Chinnici e Dalla Chiesa, Forza Italia scopre l'antimafia. Tajani: "Nessuna lezione dal Pd che va a trovare Cospito"
di Emanuele LauriaDue donne con storie diverse, unite da un lutto in tenera età. E adesso da una bandiera, quella di Forza Italia. Rita Dalla Chiesa e Caterina Chinnici si incontreranno venerdì, sul palco della convention di Forza Italia, per parlare di antimafia.
Un dibattito inedito, specie perché inedita è la collocazione politica: finora, spesso e volentieri, il terreno di confronto dei simboli della legalità erano stati i partiti di centrosinistra. Che, dagli anni '80 a oggi, hanno ospitato nelle loro sedi e nelle loro liste numerosi fra vittime di Cosa Nostra o loro parenti: da Claudio Fava a Rita Borsellino, da Paolo Siani a Sonia Alfano.
I tempi sono cambiati, evidentemente. Se adesso due volti che rappresentano storie familiari di lotta alla mafia, militano nel partito di Marcello Dell'Utri, Nicola Cosentino e Tonino D'Alì, per citare tre esponenti del partito di Silvio Berlusconi accusati di aver avuto rapporti con i clan e oggetto di co…
Due donne con storie diverse, unite da un lutto in tenera età. E adesso da una bandiera, quella di Forza Italia. Rita Dalla Chiesa e Caterina Chinnici si incontreranno venerdì, sul palco della convention di Forza Italia, per parlare di antimafia.
Un dibattito inedito, specie perché inedita è la collocazione politica: finora, spesso e volentieri, il terreno di confronto dei simboli della legalità erano stati i partiti di centrosinistra. Che, dagli anni '80 a oggi, hanno ospitato nelle loro sedi e nelle loro liste numerosi fra vittime di Cosa Nostra o loro parenti: da Claudio Fava a Rita Borsellino, da Paolo Siani a Sonia Alfano.
I tempi sono cambiati, evidentemente. Se adesso due volti che rappresentano storie familiari di lotta alla mafia, militano nel partito di Marcello Dell'Utri, Nicola Cosentino e Tonino D'Alì, per citare tre esponenti del partito di Silvio Berlusconi accusati di aver avuto rapporti con i clan e oggetto di condanne in via definitiva.
Certo, i percorsi della politica sono tortuosi. Quello di Rita Dalla Chiesa, figlia del prefetto di Palermo ucciso nel 1982, passa dall'affermazione televisiva, sulle reti Rai prima e Mediaset poi. Soltanto nell'estate scorsa la candidatura per Forza Italia e l'elezione alla Camera, dove già negli anni '90 militò il fratello Nando Dalla Chiesa, ma per la Rete di Leoluca Orlando e per i Verdi, formazioni lontane dal centrodestra.
Ancora più recente la svolta di Caterina Chinnici: la figlia dell'ex giudice istruttore vittima di un'autobomba nel 1983, è sbarcata in realtà in politica in tempi più lontani, nel 2010, quando su indicazione del Pd l'allora governatore siciliano Raffaele Lombardo la nominò in giunta. Dal 2014 in poi è stata europarlamentare del partito democratico, che solo il settembre scorso la candidò per la guida della Regione siciliana. Un lungo pressing di Antonio Tajani l'ha convinta a fare il grande passo.
Non senza polemiche: Anthony Barbagallo, deputato e segretario del Pd siciliano, si è detto "basito e disgustato". Lei ha replicato dicendo semplicemente di non riconoscersi nel partito di Elly Schlein e di non essere stata adeguatamente sostenuta sui temi della giustizia e della sicurezza. Fra mille incertezze, l'europarlamentare farà domani il suo debutto in pubblico sotto le insegne di Forza Italia. E Tajani invita a non stupirsi: "Sull'antimafia non dobbiamo dimostrare nulla. E non credo che possa darci lezioni un partito come il Pd i cui esponenti sono andati a trovare Cospito in carcere accettando di ascoltare le ragioni dei boss detenuti".