promessa durante la trasferta di Londra: "Non vi rispondo adesso sul decreto Lavoro perché vi spiegherò tutto lunedì". E sì che le materie da trattare sono tante: c'è l'abolizione del Reddito di cittadinanza, i miliardi destinati da luglio a dicembre per il cuneo fiscale - un investimento importante, che porta soldi in busta paga ai lavoratori con i redditi più bassi - il rapporto politico teso con i sindacati, e in particolare con la Cgil. Ma nel corso della mattinata, inizia a diventare chiara una cosa: la conferenza stampa della presidente del Consiglio non ci sarà. C'è invece un video registrato e pubblicato sui social.

Ecco il video

Il video, dunque. Arriva attorno alle 15. E serve una volta di più a chiarire  la strategia di Giorgia Meloni, culminata nella scelta di approvare un decreto sul lavoro il Primo maggio: spaccare il fronte sindacale, mostrare che il governo fa le cose mentre i sindacati - e soprattutto la Cgil - sono in piazza o al Concertone. È un affondo mirato, una sfida nel giorno "sacro" dei lavoratori alle organizzazioni che li rappresentano.

Dl Lavoro, Meloni non fa conferenza e fa un video spot passeggiando tra le stanze di Palazzo Chigi

La premessa serve a illustrare il testo del decreto: "Nel giorno della festa del lavoro - sostiene Meloni - il governo sceglie di lavorare e dare risposte a coloro che legittimamente aspirano a cambiare la loro posizione. Lo facciamo con una serie di provvedimenti articolati,  il più importante tra tutti è il taglio delle tasse sul lavoro. Abbiamo liberato un tesoretto da 4 miliardi grazie al coraggio di alcuni provvedimenti che avevamo portato avanti. Ed oggi lo destiniamo al più importante taglio delle tasse degli ultimi decenni. Ne vado fiera".

Ma poi arriva lo schiaffo: "Il taglio del cuneo porterà fino a 100 euro in busta paga, in un momento come questo in cui c'è l'inflazione che galoppa. Io non riesco a capire chi riesce a polemizzare perfino su questa scelta". Primo messaggio ai leader sindacali. A cui segue un secondo: "Io sono molto fiera che il governo abbia scelto di festeggiare il Primo Maggio con i fatti e non con le parole". Fatti e non parole, dunque: ecco l'impostazione divisiva che la presidente del Consiglio declina nel suo intervento video. E la leader taglia corto anche sull'abolizione del Reddito di cittadinanza, che tante polemiche e critiche dall'opposizione ha suscitato: "Noi distinguiamo chi può lavorare da chi non può farlo. Per chi non può confermiamo, anzi aumentiamo i fondi per le famiglie in difficoltà. Ma chi può lavorare viene inserito in un percorso di formazione".

La ministra del Lavoro risponde a qualche domanda

Ma la premier evita, come detto, la conferenza stampa. Difficile dare risposte ai molti quesiti tecnici e politici, senza questo incontro con la stampa. Eppure a un certo punto della giornata sembrava che almeno la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone potesse scendere in sala stampa. E invece no: la ministra si limita a ricevere qualche domanda in un "mucchione" fuori dalla sede del governo, mentre inizia a cadere qualche goccia di pioggia. Fonti a lei vicine fanno sapere che in realtà Calderone era disponibile a tenere una conferenza stampa, ma Palazzo Chigi ha chiesto di soprassedere. Né la circostanza si spiega con l'assenza di personale utile a organizzare l'evento: è chiaro già a vista d'occhio che la macchina organizzativa è presente al gran completo - come in un giorno feriale - pronta dunque anche per questa eventualità.

Meloni non parla da Cutro: 53 giorni fa

Meloni dunque non parla. Non lo fa in una conferenza stampa dal Consiglio dei ministri di Cutro, lo scorso 9 marzo. Sono 53 giorni. Nel mezzo si è concessa alle domande giornalisti nel corso delle trasferte, ad esempio in Etiopia e per ben due volte in poche ore a Londra, senza lesinare risposte. Ma quel passaggio tradizionale e ufficiale - la conferenza stampa in diretta televisiva - quella manca appunto da quasi due mesi.

Resta da capire quanto abbia inciso nella decisione anche il contestuale comizio dei sindacati, a Potenza. E quanto la premier abbia preferito evitare una sovrapposizione degli interventi con i leader di Cgil, Cisl e Uil. Ieri era stato Pierpaolo Bombardieri a prevedere questo "incrocio", ipotizzando una conferenza stampa della presidente del Consiglio in simultanea con il palco sindacale. E invece tutto è stato più facile: la leader si affida al consueto video. Senza domande.